Godwatt «Necropolis» (2018)

Godwatt «Necropolis» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Snarl »

 

Recensione Pubblicata il:
22.03.2018

 

Visualizzazioni:
571

 

Band:
Godwatt
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Titolo:
Necropolis

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Mauro Passeri :: Bass
Andrea Vozza :: Drums
Moris Fosco :: Vocals, Guitars, Keyboards

 

Genere:
Doom Metal

 

Durata:
41' 7"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
26.01.2018

 

Etichetta:
Jolly Roger Records
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Si confermano una band di talento i Frusinati Godwatt, che con questo “Necropolis” arrivano al loro sesto album, e che discograficamente costituisce una prosecuzione abbastanza naturale del loro precedente album “L’ultimo sole”, senza grosse evoluzioni del sound, ma con un andamento potente e oscuro che costituisce un vero punto di forza dell’album.
Questo lo si nota sin dalla opener “Morendo”, un’opener non troppo carica di basse frequenze, e che riesce ad essere scorrevole ma heavy e compatta allo stesso tempo, il che è un tratto distintivo dei brani brevi di questa band, a tratti anche caratterizzati da un tocco sarcastico e irridente nelle linee vocali come in “E’ la tua ora” o “Tra le tue carni”, mentre altre volte compaiono tracce più dirette e rockeggiante, come “Tenebre”, più concisa e rappresentativa degli episodi di breve durata dell’album. C’è anche spazio, infatti, per brani dalla durata più lunga, come “Siamo noi il male” e “La morte è solo tua”, ed è proprio nella prima di queste due che si ascolta a quello che personalmente è l’episodio migliore dell’album, giacché in 9 minuti “Siamo noi il male” riesce a fare una buona summa compositiva dell’album ora appoggiandosi ad un mid tempo stoner, poi evolvendo in un irresistibile assolo rock, e poi terminando su di un ispirato e lentissimo tempo doom soffocante. 9 minuti passano e neanche te ne accorgi. Davvero rimarcabile.
Piccoli difetti, tuttavia, per questa volta ce ne sono: a parte infatti una certa mancanza di evoluzione del sound, probabilmente c’è anche una certa eccessiva omogeneità dell’album, dove sicuramente ci sono tracce più diversificate, eppure forse manca un episodio che renda il tutto più eterogeneo e diversificato, come un bell’episodio doom o rockeggiante che qui manca e che poteva arricchire tutto. Non si tratta tuttavia di qualcosa di grave, e anzi l’ascolto scorrevolissimo e piacevole dell’album resta invariato, è solo che non è il loro disco migliore secondo me. Ma è comunque un album che conferma i Godwatt tra i miei gruppi Stoner Rock preferiti a livello nazionale.

Track by Track
  1. Necropolis - Intro S.V.
  2. Morendo 75
  3. Siamo noi il male 85
  4. È la tua ora 75
  5. Tra le tue carni 75
  6. La morte è solo tua 75
  7. Tenebre 80
  8. RIP - Outro S.V.
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 80
  • Qualità Artwork: 80
  • Originalità: 75
  • Tecnica: 80
Giudizio Finale
78

 

Recensione di Snarl » pubblicata il 22.03.2018. Articolo letto 571 volte.

 

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