Lahmia «Forget Every Sunrise» (2008)

Lahmia «Forget Every Sunrise» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Snarl »

 

Recensione Pubblicata il:
--

 

Visualizzazioni:
872

 

Band:
Lahmia
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Titolo:
Forget Every Sunrise

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Samuele Piacenti:: Rhythm and acoustic guitars
Corrado Ciaccia:: Basso
Fabio Cesarini:: Drums and Percussion
Francesco Amerise:: Lead and backing vocals
Flavio Gianello:: Lead, rhythm and acoustic guitars

 

Genere:

 

Durata:
27' 11"

 

Formato:

 

Data di Uscita:
2008

 

Etichetta:

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Mesi fa fu mio compito recensire il primo demo dei Lahmia, quintetto Gothic capitolino, che sfoggiava con insolita freschezza e pressoché senza difetti uno stile alla Sentenced misto a parti più rabbiose.
Bene: dopo neanche un anno, i Lahmia ritornano, e ci propongono un nuovo EP di 5 canzoni ancora più variegate e in generale più rabbiose, che passano da diverse influenze in stile “Clayman” degli In Flames nelle prime due canzoni soprattutto, passando per altre in stile “The Mind’s I” dei Dark Tranquillity, e per altre ancora (nella terza canzone) mutuate forse dai Graveworm. Il cantante rinuncia quasi del tutto alla voce pulita, per darsi alla voce urlata, lasciando così alle chitarre il ruolo di mattatrici (tranne alla ripresa finale di “Glass Eyed Child”, dove il cantante dà un’ottima prestazione vocale). È infatti proprio la chitarra solista che soddisfa maggiormente, sia quando è semplicemente chiamata a reggere la canzone con dei riff (Ottimo in questo caso il riff portante di “Glass Eyed Child” e il primo di “Game of Sacrifice”), sia quando si lancia negli assoli, soprattutto quelli più che notevoli di “Glass eyed child” e di “The last dance”. Chiaramente le parti più melodiche e in stile Gothic non mancano mai e non sono certo in secondo piano. Ottima, in questo senso, l’introduzione dal tono più struggente di “Grinding Dreams”, e la chiusura melodica di “The last dance”.
Diversi sono i punti a favore dei Lahmia in questo EP: anzitutto uno stile spiazzante e molto diverso dal loro precedente lavoro, molto agile, spesso sorprendente, non molto prevedibile eppure parecchio sicuro e maturo, benché messo a punto in pochi mesi, poi un livello tecnico complessivamente molto all’altezza di tutti i membri, una personalità molto accentuata e solida, idee competitive e svariate presenti in vari punti dei pezzi e infine (da non sottovalutare, perché pure l’occhio vuole la sua parte) una veste grafica gradevole e ben riuscita.
Onestamente, faccio fatica a trovare punti deboli in questo “Forget every sunrise”, e forse stavolta neanche me ne importa di trovarli: quando la musica non si trascina, ma ti trascina, non pensi ai difetti: ti godi semplicemente l’ascolto. La verità è che secondo me questa band ha del potenziale, e consiglio a chiunque apprezzi quelle suddette sonorità ad ascoltare i Lahmia: a me sono piaciuti eccome, altro che le miriadi di gruppi pseudo gothic che avvelenano questo genere.
Il giudizio finale rispecchia una band che per me ci sa proprio fare, punto e basta. Date loro una possibilità di ascolto, fateli venire a suonare dalle loro parti, e dategli un bel contratto discografico.

Track by Track
  1. Nightfall 88
  2. Grinding dreams 90
  3. Glass eyed child 90
  4. Game of Sacrifice 86
  5. The last dance 90
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 90
  • Qualità Artwork: 87
  • Originalità: 90
  • Tecnica: 89
Giudizio Finale
89

 

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