Innerload «Mater Tenebrarum» (2024)

Innerload «Mater Tenebrarum» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Varoots 72 »

 

Recensione Pubblicata il:
05.02.2024

 

Visualizzazioni:
457

 

Band:
Innerload
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Titolo:
Mater Tenebrarum

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Marco Cortese - Voce
Antonio Tavella - Chitarre
Alessio Novello - Basso
Lorenzo Meneghetti - Batteria

 

Genere:
Heavy Metal

 

Durata:
54' 27"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
26.01.2024

 

Etichetta:
Great Dane Records
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Gli Innnerload sono una band veneziana formatasi ben 15 anni fa. Posso vantare una discreta esperienza su loro perché li ho visti nascere e progredire nel tempo, ho seguito i loro live, i loro dischi e anche i loro cambi di line-up.
"Mater Tenebrarum" è il loro terzo full-lenght e quando ho avuto il piacere di ascoltarlo sono rimasto stupito e ora vado a spiegarvi il motivo.
Innerload significa ricarica interiore, questo moniker è nato negli anni in cui la band aveva cominciato a fare un heavy metal classico influenzato da sonorità più moderne con il sentito apporto personale della voce di Marco, all'interno dei primi due album, "React" (2011) e "Again" (2019) troviamo molte influenze maidiane piuttosto che suoni legati al Power metal teutonico, ma nel corso del tempo, con l'ingresso in formazione soprattutto del chitarrista Tony Tavella, i suoni sono andati sempre più appesantendosi, tanto che oggi ci troviamo di fronte ad un lavoro che stravolge, se pensiamo a chi erano gli Innerload fino a 5 anni fa.
In questo nuovo album la band propone un personale Death Metal melodico , e infatti sono proprio le chitarre che svolgono un tecnico intreccio di melodici e armonici riff che ricordano certe partiture dei Death più recenti, come in "Unexpected" , uno dei pezzi che preferisco anche per un bellissimo giro del basso di Alex, oppure passaggi alla Amott, in un paio di tracce si sente chiaramente l'influenza degli Arch Enemy, ad esempio in "Gemini" e "Aokigahara", testo che racconta della famosa Foresta dei suicidi in Giappone, mi aggancio a questo per evidenziare che "Mater Tenebrarum" è una sorta di "concept" con testi molto curati sui disturbi mentali, ogni song affronta questo argomento da vari punti di vista, come la stessa title-track, dove questa madre delle tenebre (nulla a che vedere con la trilogia del maestro del brivido Argento) è la pazzia e il lato oscuro che guida la malattia mentale...."L’ABISSO MI STUZZICA E PROVOCA E IO MI CI IMMERGO E COME UNA CROCE CHE CADE IO CI AFFONDO, LA MADRE DELLE TENEBRE MI CHIAMA AL SUICIDIO" (Cit. tradotta dal testo in inglese della title-track).
Possiamo assaporare anche delle partiture più vicine al classico thrash come "Again" che affronta il tema della droga, della dipendenza che porta all' auto-distruzione, e ci sono in questo manto tenebroso che avvolge tutto il disco anche delle punte di death-black, come ad esempio in "Asylum", altra traccia che mi ha trasportato parecchio!
La voce ha fatto un notevole cambiamento e miglioramento, uno scream ben calibrato che dimostra sicuramente la crescita delle parti vocali che hanno un' impronta decisamente più matura e professionale, poi devo dire che già nel video potete notare l'aspetto interpretativo del vocalist, che dal vivo rende ancor di più, infatti, se devo trovare una critica costruttiva, per il futuro io punterei a dare una interpretazione vocale più libera e meno impostata ...con qualche urlo liberatorio in più e un po' di più fantasia da parte del drummer, che fa comunque un egregio lavoro.
Le tracce sono tutte riconoscibilissime (è un particolare a cui tengo molto quando ascolto) creano un buon connubio tra l'oscuro e il melodico mantenendo una buona potenza sonora.
Direi un lavoro ben riuscito che apre una nuova era per questa band, tra l'altro la copertina è veramente stupenda, ad opera dell'artista statunitense Noah Zark, andate a vedere le sue inquietanti e magnifiche opere.
Aspetterò con curiosità il prossimo full-lenght, non perdeteli di vista e intanto godetevi "Mater Tenebrarum"!

Track by Track
  1. Tears of Blood 70
  2. Shadows From the Past 65
  3. Asylum 80
  4. Gemini 65
  5. Again 70
  6. The UnspectedNSPECTED 85
  7. Down in the Back Hole 75
  8. Mater Tenebrarum 85
  9. Aokigahara 80
  10. Insomnia 65
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 70
  • Qualità Artwork: 90
  • Originalità: 70
  • Tecnica: 70
Giudizio Finale
76

 

Recensione di Varoots 72 » pubblicata il 05.02.2024. Articolo letto 457 volte.

 

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