The Pheromone Syndicate «Alterations» (2019)

The Pheromone Syndicate ŤAlterationsť | MetalWave.it Recensioni Autore:
Snarl »

 

Recensione Pubblicata il:
21.05.2020

 

Visualizzazioni:
139

 

Band:
The Pheromone Syndicate
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Titolo:
Alterations

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Giada Robin :: Vox
Sandro Capone :: Instruments

 

Genere:
Electro Rock / Drum and Bass / Alternative Metal

 

Durata:
25' 15"

 

Formato:
EP

 

Data di Uscita:
04.11.2019

 

Etichetta:
AUSR Digital Records
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
Mazzarella Press Office
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Recensione

Ecco il tipico Ep che a pelle non ti convince, ma alla fine non puoi fare a meno di apprezzarlo. Trattasi di “Alterations” dei The Pheromone Syndicate, un duo Electro Rock, che sostituisce le chitarre e basso con tastiere a volontà, con solo la voce di Giada Robin a non suonare asettica.
C’era francamente il rischio di fare una porcheria, con qualche pretenziosità di troppo, magari odiatissime parti dubstep o improbabile metal senza chitarre, ma la realtà è che “Alterations” ce la fa e centra il mood nei primi due brani d’apertura, con dei brani che saranno easy listening e con un certo odore di cartone animato giapponese quanto volete, ma che comunque suonano avvincenti e piacevoli, ben studiati e coinvolgenti. In realtà i TPS non toccheranno più questi picchi compositivi nell’Ep, con una “Sanctum” meno diretta e il resto dell’Ep che non riesce a suonare fresco come all’inizio dell’album, forse anche per una certa perfettibilità in fase di songwriting, che spara tutto in faccia sin da subito e fa venir voglia all’ascoltatore di sentire brani meno sbattuti in quel modo e meno upbeat, cosa abbastanza eloquente nella cover di “Sweet Dreams” degli Eurhythmics, che costituisce un buon esempio di sperimentazione, ma anche fine a sé stessa, visto che il feeling di voler ballare su quel brano viene a mancare in questa versione.
Insomma: “Alterations” è il frutto di un gruppo interessante, ma che per ora secondo me oltre a un certo “Novelty status” non va, e la cui release, seppur pregevole e molto migliore di ciò che mi aspettavo, presenta ancora un songwriting un po’ migliorabile in quanto a numero di idee musicali, nonché di differenziazione tra brano e brano. Se la musica elettronica v’interessa, date comunque un ascolto a quest’album, contando che non bisogna aspettarcisi un miracolo discografico, visto che i Kraftwerk con sonorità molto più minimali riuscivano a fare di più.

Track by Track
  1. Mask Off 75
  2. Trail 75
  3. Sanctum 65
  4. Outcast 60
  5. Sweet Dreams (Eurhythmics cover) S.V.
  6. Releaser 60
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 70
  • Qualità Artwork: 70
  • Originalità: 65
  • Tecnica: 65
Giudizio Finale
67

 

Recensione di Snarl » pubblicata il 21.05.2020. Articolo letto 139 volte.

 

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