BlackHoleDream «Volume 1» (2016)

Blackholedream «Volume 1» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Snarl »

 

Recensione Pubblicata il:
14.05.2016

 

Visualizzazioni:
1009

 

Band:
BlackHoleDream
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Titolo:
Volume 1

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Riccardo Saliceto :: Guitar, Vocals
Biagio Totaro :: Guitar, Vocals
Andrés Oliveros :: Guitar
Edoardo Poggio :: Bass
Mattia Caci :: Drums

 

Genere:
Rock

 

Durata:
31' 7"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
29.01.2016

 

Etichetta:
Make Big Records

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
Truck Me Hard
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Recensione

I Blackholedream sono un gruppo di Alessandria, che in circa 31 minuti ci propone 10 canzoni semplici semplici e brevi di ciò che possiamo definire rock leggero, quasi pop rock, se escludiamo gli abbozzi metal dell’ottava canzone, peraltro evitabili. Per rendere l’idea su quali coordinate ci muoviamo, vi basti sapere che l’ultima canzone richiama parecchio gli Oasis, mentre spesso si sentono i Soundgarden ma anche i Nickelback, in versione più leggera. Tematiche sonore dunque diverse da quelle che siamo abituati a trattare, qui su metalwave.
L’ascolto dell’album, pertanto, scivola liscio lineare senza sussulti, con una buona dose di orecchiabilità persistente in tutto l’album, che rende i brani piacevoli da sentire e facili all’ascolto, ma anche senza troppe lodi in particolare, come se tutti i brani cercassero questa caratteristica e trascurando tutto il resto o quasi, tra cui anche una certa variazione, non a caso tutte le canzoni non arrivano ai 4 minuti. Per questo motivo, l’album pur se ben fatto nasconde il punto debole di diventare prevedibile e con delle canzoni poco sfruttate fino in fondo, con qualcuna che potrebbe durare di più, qualcun’altra che potrebbe avere l’assolo più lungo e altre che potrebbero avere una idea che sia una in più, in modo da differenziare in questo modo i brani dell’album, che spesso mi suonano troppo corti.
Complessivamente “Volume 1” non è un brutto album, ma in quest’ambito si può fare di più: si possono differenziare le canzoni, renderle coniugate a diverse influenze musicali o comunque svilupparle, e poco conta se non tutti i brani sono da singolo, come secondo me la band cerca di fare in quest’album. Il voto giustifica l’album per quello che è: non male, ma lascia anche un po’ il tempo che trova senza lasciare molta traccia nonostante una gradevolezza di fondo.

Track by Track
  1. Tako-Tsubo Syndrome 65
  2. Drifting away 65
  3. The events horizon 70
  4. The Grey Corporation (Welcome Aliens) 65
  5. Delusion of denial 70
  6. Same old story 65
  7. Self Control 65
  8. Smile On Her Face and The Darkness Inside 60
  9. Ant, grass and homicide 60
  10. Can’t get me now 65
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 65
  • Qualità Artwork: 55
  • Originalità: 60
  • Tecnica: 65
Giudizio Finale
63

 

Recensione di Snarl » pubblicata il 14.05.2016. Articolo letto 1009 volte.

 

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