Intervista Flash: Khali

Immagine di Khali Khali è il nome di un nuovo progetto che va ad inserirsi nella multiforme e tumultuosa scena metal italiana. Jerico ha intervistato per voi i ragazzi del gruppo: sentiamo cosa hanno da dire!

 

Visto che siete alla prima intervista in questo sito, perché non presentate ai nostri lettori quando ed in che modo avete iniziato il vostro percorso nel mondo underground?

(Cristian) - Certo, tutti noi abbiamo un background personale differente ed abbiamo molti altri progetti alle spalle prima della nascita dei Khali.rn(Cristian) ho iniziato a circa 16 anni come cantante per poi approcciare il basso ed ho avuto numerosi progetti, sia come cantante che come bassista, in diverse band, principalmente Progressive e Thrash.rn(Paolo) - Suono la chitarra fin dall'adolescenza e grazie ad alcuni progetti sperimentali ho cercato di maturare negli anni uno stile unico, che credo di essere riuscito ad esprimere nel nostro disco d'esordio "Tones of the self destroyer", sia dal punto di vista tecnico che del songwriting.rn(Vincenzo) - Sono stato l'ultimo ad unirsi ai Khali, ed ho un passato principalmente Progressive e Fusion che spesso mi permette di arrangiare i nostri brani in maniera originale rispetto ad un batterista esclusivamente Metal. Ovviamente essendo entrato in una fase in cui il disco era gia stato registrato non ho potuto dare a quest' opera la mia impronta, ma sto già mettendo tutto me stesso nella stesura dei prossimi pezzi.

Da quali generi e bands è influenzato il gruppo?

(Cristian) - Le rotte principali del nostro sound sono quelle del Groove del Death e del Progressive per sfociare nell' Hardcore ma abbiamo veramente il Rock nelle vene e questo chiaramente traspare dai nostri pezzi. Le band da cui i Khali traggono maggiore spunto sono sicuramente: Pantera, Death, Black label society, Mastodon, Gojira, Lamb of God, Sepultura, Savatage, Virgin Steele.

So che potrebbe non essere facile farlo, ma potreste commentare il vostro ultimo lavoro?

(Cristian) - Un album volutamente crudo nei suoni e nei testi. Un bel macigno scagliato in aria con potenza che al suo atterraggio provoca gravi ferite nella coscienza umana.

La scena metal underground è indubbiamente inflazionata da tantissmi gruppi, per cui (spesso) risulta necessario presentare delle composizioni che si facciano notare nel marasma delle varie scene musicali. Ritenete che le vostre canzoni abbiano da dire qualcosa in più o di diverso da quello che è già stato detto nell'affollatissimo mondo metal?

(Cristian) - Ciò che cattura l'attenzione del pubblico a mio parere è l'originalità.rnL'unicità di una band è l'unica cosa che grazie alla costanza e l'impegno nel tempo rendono quella band immortale a qualsiasi livello, dall'underground al mainstream.rnPoi il discorso strettamente correlato al successo è legato a tanti altri fattori anche esterni alla band che sono impossibili da prevedere con esattezza. Spesso si tratta di essere al momento giusto nel posto giusto con la musica giusta, ma ci si arriva dando sempre per scontato l'impegno, la professionalità e la dedizione assoluta.rn(Paolo) - Noi abbiamo il nostro sound che è qualcosa di veramente solido nelle nostre menti e vogliamo "imporci" con quello, evolvendolo passo dopo passo, la sfida per i Khali è far arrivare la propria idea di musica, legata anche alle tematiche che trattiamo nei testi, quali, vita, morte, umana aberrazione, ambientalismo, condite spesso da metafore filosofiche e visionarie, a quanti più acoltatori possibile cercando di evolverci senza perdere la nostra identità di gruppo.rn(Vincenzo) - Come abbiamo già detto altre volte non amiamo le band troppo autoreferenziali, mutare il proprio sound per un musicista come per una band è qualcosa di naturale, chi fa lo stesso disco per venti o trenta anni di seguito mente ai suoi fan e a se stesso. La chiave è migliorare se stessi con tutte le energie possibili cercando un proprio sentiero e far si che quel sentiero divenga un giorno una grande strada ricca di paesaggi diversi che attraversi ogni confine.

Cosa pensate del panorama underground nazionale?

(Vincenzo) - C'è molto impegno e professionalità da parte di molte band che meriterebbero maggiore attenzione, ma alla fine chi investe su se stesso e ci crede veramente riesce ad emergere.rn(Cristian) - Spesso si dice che l'Italia non sia il paese per eccellenza per fare musica ed in particolar modo Metal. Poi penso a band fantastiche come "Fleshgod Apocalypse" che hanno anche "l'aggravante" di proporre un genere estremo seppur raffinato e possiamo dire tranquillamente che sono i migliori in questo. Oltretutto girano il mondo facendo sold out praticamente ovunque. Il punto è che secondo me la maggior parte delle band si pongono le domande sbagliate.

La carriera di un gruppo musicale (pur breve che possa essere) è sempre costellata di avvenimenti più o meno positivi. Cosa vorreste cancellare e cosa ricorderete per sempre della vostra esperienza di gruppo, dagli inizi inizi sino ad ora?

(Cristian) - Questo progetto ad oggi deve ancora compiere cinque anni. Abbiamo un disco all'attivo, numerose date alle spalle nella nostra città, che è Roma ed un mini tour europeo che ha toccato cinque paesi tra cui Italia, Slovenia, Austria, Svizzera e Francia e stiamo gia scrivendo parecchio materiale per il secondo album. Quello che abbiamo appena elencato insieme alla fase di stesura di "Tones of the self destroyer" è tutto ciò che per noi rimarrà indelebile in senso positivo. Sicuramente ciò che cancelleremmo all'istante sono i momenti di stop che a volte le band incontrano, legati a motivi esterni alla vita di gruppo.

Come giudicate il veicolo Internet per la promozione della scena musicale?

(Vincenzo) - Direi fondamentale, un mondo parallelo in continua evoluzione che da molta visibilità a tutti nella scena, locali, band, webzine, etichette. Poi una volta esaurito l'effetto novità come dicevamo prima rimangono i migliori o i più duri. Internet è uno strumento molto potente ma alla base devono esserci i contenuti, per chiunque.

Visto che ne stiamo parlando.... quanti CD originali acquistate ogni mese? E quanti ne ascoltate?

(Paolo) - Acquisto i dischi a cui tengo di più o che mi hanno dato qualcosa anche come musicista, a differenza di Cristian e Vincenzo non sento l'esigenza di avere un impianto troppo raffinato per l'ascolto ma amo concentrarmi di più sulla qualità della composizione e solo secondariamente sul sound. Sicuramente da quando viviamo più intensamente la scena grazie ai Khali acquistiamo parecchi dischi underground di altre band per supportarle.rn(Cristian) - Ho una bella collezione di Cd e Vinile prevalentemente Rock e Metal, ma nonostante la mia testardaggine audiofila che mi fa propendere per l'ascolto analogico sono sempre più portato all'uso di app come Spotify per ottimizzare i tempi ed avere sempre tutto (tranne i Tool) a portata di mano. Ma se devo godermi l'ascolto di un disco alla massima qualità e concentrarmi solo su quello utilizzo ancora "le vecchie maniere".rn(Vincenzo) - Sono un cinefilo ed oltre ad avere parecchi Cd e dischi in Vinile che continuo ad acquistare ogni tanto, vedo una miriade di film di qualsiasi genere. Amo il cinema forse al pari della musica e traggo forte ispirazione dalle pellicole.

Cosa vuole fare il vostro gruppo da grande?

(Cristian) - Avere un percorso artistico di cui essere fieri come band e come singoli elementi. Qualcosa da osservare in vecchiaia, se avrò questo privilegio, senza alcun rimpianto e con un pizzico di auto stima per quello che si è riusciti a fare tra le mille difficoltà della vita.rn(Paolo) - Della sorte del gruppo non sono padrone ma quello che abbiamo fatto finora è scolpito in me

Ok, ragazzi! Lo spazio a nostra disposizione sta per terminare, ma voglio lasciarvi carta bianca per l'ultimo messaggio. A voi la parola, siete liberi di esprimervi!

(Khali) - Grazie per averci ospitato e per averci stimolato con alcune domande non esattamente scontate. Speriamo di poter esprimere tutto ciò che sentiamo e che viviamo nel nostro prossimo disco. Nel frattempo speriamo di vedervi sotto al palco ai prossimi concerti.

Intervista di Jerico Articolo letto 242 volte.

 


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