Heckel & Jeckel «Corbacs in Black» (2026)

Heckel & Jeckel «Corbacs In Black» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Wolverine »

 

Recensione Pubblicata il:
04.09.2026

 

Visualizzazioni:
47

 

Band:
Heckel & Jeckel
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Titolo:
Corbacs in Black

 

Nazione:
Francia

 

Formazione:
- Heckel ::
- Jeckel ::

 

Genere:
Disturb Rock

 

Durata:
32' 36"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
24.07.2026

 

Etichetta:
Bitume
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Il duo francese Heckel & Jeckel, già noto nella scena underground internazionale, rilascia il nuovo quarto album nella propria discografia intitolato “Corbacs in Black”, ricordandoci che esistono anche altri generi musicali per i quali spesso vale la pena mettersi in gioco come quello del grunge miscelato a stoner e alternative. L’atmosfera che si respira nel corso dell’ascolto delle dieci tracce, all’interno delle quali spicca una cover di Aya Nakamura, famosissima star del pop francese, è assai cupa ed opprimente nonostante la presenza di passaggi abbastanza coinvolgenti offerti da nitidi e generosi distorti oltre che passaggi melodici piuttosto orecchiabili; il lavoro in sé non offre nulla di complesso, limitandosi a rendere giustizia per riff propositivi e per un mood abbastanza lineare, non elaborato, che in definitiva genera voglia di divertimento ma allo stesso tempo di riflessione. Quanto ai contenuti del disco, I testi offrono uno sguardo lucido e privo di compromessi sulla società moderna. I temi centrali ruotano attorno ai concetti di rabbia, ribellione, resistenza e avvertimenti per il futuro, metaforicamente incarnati dalla figura dei corvi da cui deriva anche il nome della band. Tra le tracce, alcune delle quali forse un po’ troppo ripetitive nei contenuti, ricordiamo “EJM”, forte di una buona dose dai contenuti quasi sperimentali tra grunge e alternative unificati da una nitida e ruggente voce femminile; si caratterizza per un controtempo “Egomanic”, sempre ricca di distorti e pienamente oscura nei contenuti; non male è “Smile”, forse tra le migliori del platter dove un rap miscela il proprio estro ad una chitarra priva di distorti che vuole a suo modo essere sfacciata e memorabile; chiude il platter la lente e strumentale “FI” traccia dal sapore funebre e malinconico. Un disco non troppo originale che, nel complesso, pur potendo fare a meno di alcune tracce dai contenuti inutili, nel complesso si rivela curioso ed inatteso.

Track by Track
  1. Corbacs in Black 60
  2. EJM 70
  3. Egomaniac 65
  4. Flamencos Darkos S.V.
  5. Hippie Song 60
  6. Interlude Philman S.V.
  7. Pookie (Aya Nakamura cover) 70
  8. Smile (you can't kill them all) 65
  9. Relapse 65
  10. FI 70
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 70
  • Qualità Artwork: 65
  • Originalità: 65
  • Tecnica: 65
Giudizio Finale
65

 

Recensione di Wolverine » pubblicata il 04.09.2026. Articolo letto 47 volte.

 

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