Droid «Terrestrial Mutations» (2017)

Droid «Terrestrial Mutations» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Wolverine »

 

Recensione Pubblicata il:
05.09.2017

 

Visualizzazioni:
239

 

Band:
Droid
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Titolo:
Terrestrial Mutations

 

Nazione:
Canada

 

Formazione:
- Jacob Montgomery :: Guitar/Vocals;
- Chris Riley :: Bass;
- Sebastian Alcamo :: Drums;

 

Genere:
Sci-Fi Thrash Metal

 

Durata:
1h 1' 56"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
2017

 

Etichetta:
Nightbreaker Productions
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Il trio canadese dei Droid debutta con questo “Terrestrial Mutations” segnando la propria indiscussa propensione a sonorità thrash metal sci-fi con numerosissimi contesti progressive che rendono il tutto complessivamente vario nei contenuti e sufficientemente apprezzabile nell’insieme. Indubbiamente sia l’ispirazione della band che lo stesso sound paiono particolarmente radicati su contesti anni ’80 a cominciare anche dal cantato proposto in un qualcosa di simile ad un clean rauco e cattivo. Per quanto concerne il profilo stilistico del lavoro i brani non sembrano particolarmente mordenti e a poco a poco il castello strutturale sembra perdere qualche colpo probabilmente a causa dell’eccessiva miscela stilistica che tende a confondere non poco l’ascoltatore. “Amorphus Form” è il brano d’apertura del disco, e senz’altro si presenta con un vecchio stampo thrash metal che in definitiva non pare molto in linea con le caratteristiche sia tecniche che compositive più moderne; segue poi “Suspended Animation”, in grado di raccogliere in grembo un sound più roccheggiante di matrice settantiana invaso da un insieme di influenze che in definitiva paiono apprezzabili nei contenuti; si prosegue poi con “Abandoned Celestial State”, un thrash non scevro di contesti progressive, quasi fusion, nuovamente decretante lo stile forse più caratteristico di questa band; è poi la volta di “Terrestral Mutation” particolarmente space in apertura dove nei nove minuti di durata riesce tra alti e bassi a dinamizzare in maniera alternata l’ascolto; “Pain of Reincarnation” e il successivo “Temptations of Terminal Progress” si presentano il primo con una sfaccettatura più hard rock rispetto al thrash con cui tanto la band ama contraddistinguersi, mentre il secondo si incentra nuovamente su contesti più progressive misti di cali di tensione acustici quasi jazz che recando non poco scompiglio per chi vorrebbe in qualche maniera orientare l’ascolto in un unico stile; “Cosmic Debt” un thrash vecchia scuola spinto e d’effetto; “Excommunicated” e il conclusivo “Mission Drift” segnano in ogni caso il percorso compositivo della band che nel contesto progressive del primo brano menzionato pare un po’ ricordarci i Pestilence di “Testimony of the Ancients” mentre il secondo un nuovo stile diversificato nell’ormai noto sci-fi un po’ noioso. Il disco può, sotto un profilo orientativo, creare parecchia confusione se si prendono in esame i vari generi e stili interpretati ma non possiamo certo trascurare l’abilità della band nel fattore creativo e musicale che ci offre comunque un’ampia prova dell’ indiscussa bravura che la contraddistingue nell’ interpretare la musica e i generi secondo un’ottica assolutamente personale.

Track by Track
  1. Amorphus Form 50
  2. Suspended Animation 65
  3. Abandoned Celestial State 65
  4. Terrestral Mutation 60
  5. Pain of Reincarnation 65
  6. Temptations of Terminal Progress 55
  7. Cosmic Debt 65
  8. Excommunicated 60
  9. Mission Drift 55
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 65
  • Qualità Artwork: 65
  • Originalità: 65
  • Tecnica: 70
Giudizio Finale
62

 

Recensione di Wolverine » pubblicata il 05.09.2017. Articolo letto 239 volte.

 

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