Age Of The Wolf «Ouroboric Trances» (2019)

Age Of The Wolf «Ouroboric Trances» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Snarl »

 

Recensione Pubblicata il:
29.06.2019

 

Visualizzazioni:
69

 

Band:
Age Of The Wolf
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Titolo:
Ouroboric Trances

 

Nazione:
Costa Rica

 

Formazione:
Gabriel Ortiz :: Drums
Jorge Camacho :: Vocals, Bass
Christopher de Haan :: Vocals, Guitars
Beto Ramirez :: Vocals, Guitars

 

Genere:
Stoner / Doom / Sludge

 

Durata:
43' 5"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
10.05.2019

 

Etichetta:
Aural Music
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Distribuzione:
Aural Music
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Agenzia di Promozione:
Aural Music (Promotion)
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Recensione

Il solito disco Stoner Rock con tematiche classiche di questo genere? No, “Ouroboric Trances” degli Age of the Wolf da San José, Costarica, è molto di più. In maniera un po’ troppo esuberante e pertanto non bene a fuoco e sprecona, ma è molto di più.
Gli AotW iniziano quasi in maniera normale, con l’opener “Heralds of abyssos” dove non senti molto di più a qualche riff stoner con rallentamenti tipo Cathedral, ma già da questo brano i nostri sanno come sorprenderci, diventando di colpo una band Doom Metal con tanto di growl inaspettato, e questo sarà il leit motif del disco, che è fatto di canzoni dalle influenze variegate, per un risultato poliedrico e che copre diversi aspetti delle loro influenze musicali, aggiungendone sempre di nuovi e non avendo paura di sperimentare. Qual è il pregio e il difetto di quest’album? Che questo entusiasmo compositivo non sempre funziona. A volte infatti gli AotW riescono a illustrarci il loro lato più fumoso del loro sound, come in “Unholy”, partendo da moods diversi, altre volte suonano più soffocanti ma comunque non affossati come in “The crimson penitence”, e altre volte riescono a spiazzarti del tutto, accoppiando un violino allo stoner doom in “Witches’ gallows”, per un’altmosfera che non tende comunque al gothic/doom. Altre volte invece la loro commistione sonora sembra non essere matura, e si rivela in una “Goliath” anche interessante ma un po’ maldestra, che non eccelle nelle parti sludge doom, e che usa troppe influenze esterne ed evitabili, come il blues all’inizio o un blastbeat alla fine, o “Bloodrage”, che per motivi che non capisco viene di fatto spezzata in due da un sample, facendo perdere continuità al brano. Anche “Heralds of abyssos”, nonostante abbia i suoi lati positivi, all’inizio suona poco originale.
Insomma: come detto sopra, gli Age of the Wolf sembrerebbero avere classe, ma comunque suonano un po’ maldestri e scavezzacollo. Certo, è meglio peccare di esagerazione che di modestia, ma ciò non toglie che anche così questi ragazzi devono maturare ancora un po’, anche se le potenzialità ci sono tutte e promettono bene. Se cercate un disco Stoner un po’ più dinamico del solito, l’acquisto di “Ouroboric trances” potrebbe fare al caso vostro.

Track by Track
  1. Heralds of abyssos 65
  2. Unholy 75
  3. Goliath 65
  4. The crimson penitence 75
  5. Goddess of the hunt 70
  6. Witches' gallows 75
  7. Bloodrage 65
  8. Molten earth 70
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 70
  • Qualità Artwork: 70
  • Originalità: 65
  • Tecnica: 70
Giudizio Finale
70

 

Recensione di Snarl » pubblicata il 29.06.2019. Articolo letto 69 volte.

 

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