Svnth «Pink Noise Youth» (2025)
Recensione
Ormai non è più un mistero: i Svnth da Roma sono i Seventh Genocide, una band black metal all’inizio, e che poi piano piano è andata passando verso ciò che sommariamente potremmo definire Post Black Metal, ma che personalmente mi ha sempre colpito in positivo in quanto è una band che non ha mai dimenticato cosa significano le parole “black” e “metal” in musica. E questo quarto album “Pink Noise Youth” non fa che confermare lo status dei Svnth.
Già dall’intro si capisce, infatti, che grazie ad alcuni notevoli riffs non ci troviamo di fronte alla solita band Post tutta vibes e poca ciccia, e tutto questo viene confermato nella opener “Cinnamon moon”, un brano che potrei definire Post Metal degno di questo nome, visto che nonostante gli indubbi momenti diafani musicali, la grinta si sente e i riffs più duri ci sono, con un risultato che però vede anche delle influenze avantgarde tipo “Neonism” dei Solefald nelle voci pulite, che rendono il risultato arioso e spiazzante ma non astruso. A tutto questo si aggiungano influenze mutuate forse dagli Shores of Null in brani come “Perfume” o “narrow, narrow”, dove il sound si fa abbastanza intimista ma con un certo impatto allo stesso tempo. Il tutto per un disco dalle varie sfumature che lascia stupiti, visto che qui si passa dal mood totalmente estraneo al metal come in “Elephant”, che però possiede degli ottimi crescendo musicali, fino alla più tipicamente black metal (nonché il mio brano preferito) “Winter Blues”, capace di un tempo veloce di batteria che non suona forzato, e dei riffs più potenti e che mordono, ma che invece di insistere per tutto il tempo, passano anche in rassegna gli stili musicali di cui sopra. Non male, visto che il tutto è fatto in 4 minuti e mezzo. Conclude una ipnotica “Nairobi lullaby” ipnotica ma convincente.
Che dire: questo è per me come un disco Post Black Metal degno di questo nome dovrebbe suonare: non un rifugio tra vibes, effetti e lungaggini per chi non sa suonare aggressivo, ma una buona commistione dei due generi musicali, dal risultato molto intrigante. Se cercate un gruppo veramente Post Black Metal, o se non disdegnate alcune inflessioni più intimiste e meno distorte nel vostro black metal, “Pink noise youth” dei Svnth è il disco che fa per voi.
Track by Track
- Inhale - Intro S.V.
- Cinnamon Moon 75
- Perfume 80
- Elephant 80
- Narrow, Narrow 75
- Exhale 75
- Winter Blues 80
- Nairobi Lullaby 75
Giudizio Confezione
- Qualità Audio: 80
- Qualità Artwork: 75
- Originalità: 85
- Tecnica: 80
Giudizio Finale
78Recensione di Snarl » pubblicata il 05.09.2026. Articolo letto 106 volte.
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