Soul of Steel «Rebirth» (2019)

Soul Of Steel «Rebirth» | MetalWave.it Recensioni Autore:
reira »

 

Recensione Pubblicata il:
20.11.2019

 

Visualizzazioni:
239

 

Band:
Soul of Steel
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Titolo:
Rebirth

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Gianni Valente – Vocals Lorenzo Chiafele – Drums Salvatore Destratis – Guitars Nicolas Coppola – Guitars Alessandro Saracino – Bass

 

Genere:
Power Metal

 

Durata:
51' 0"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
20.09.2019

 

Etichetta:
Revalve Records
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
Grand Sounds PR
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Recensione

Nati all’inizio del 2007, i Soul of Steel decidono da subito quale sia lo stile che maggiormente li appartiene: il power metal. Negli anni successivi raccolgono consensi, collaborazioni e qualche soddisfazione, ma i vari cambi di line up li hanno, seppur parzialmente, rallentati nella carriera.
Attualmente il gruppo è ben stabile e ha prodotto una nuova opera ricca di idee che noi non ci lasciamo di certo sfuggire.
Dracarys è un’intro suggestiva; Oblivion è un brano interessante in cui incontriamo una bella dose di energia ampliata da un buon uso delle chitarre, cori e ritmo.
In Brothers in arms abbiamo la fusione di diversi stili, power e a tratti epic, con un risultato di tutto rispetto: riff accattivanti e cambi di tempo inaspettati che permettono all’ascoltatore di entrare appieno nello stile dei Soul of Steel.
Sailing to my fate è un pezzo più introspettivo che fa della melodia e di un cantato pulito e soave la sua forza; Blessing in disguise ha un bel potenziale da palco, dinamica e veloce.
Con The devil’s bride facciamo un salto in sonorità quasi old school, anni ’80, ma è una ventata di freschezza, una novità interessante e ben sviluppata.
A margin of life è a tratti drammatica, imponente nei suoni, martellante nel ritmo, forse eccessiva e non la mia preferita, ma comunque degna di nota nel suo complesso.
It’s my turn è ingannevole dato che dalle prime note sembra di ascoltare una piacevole ballad, ma il suo sviluppo inatteso la trasforma in una song dalla giusta dose di energia e ben poco stucchevole.
Trail of death è decisamente orecchiabile, al punti tale che potrebbe benissimo essere inserita in una colonna sonora di un film d’azione.
Arriviamo alla fine del disco e incontriamo una singolare cover di Lady Gaga, Perfect Illusion, la quale risulta essere di sicuro impatto: belle le chitarre, ottimo l’arrangiamento nel ritornello, insomma niente male.
Tirando le somme di questo ascolto, devo dire che ci troviamo di fronte a un power melodico, ammiccante e furbo per alcuni versi. Non è difficile che, già al secondo ascolto ci si trovi a canticchiare il ritornello di una delle nove canzoni presenti nell’album.
Non è un caso che la voce di Gianni sia così chiara e pulita, pur nella sua precisione è di sicuro piacevole, versatile e non ha bisogno di esprimersi in mille virtuosismi.
A qualcuno potrebbe far storcere il naso, ma io ho trovato questa opera ben strutturata e interessante, suonata con passione e con coerenza. Bravi.

Track by Track
  1. Dracarys 75
  2. Oblivion 75
  3. Brothers in arms 75
  4. Sailing to my fate 75
  5. Blessing in disguise 75
  6. The devil's bride 75
  7. A margin of life 70
  8. It's my turn 75
  9. Trail of death 75
  10. Perfect illusion (Lady Gaga cover) 70
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 80
  • Qualità Artwork: 60
  • Originalità: 65
  • Tecnica: 75
Giudizio Finale
71

 

Recensione di reira » pubblicata il 20.11.2019. Articolo letto 239 volte.

 

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