Arch Enemy + Mercenary + Lahmia + Inside Process

Data dell'Evento:
29.05.2009

 

Band:
Arch Enemy
Mercenary
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Luogo dell'Evento:
Blackout

 

Città:
Roma

 

Promoter:
Extreme Agency [Link Esterno a MetalWave] Visualizza il sito ufficiale di Extreme Agency

 

Autore:
Trash»

 

Visualizzazioni:
1766

 

Live Report

[MetalWave.it] Immagini Live Report: Nessuna Descrizione Il 28 maggio 2009 era una data che aspettavano in molti nella capitale.. l'arrivo degli Arch Enemy storica formazione svedese con 2 excomponenti dei carcass aveva scosso più di un animo. Per questo, e per la folta scaletta che era in programma, mi reco molto presto in uno dei più famosi locali romani: il Blackout. Questo stupendo live club per l'occasione si è riempito di metallari provenienti da ogni parte d'Italia per festeggiare l'arrivo della band. Il tutto inizia verso le 20e30..

L'apertura alle danze (mosh) è lasciata agli Inside Process, formazione che propone un metalcore molto aggressivo con rimandia famose sonorità tedesche del genere (caliban), nonostante la non eccezionale singolarità della proposta musicale il quartetto viterbese è protagonista di una buona performance sottolineata da dei suoni a dir poco mostruosi. Stupisce in particolare il suono delle chitarre. Certo, viene da pensare alla presenza di una band di ragazzi che suona metalcore nella scaletta del concerto degli Arch Enemy, però credo che il loro show sia stato il più godibile fra quello delle band di supporto.

Dopo gli Inside Process tocca ai chiamata Lahmia.. la "death metal" band romana inizia lo show nel peggiore dei modi.. dopo un intro molto coinvolgente, la band inizia a suonare in maniera confusa e disarticolata. Nell'esecuzione si sentono molte imprecisioni fino a quando arriva il momento in cui (durante la prima canzone) il batterista si ferma e il resto del gruppo pure. Superato questo momento di forte imbarazzo la band continua a suonare in maniera poco convinta e soprattutto poco convincente ed io, per non fare torto a nessuno, dopo un pò preferisco andare all'esterno del locale.

Finalmente siamo arrivati alla prima band straniera della serata, i danesi Mercenary. Questa band ci propone un death metal melodico con sfumature power/progressive. In generale la band non suona male, e regge anche abbastanza bene il palco. Purtroppo il loro live, per tutta la sua durata, è segnato da un problema: non sembra che i fonici si siano accorti
che sul palco ci sono due chitarre. Così il loro suono resta bello attufato per tutto il tempo e l'unica cosa che esce bene sono le tastiere. Comunque la loro proposta musicale, oltre che superata, non è neanche degna di nota e per questo buona parte del pubblico resta fuori anche durante il loro show.. Detto questo, l'unica riflessione che mi è venuta su questa band dopo il concerto, è che gli Arch Enemy se li portano dietro per far ancor più bella figura...

Ed ecco che la tensione sale e finalmente la gente si ritrova tutta sotto il palco, per l'attrazione principale. Quella che per me dopo quest'esperienza è la miglior band di death metal melodico al mondo. Gli Arch Enemy salgono sul palco aprendo con "The Last Enemy" seconda traccia della loro ultima fatica, poi segue un'azzeccatissima (nella scaletta) "Taking Back My Soul" e da qui è un continuo ripescare fra pezzi degli ultimi due dischi e le pietre miliari della band con l'immancabile "We Will Rise", che conclude in bellezza un concerto che tutti i presenti non scorderanno per l'energia scaturita dal mostro sonoro creato da questo gruppo che si conferma fra le top metal band del pianeta. Pure io che non ero un grande amante del genere, dopo questo spettacolo, lo sono certamente diventato! Qui si và al di fuori del classico discorso tecnico che si imabstisce davanti ad una formazione di questo tipo, infatti durante il loro show oltre che la rabbia,l'animo viene scosso dall'oscurità e dalla durezza delle composizioni. Merita una nota a parte, proprio a questo proposito, la canzone "My Apocalypse" che stupisce per la sua
pesantezza, e spicca fra le altre. Inutile sottolineare la bravura dei musicisti. I fratelli Ammott più in forma che mai, con Michael che sfoggia la sua nuova linea di chitarre e ne cambia una quasi ogni canzone per non parlare della muraglia di randall sfoggiata alle sue spalle. Un reparto ritmico inarrestabile ed Angela Gossow che sembrava stesse per esplodere ad ogni canzone. Spaventoso l'assolo del batterista che sembrava interminabile, una vera e propria prova di forza (e cazzo se ci stava bene). Anche il solo di Christopher Amott è stupendo,infatti nell' esecuzione fa pesare molte delle sue influenze musicali oltre il metal, dimostrando di essere un musicista veramente completo. Anche se c'è da dire che con la sua Caparison e i capelli tagliati il suo look stona un pò con quello del resto della band.. ma queste sono schiocchezze che si notano solo quando non si possono fare altre critiche a livello musicale.. L' unica nota è forse che la voce della Gossow non spaventa troppo live, ma forse quest'impressione è stata data da un mixaggio che l'ha sfavorita durante l'esibizione.

Quindi bellissima esperienza questa al Blackout, con un pubblico numeroso ma non eccessivamente, e che risponde bene all'energia della band svedese. Ottima anche l'organizzazione dell'evento,la serata fila liscia grazie ad una security presente ma non rompicoglioni e nessun tipo di intoppo nella scaletta delle esibizioni. Ringrazio Sami EL Kadi per le foto.

Pollice su per gli Arch Enemy.

 

Immagini della Serata

 

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