Intervista: Eversin

Nessuna Descrizione Da pochissimo tempo abbiamo ascoltato e recensito l’ ultimo lavoro dei siciliani Eversin intitolato “Trinity the Annhilation”, un lavoro strutturato su una base di Violent Thrash Metal incredibilmente compatto grazie all’abnorme accumulo di influenze musicali che ricordano band del calibro di Testament, Grip Inc., Forbidden. Incontriamo il bassista Ignazio Nicastro, per rivolgergli alcune domande sia su questa accattivante band che sulla loro ultimo album intitolato “Trinity the Annihilation”.

 

Ciao Ignazio e grazie per l’intervista; sappiamo che siete oramai sulla scena Metal da oltre dieci anni, vuoi dirci innanzi tutto, facendo un raffronto con il vostro primo lavoro “Tenebra’s Dream” risalente all’orami lontano 2002 ad oggi e parallelamente all’uscita di “Trinity the Annhilation” cosa è cambiato; in che modo vi siete maggiormente evoluti nel sound, nell’eventuale uso dell’elettronica e quant’altro; avete avuto cambi di line up ecc; vuoi parlarcene.

Ignazio Nicastro: Ciao e grazie e a te per le bellissime parole che hai speso per il nostro ultimo lavoro Beh…Tenebra’s Dream è stato l’inizio di tutto è vero, ma si tratta comunque di un album che ha dato inizio ai Fuoco Fatuo, band estremamente diversa dagli EVERSIN anche se ¾ dei membri erano gli stessi. A dire il vero non penso che un raffronto sia possibile, a livello musicale non trovo alcun punto di contatto. I Fuoco Fatuo, e ciò che hanno prodotto, sono racchiusi in un lasso di tempio ben definito e lì rimangono. Gli EVERSIN sono un'altra cosa, una band diversa che dal 2008 ad oggi non ha comunque smesso di evolversi. Siamo una band Thrash e Thrash resteremo, ma l’evoluzione è nel nostro DNA. I Fuoco Fatuo purtroppo si erano spinti troppo oltre, cosa che aveva creato un inaridimento della vena compositiva e ad un certo punto la situazione è collassata. Per rispondere alla seconda parte della domanda, relativamente alla line – up, non posso dire che la band abbia affrontato veri cambi di line-up perché io, Angelo e Giangabriele, cioè i tre membri fondatori, siamo sempre qui. Siamo stati affiancati da altri musicisti nel corso degli anni, alcuni molto preparati ma vittime di un ego smisurato che nulla hanno dato alla band se non problemi, ed altri molto professionali ma con evidenti limiti tecnici. Oggi alla famiglia si è unito Danilo, il nostro batterista, e mai come ora, e ti garantisco che non è una frase fatta, sentiamo la band unita. Danilo è un ragazzo umile, tranquillo e cosa importantissima, conosce il suo ruolo all’interno del gruppo e rispetta quello degli altri componenti. Ha fatto un lavoro bestiale sul nuovo album, senza che nessuno di noi lo guidasse in alcun modo. Inoltre quando sale sul palco è come suonare con una drum-machine tanta è la sua bravura ed affidabilità.

Nell’ascoltare questo lavoro emerge sin da subito, oltre ad un sound molto greve e possente, la presenza di influenze legate anche a Thrash Metal Band più note, vuoi dirci se in qualche modo questo è effettivamente vero e cosa vi ha maggiormente ispirato nei “Big”.

Ognuno di noi ha le proprie influenze, ma come giustamente noti tu l’influenza di alcune band è più evidente. Questo perché comunque alcune band sono presenti allo stesso modo nel background musicale di ognuno di noi. Metallica, Megadeth, Slayer, Annihilator, Testament, Death Angel, Grip Inc., sono gruppi che tutti noi amiamo, quindi è normale sentire un po’ la loro influenza nelle nostre composizioni. Il Thrash proposto da queste band è praticamente perfetto. Ha potenza, groove, tecnica, velocità, passione…

Cosa hai apprezzato maggiormente di questo lavoro e se ci sono cose in particolare di cui ti sei pentito di non aver fatto sia nel corso della registrazione che del mixaggio del disco.

Onestamente penso che il disco sia esente da sbavature… E’ stato curato in maniera maniacale, ed abbiamo ottenuto il sound che volevamo. Nessuno di noi ama i suoni di plastica, finti, che oggi hanno tutte le band. Suonano tutte allo stesso modo, asettiche e fredde. Noi abbiamo volutamente cercato un suono caldo, ruvido, a volte anche un po’ sporco, molto anni 90.

Presumo che questo album sia stato apprezzato considerandone il tenore, in che modo state effettuando la promozione del disco, attraverso live oppure avete una distribuzione on line ecc.

Il disco sta andando davvero alla grande, ottime recensioni praticamente ovunque e continue mail di gente che si complimenta con noi. La promozione sta portando i frutti sperati, ma al momento è presto per fare stime, e comunque la nostra label, la My Kingdom Music, è maestra nella promozione dei dischi, quindi siamo tranquillissimi. Inoltre, da qualche tempo, ci siamo affidati ad una persona unica, che crede in noi e che sta facendo delle cose eccezionali. Una persona che mai finiremo di ringraziare.

Cosa pensi dell’attuale scena metal italiana, credi che i festival che ogni anno vengono organizzati risultino sufficienti a far conoscere band più o meno emergenti;

La scena italiana? Una decina di buone band che si odiano e che fanno la guerra dei poveri… Me la chiami scena? Lasciamo stare. I festival italiani…mah, onestamente, salvo un paio di realtà davvero valide come l’Agglutination, non vedo un ambiente o un futuro molto roseo…

Nella realizzazione dell’album vi siete avvalsi anche della collaborazione di alcune special guest come James Rivera e Glean Alvelais, vuoi spiegarci come mai, siete legati con loro da qualche rapporto particolare;

Nessun rapporto in particolare. La collaborazione è nata in maniera molto semplice. Come puoi ben immaginare,noi tutti siamo fan degli Helstar, dei Testament,dei Forbidden quindi conoscevamo questi splendidi musicisti già da tempo, sono tra i musicisti che ci hanno spinto a suonare. Quando decidemmo di contattare James fu perchè sentivamo che su “Fire Walk with me” serviva una voce urlata, cattiva, grattata, sullo stile di Painkiller dei Judas Priest. Certo non potevamo chiamare Rob Halford, e James Rivera è stata la scelta più spontanea, perchè siam tutti dei grandi fan degli Helstar. L’ho contattato tranquillamente su Facebook e dopo un pò mi ha chiesto di fargli ascoltare il brano per valutarlo, gli ho inviato una bozza e ha accettato immediatamente facendomi i complimenti e dicendo che era un un gran brano. Come puoi immaginare son rimasto davvero contento… Per Glen Alvelais, che ho contattato sempre su Facebook, la cosa è stata più semplice e veloce rispetto a James anche perchè ha registrato presso i suoi studi, quindi è stata una cosa più veloce e poi registrare un assolo non è mai come cantare, è sempre più semplice. James si è veramente dato anima e corpo per quel brano, sembra di sentire un pezzo suo ,e non ti nascondo che sentire Rivera cantare i miei testi mi ha emozionato. Sono due persone squisite, due professionisti di una gentilezza e disponibilità unica. Avrebbero potuto benissimo tirarsela, come fanno tanti cazzoni in Italia, e avrebbero tranquillamente potuto mandarmi a cagare. Sono delle leggende del metal, umili, tranquilli, disponibili…quando la gente è grande si vede!

Come mai vi siete ispirati alla denotazione nucleare eseguita nel deserto degli USA nel 1945 e a tal proposito cosa pensi dell’attuale situazione mondiale relativa all’utilizzo delle armi; credi che la politica in alcuni stati dovrebbe assumere provvedimenti più selettivi per evitare ad esempio le stragi quotidiane che si verificano ad esempio in America.

Non sono solito parlare di politica nei testi, anche perché non voglio che la band diventi un mezzo per esternare idee politiche. Ho le mie idee e le tengo per me, ed è meglio così. D’altro canto, ho sempre amato i testi di natura storica, e dopo aver parlato della seconda guerra mondiale con il precedente disco, ho ritenuto opportuno affrontare un argomento simile ma cronologicamente più vicino al presente. Ritengo che il test Trinity, la nascita della prima bomba nucleare, sia quanto ciò che meglio descrive la pazzia umana e la fame di distruzione e di annientamento di cui l’uomo si nutre. L’autodistruzione e la volontà dell’uomo di essere un dio viene descritta nei testi dell’album. L’uomo che da semplice granello di polvere nell’universo si autopromuove a dio nucleare.

I brani sono tutti assolutamente particolari l’uno rispetto all’altro, uno dei miei preferiti è “Chaosborn” vuoi dirmi di cosa si parla nei testi di tutti i brani e da dove sono emerse le ispirazioni per lo script dei brani;

Come ho detto prima, tutti i testi sono basati su fatti storici o parlano di personaggi che hanno lasciato un segno indelebile nella storia dell’umanità. Per me è fondamentale che vi sia simbiosi tra musica e testi, non sarei capace di scrivere un brano come Flagellum Dei e poi parlare di draghi, principesse o valli magiche, argomenti che ritengo quantomeno futili. Per quanto riguarda l’ispirazione per scrivere i testi…bè, la storia è piena di fatti che ben definiscono la penosa figura dell’uomo, quindi ho avuto l’imbarazzo della scelta. Inoltre basterebbe dare un’occhiata ad un qualsiasi TG per poter scrivere pagine e pagine di roba.

Come ho già detto su una precedente domanda sono oramai molti anni che siete sulla scena, cosa potresti consigliare a tutti quei giovani che si stanno avvicinando al mondo del metal e stanno registrando i loro album per metterli sul mercato, credi che con questo lavoro oggi come oggi si possa in qualche modo sopravvivere in un paese come il nostro o anche all’estero o lo si fa come hobby.

In Italia il Metal viene visto e sempre verrà visto come un genere underground, un genere da ignorare e talvolta da combattere dato che l’ignoranza dei perbenisti bigotti chiesaroli, cioè la stragrande maggioranza del popolo italiano, lo ritiene un qualcosa di pericoloso ed immorale e di conseguenza vede chi lo suona come una persona incapace di mettere quattro note una dietro l’altra, ed un drogato adoratore del male. Questo tipo di ignoranza non è un qualcosa che oggi puoi combattere, bisogna che si estinguano un paio di generazioni, e poi aspettare che le nuove evitino di fare gli stessi errori delle vecchie. Unico consiglio che posso dare a chi inizia a suonare è quello di essere se stessi, infischiandosene delle mode, tentando di creare qualcosa di proprio senza per forza essere i cloni di qualcun altro.

Vuoi parlarmi dell’artwork del vostro album cosa rappresenta;

Anche la parte visiva, così come i testi, è una componente fondamentale degli EVERSIN. L’artwork è la sintesi di ciò che è suonato e di ciò che è trattato nelle lyrics, cioè la distruzione causata dall’uomo e la relativa estinzione del genere umano.

L’estate è oramai in corso, parteciperete a qualche evento live in Italia o in Europa e se si con quali band vi esibirete;

Sul versante live, a fine mese voleremo in Turchia per suonare per la seconda volta consecutiva al Rock Off di Istanbul dove divideremo il palco con Korn, Annihilator, Soulfly, Dark Tranquillity e molti altri gruppi internazionali. L’anno scorso abbiamo avuto l’onore di stare sullo stesso palco dei Megadeth. Inoltre abbiamo da poco avuto conferma che nel corso del 2016 prenderemo parte ad altri quattro festival internazionali di assoluta grandezza. Appena potremo annunceremo i dettagli.

Avete già qualche programma per il futuro tipo la realizzazione di qualcosa di nuovo tipo un Ep o già nuovi brani per un prossimo lavoro oppure è ancora tutto da stabilire;

Non siamo una band statica. Il disco è fuori da appena due mesi ma abbiamo già le bozze di 4 nuovi brani. Questi nuovi pezzi suonano già molto diversi anche dalle ultime produzioni, cosa che ancor di più mette in luce la continua evoluzione di cui la band si nutre. Ci sarà un altro capitolo degli EVERSIN, e sarà ancora più devastante, compatto ed evoluto di “Trinity: the Annihilation” .

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