Intervista: Firbholg

Nessuna Descrizione I firbholg escono dopo ben quattro anni con un nuovo full lenght, più carichi e motivati che mai, decisi a distinguersi dall'affollata scena pagan; li abbiamo intervistati per fugare ogni dubbio sulla loro combattività nel loro campo di battaglia preferito: il palco. Sentiamo cosa ci hanno detto...

 

Ciao! Saltando eventuali domande banali (la biografia del gruppo è sul sito ufficiale della band) vorreste invece parlarci di quel lungo periodo che ha separato il vostro primo lavoro dall'ultimo “Ashes of War”?

Holkar :: Il nostro primo album “Holy Quest” è stato pubblicato dalla New LM Records nel 2001. Ad esso è seguito un periodo di promozione dell’album con concerti in tutta Italia. Già a partire dal 2002 abbiamo cominciato a lavorare sui pezzi di quello che poi sarebbe stato “Ashes Of War” e su alcune nuove cover da riproporre dal vivo. Purtroppo nel 2003 il bassista Wolmos (Hail Brother!) ha lasciato la band e la ricerca di un sostituto non è stata facile, perché volevamo qualcuno che assicurasse stabilità alla band e così è poi avvenuto. Abbiamo avuto problemi anche nel ruolo del tastierista, per il quale si sono avvicendati ulteriori due artisti, fino all’arrivo dell’attuale keyboard player Wodref.

Un disco di tracce piuttosto lunghe: volete parlare del processo che ha portato alla nascita dell'album?

Holkar :: Come già detto, i brani abbracciano un arco di tempo piuttosto vasto, circa quattro anni e dunque c’è stato tutto il tempo per trovare soluzioni compositive, arrangiamenti e suoni adatti a quello che volevamo esprimere con questo concept. È stato un processo molto rilassato a differenza di quanto è accaduto con il primo album, in cui addirittura una canzone è stata ultimata in studio a registrazioni già iniziate.
Zerok :: Principalmente l’abbondanza di idee e il lungo tempo dedicato alla composizione dei brani hanno contribuito al fatto che le tracce siano articolate su lunghezze non trascurabili. In effetti i brani sono tutt’altro che “radiofonici” dal punto di vista delle durate.

Ora che le sonorità di stampo folk/pagan/medieval sono più che mai diffuse, vorrei chiedervi come intendete distinguervi? O quali pensate siano in vostri punti forza?

Zerok :: Sicuramente la diffusione di tali sonorità non è così vasta in Italia, infatti sono pochissime le band dedite alla composizione di musica di tale tipo. Se invece vogliamo parlare dei combo esteri, la folta schiera di gruppi death e brutal, ora di gran moda, sovrasta di gran lunga il numero delle band folk/pagan/medieval. Le nostre caratteristiche peculiari, che sono anche il nostro punto di forza, sono le sonorità folk e popolari, che non è possibile ritrovare in nessuno degli altri gruppi italiani che suonano un certo tipo di metal.

Da quali band prendete ispirazione?

Zerok :: Le influenze sono le più disparate in una scena ricchissima di gruppi dalle più svariate tendenze: in ordine sparso possiamo citare Satyricon, Amorphis, Amon Amarth, Moonsorrow, Finntroll, Ulver, Immortal, Bathory, etc. etc. Ricordiamo, inoltre, che le nostre composizioni prendono grande ispirazione dalla musica medievale, la musica classica e la musica folk italiana.

Come nasce un brano dei Firbholg?

Holkar :: Lo strumento principe dal quale nasce l’ossatura di ogni nuovo brano è la chitarra e fortunatamente di chitarristi nel gruppo ce ne sono ben quattro, nel senso che, sia il batterista che il bassista utilizzano anche questo strumento e sono in grado di sviluppare idee e riffs. La figura centrale in sede di composizione è comunque Tuolvok, dal quale provengono la maggior parte dei riffs e la totalità dei testi che vengono poi rielaborati con la collaborazione del resto del gruppo; le lyrics sono state revisionate da una madrelingua (per evitare quegli imbarazzanti errori di cui sono pieni anche produzioni blasonate di tutto il mondo) e riadattate dal cantante Sir Woluk alle esigenze metriche del brano. Anche per le parti di tastiera e di basso, il procedimento è simile con l’aiuto di tutti i componenti del gruppo: è quindi assolutamente possibile che ci siano parti di tastiera ideate dal batterista o dal chitarrista, e parti di basso ideate dal tastierista o da uno dei due, di cui abbiamo appena detto: questo è per noi un grande vantaggio perché conferisce varietà ai pezzi e consente di avere le influenze e i contributi più diversi da tutti i membri del gruppo.

Che tipo di tradizione abbracciate per costruire le trame epic e folk, se ce ne sono in particolare?

Zerok :: Non ci sono tradizioni o schemi predefiniti. La storia nasce come uno storyboard di un film, come una serie di eventi dapprima scollegati e poi tasselli di un’unica trama. I personaggi e le ambientazioni del concept Firbholg sono del tutto originali, non esistono in nessuna cultura epic o folk e sono state ideate dalla mente creativa del leader e fondatore della band Tuolvok.

Avete mai pensato di inserire strumentazioni alternative, magari per potenziare la vostra peculiarità folklorista?

Holkar :: Siamo una live band e siamo già in sei. L’idea è intrigante o ed avevamo già pensato all’opzione di orchestrare i pezzi con altri strumenti, ma ciò comporterebbe grandi problemi di resa live. Per ovviare agli strumenti tradizionali, ci affidiamo alle tastiere, così che, grazie alle nuove tecnologie, possiamo comporre le parti folk con questo strumento ed utilizzando gli ultimi software sia a livello di suoni campionati che non. Un’altra idea in cantiere è quella di registrare un mini-cd totalmente acustico.

Nella recensione del vostro album ho dovuto spiegare che troppo spesso il concetto di folk non è altro che una scusa per innestare, su delle basi black o death, dei tronfi richiami al fantasy, con un gusto brufoloso e quantomai nerd. Voi cosa ne pensate?

Holkar :: Qui occorre far chiarezza: nerd è chi scrive canzoni seguendo i trend del momento, chi scrive testi tanto per riempire le linee vocali. Per i Firbholg le cose non stanno così: nel lontano 1999 quando Tuolvok, Zerok e Sir Woluk decisero di dare vita a quello che doveva essere un progetto parallelo ai Flayel Svart, non c’era nulla se non l’idea di fare un concept fantasy sviluppato su tre capitoli, che combinasse l’aggressività del black metal con le atmosfere epiche e medioevali. Allora non c’era neanche quella pletora di gruppi che ci sono oggi nel genere e tutto sommato adesso che sono passati quasi dieci anni e che il progetto è prossimo al suo compimento, possiamo tranquillamente affermare che sulla strada da seguire non c’è stato alcun ripensamento: in definitiva l’opposto della nerd-attitude.
Zerok :: Per definizione, nerd è una persona che si dedica maniacalmente ad hobby poco sociali. Mi sembra che al contrario lo studio fatto sulle tematiche e sulla parte compositiva non sia di questo tipo. Al contrario, pubblicare un cd è un’opera di divulgazione che è l’opposto della tendenza “nerd”. Se poi vogliamo chiamare nerd tutti quei gruppi e gran parte dell’audience metal che hanno fatto la fortuna del metal stesso, ci sembra riduttivo e penalizzante. Chiamare nerd band come gli Amon Amarth e tutte le band ispirate da Tolkien e compagnia è quantomeno azzardato: basti pensare ai nomi dei gruppi o alle canzoni ispirate alla trilogia dell’anello. Un’ulteriore analisi va fatta dal punto di vista musicale: il successo riscosso dal primo cd e si spera anche dall’odierno lavoro pubblicato, ci dissuade dal pensare che ciò che abbiamo composto sia un mero esercizio accademico ed intellettuale che segue pedissequamente gli stilemi del genere. In ultimo vorrei citare l’autore della parte grafica, artista ormai emerso nel mondo del fumetto italiano ed anche in quello cinematografico, con un esordio col botto. Il materiale di ottimo livello che ci ha proposto quale artwork per il cd è lungi dal poter essere dichiarato nerd. Quanti fumettisti hanno disegnato Conan (tra l’altro citato tra i film preferiti del recensore!!!)? Sarà nerd anche Conan??

Ho letto del vostro incontro con nientemeno che Paul Chain nel 2000 e dopo come già detto siete spariti nel nulla: volete smentire le dicerie che lo vogliono come una sorta di uccello del malaugurio?

Holkar :: Paul è un personaggio eclettico ed è anche uno degli indiscussi padri fondatori della scena metal italiana, nonché un grande motore pulsante capace di far emergere tantissimi gruppi dell’underground italiano. Come per la precedente domanda, se vogliamo far del sarcasmo e un po’ di sana autoironia sull’ambiente metal, in cui abbondano i falsi depressi, cattivoni, satanisti, allora facciamo pure. Ma se non si scherza, allora c’è da dire che, la gran parte dei musicisti rock-metal odierni, sono lungi dall’avere un’oncia del talento che ha Mr. Chain. A proposito della storia dell’uccello del malaugurio, ci sembra che essere superstiziosi nel 2008, in termini musicali, suoni proprio fuori “tempo”.

Qual è secondo voi il vero problema del metal in Italia? Perché in, ad esempio, Germania esistono etichette dedite solo alla produzione di pagan e folk e qui certe cose non hanno spazio?

Zerok :: La risposta è piuttosto semplice: le radici delle religioni pagane nordiche e le atmosfere folk riproposte da tantissime band possono essere ricercate nella tradizione della cultura germanica e vichinga. Le saghe nordiche sono nate in quei luoghi, quindi la predisposizione culturale delle genti del Nord a tali tematiche è accentuata rispetto alla popolazione dell’Europa del Sud. Questo non toglie che tali band raccolgano numerosi proseliti e fan anche in Italia, Spagna, Grecia. Per quanto riguarda l’Italia, si può affermare che le etichette sono a nostro avviso orientate a spingere gruppi già affermati o band emergenti che seguono la moda, le tendenze del mercato italiano. Manca la predisposizione a proporre le nostre band anche all’estero, quasi le etichette stesse considerino senza speranza farlo, tanto è vero che band di rilievo della scena metal underground, con grande rammarico, devono autofinanziarsi per andare in tour con delle band già affermate. E’ davvero un peccato perché di gente talentuosa e capace in Italia ce n’è in abbondanza.

Poi mi concedo una curiosità: qual è a vostro parere il miglior periodo dell'anno e luogo dove suonare?

Zerok :: Sicuramente il periodo estivo è quello meno indicato, vista la presenza di numerosi festival ed eventi, a meno che non si suoni proprio in quelli ed il tema si ribalti totalmente. In generale le platee più attente agli eventi metal si trovano tra il centro ed il Nord Italia.

Come intendete promuovere l'uscita del nuovo album?

Zerok :: Stiamo valutando diverse proposte di collaborazione, una proprio da parte della Metalwave per quanto riguarda la visibilità nel circuito metal, mentre per quanto concerne l’attività live e di realizzazione del prossimo cd, stiamo aspettando di concretizzare l’offerta che ci ha sottoposto la My Kingdom Music, etichetta con un roster di tutto rispetto (Crest Of Darkness, Klimt 1918 , Edenshade), del quale ci sentiremmo onorati di far parte.

E infine, la classica domanda con la quale potete dire ciò che volete: progetti futuri?

Zerok :: L’attività di programmazione del progetto Firbholg è piena di impegni, a partire dall’insediamento della band nella nuova sala prove alla promozione di “Ashes Of War”, titolo del lavoro appena uscito, per poi passare all’attività live ed alla valutazione della proposta della My Kingdom Music. Inoltre stiamo in fase avanzata di composizione: infatti, abbiamo già ideato cinque nuovi pezzi che, nel nostro carniere, rappresentano circa metà dell’opera conclusiva della trilogia. Come già anticipato, pensiamo anche di registrare un mini-cd di tipo acustico per dare sfogo al nostro lato creativo più folk e medievale. Per concludere vorremmo salutare tutti i nostri estimatori e sostenitori che hanno dimostrato di seguire la nostra attività anche nei momenti più difficili e che hanno atteso pazientemente l’uscita del nuovo disco. E’ anche grazie a loro che i Firbholg sono ancora “alive and kicking”. Grazie per lo spazio che ci avete concesso.

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Intervista di June Articolo letto 1401 volte.

 


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