Folkstone «Natura Morta» (2025)
Folkstone
Titolo:
Natura Morta
Nazione:
Italia
Formazione:
Lorenzo "Lore" Marchesi, voce, cornamuse e bombarde
Luca Bonometti, chitarra e cori
Steve Ferrovecchio, basso
Edoardo "Edo" Sala, batteria e percussioni
Roberta "Roby" Rota, cornamuse, bombarde, voce ed arpe
Maurizio "Mauri" Cardullo, cornamuse, bombarde, cittern, bouzouki irlandesi, flauti e cori
Marco Legnani, ghironda e strumenti a corda
Giancarlo "Gianka" Percopo, cornamuse e bombarde
Silvia Bonino, arpe
Genere:
Medieval Folk Rock
Durata:
59' 32"
Formato:
CD
Recensione
Sono tornati! Dopo quattro anni di silenzio musicale in cui sembrava si fossero sciolti per sempre, i Folkstone si ripresentano oggi più in forma che mai con il loro nuovissimo lavoro fresco fresco di studi.
Fondati nel 2004 fra le alte pianure lombarde, i Folkstone sono una band pilastro della musica metal italiana e con una carriera forgiata con sette album di fila si sono da sempre fatti notare per il loro folk che rende il loro sound piacevolmente singolare e altamente complesso: in ogni disco, il metal è affiancato da arpe, cornamuse, flauti e bouzouki che contornano questo genere con tipiche sonorità della musica popolare dai costumi padani producendo un genere fortemente personalizzato.
Vidi i Folkstone nel lontano 2013 ed, essendo un loro fan già da allora, provai un senso di vuoto quando nel 2019 annunciarono la fine della loro carriera; per cui è un immenso piacere per me vederli nuovamente tornare ad infiammare i palchi con un nuovo album che oso definire uno degli ultimi capolavori del metal tricolore.
Ebbene sì, avete capito bene! Natura morta è un disco che non solo è riuscito a mantenersi integro sulla scia stilistica tipica dei Folkstone, ma è anche un album dove tecnica, innovazione e ritmica raggiungono i massimi livelli con sedici canzoni una più bella dell’altra a dimostrazione che in questi quattro di inattività i Folkstone non hanno perso il loro estro musicale e che invece dopo sette album possono ancora tornare a comporre testi che regalano forti soddisfazioni ed emozioni ai loro ascoltatori.
Recensire Natura morta è stata una delle imprese più difficili che mi siano mai capitate nella mia carriera da recensore data la complessità sonora dello stile dei Folkstone e credo che questo sia stato uno scoglio anche per molti miei colleghi ma mi sono messo d’impegno ugualmente spinto dal mio immenso rispetto verso questa band e ho cercato ugualmente di parlare di questo disco secondo il mio metro di giudizio:
Le chitarre sono allegre e frizzanti, riff sferraglianti sferzano l’aria circostante vorticosi e rombanti mentre assoli melodici e “cromatici” gli si abbinano ad una perfezione microscopica a testimonianza dell’effettiva capacità tecnica dei Folkstone da sempre sfoggiata nei loro lavori che anche in Natura morta non fa percepire per nulla la sua assenza.
Il cantato è ovviamente in growl; un growl controllato ma rude, un grugnito che esprime la sua rabbia e la sua frustrazione ma che allo stesso tempo non eccede in “svociate torcibudella” come avviene nel death metal, anzi, il growl di Lore riesce a mantenere il volume misurato in modo che la filosofia scritta nei testi delle canzoni venga narrata in maniera abbastanza poetica.
Il suono delle cornamuse, strumenti oggettivamente rari nella musica metal ma molto caratteristiche nei gruppi della scuola a cui aderiscono anche i Folkstone, è utilizzato per creare un’atmosfera di grande tensione e drammaticità dal forte impatto emotivo; dando quella tipica impronta distintiva con cui i Folkstone hanno da sempre firmato i loro album.
L’arpa è suonata in modo da dare un tocco di delicatezza ed introspezione alle canzoni generando sensazioni eteree e suggestive in aperto contrasto con la potenza aggressiva del metal con cui i Folkstone, riescono ugualmente a far funzionare un matrimonio a primo ascolto impossibile ma che procede benissimo impregnando di magia le tracce incise nell’album.
Particolarmente evidente è la presenza del bouzouki, il vero responsabile dell’impronta di carattere folkloristica stilisticamente di peculiarità padane; elementi dei quali, senza di essi, la musica dei Folkstone non esisterebbe minimamente.
Attraverso strofe stravaganti e ritornelli accattivanti, Natura morta è un album di critica verso l’attuale materialismo del presente con l’intesa un futuro alquanto grigio ed incerto che si apre davanti a noi al quale i Folkstone tentano di avvisarci.
Natura morta è l’album più maturo, creativo e inarrivabile con il quale i Folkstone rilanciano la loro carriera dopo quattro anni per riprendersi il posto sui palchi del metal italiano e, nonostante, come già detto, Natura morta sia un disco con una visione pessimistica sul futuro dell’umanità, di certo possiamo affermare che l’avvenire dei Folkstone è ancora ben lontano dal venire cancellato.
Track by Track
- Alabastro 85
- Appennino 80
- Vuoto A Perdere 95
- Lacrime Di Marmo 80
- Natura Morta 80
- Macerie 95
- Resta Qui 80
- Fragile 75
- Mediterraneo 75
- Mala Tempora Currunt S.V.
- La Fabbrica dei Perdenti 85
- Scarpe Rotte 75
- Persia 75
- Sulla Riva 75
- Brindo Otra Vez 70
- L'Ultima Thule 75
Giudizio Confezione
- Qualità Audio: 95
- Qualità Artwork: 85
- Originalità: 100
- Tecnica: 90
Giudizio Finale
82Recensione di Sabba Maledetto » pubblicata il 01.06.2025. Articolo letto 488 volte.
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