Overchains «Veil» (2020)

Overchains «Veil» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Ozymandias »

 

Recensione Pubblicata il:
22.10.2020

 

Visualizzazioni:
163

 

Band:
Overchains
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Titolo:
Veil

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Matteo Massoli - Voices
Giacomo Ciacca - Bass
Antonio De Francesco - Guitar
Tommaso Orfeo - Guitar
Edoardo Bighi - Keyboard
Paolo Pagnanini - Drums

 

Genere:
Alternative

 

Durata:
45' 0"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
25.09.2020

 

Etichetta:
Volcano Records
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
Volcano Promotion
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Recensione

Allora, partiamo subito in quarta: la proposta degli Overchains è sicuramente sincera e ben calibrata, vi sono molte idee interessanti all’interno della loro color palette, così come la tecnica (sopratutto vocale) è decisamente ottima, il problema maggiore, come capita in questo tipo di opere, è assolutamente la produzione.
Scarna, piatta e eufemisticamente “amatoriale” a tratti, rende l’ascolto anche molto difficile in certi frangenti in quanto la bontà di certi pezzi, come l’opener “End of my Path”, che possiede un ritornello graffiante davvero ben riuscito, viene letteralmente “spenta” da una qualità del suono e del missaggio in particolare veramente scadente.
Dispiace davvero parecchio, perché nonostante il riffing poco ispirato a tratti, la voce “distorta” poco presente e una serie di cliché non indifferenti nel songwriting, che ruba a man bassa da Evanescence, Within Temptation ma anche dal Metalcore di Bullet from Valentine e compagnia bella, vi sono episodi molto godibili e ben riusciti all’interno del disco, con influenze variegate (ho sentito anche echi di certi Tool).
Buona la tecnica strumentale, come già detto, purtroppo compromessa da una qualità del suono molto bassa in generale: la batteria non possiede alcuna “botta”, i breakdown di chitarra perdono immediatamente di potenza e sembrano perfino editati male in fase di missaggio, le voci sono secche e poco profonde, i soli gioverebbero invece di un suono “alla fonte” totalmente differente, meno ovattato e più penetrante.
Il feeling generale è quello di aver ascoltato un buon demo, più che un disco ufficiale, con canzoni magari valide, ma dalla qualità sonora assolutamente non congeniale.
Un bel caos insomma, che va a rovinare un disco tuttavia onesto, dalle buone idee e che potrebbe risaltare di più se avesse una produzione degna, magari simile a dischi come “The Poison” dei sopracitati Bullet for my Valentine, se non erro, del celebre Colin Richardson.

Track by Track
  1. End of my path 75
  2. Radiant moon 70
  3. Another (Don’t save me) 70
  4. Psyche 70
  5. Through emptiness 70
  6. Clockworks 70
  7. Eden 70
  8. Hidden Veil 70
  9. Lancaster 70
  10. Till the end 70
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 40
  • Qualità Artwork: 70
  • Originalità: 60
  • Tecnica: 70
Giudizio Finale
70

 

Recensione di Ozymandias » pubblicata il 22.10.2020. Articolo letto 163 volte.

 

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