Tarchon Fist «Soldiers In White» (2023)

Tarchon Fist «Soldiers In White» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Bata »

 

Recensione Pubblicata il:
16.05.2024

 

Visualizzazioni:
149

 

Band:
Tarchon Fist
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Titolo:
Soldiers In White

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Mirco ‘Ramon’ Ramondo – Vocals
Luciano ‘Lvcio’ Tattini – Guitars, backing vocals
Sergio ‘Rix’ Rizzo – Guitars, backing vocals
Marco ‘Wallace’ Pazzini – Bass, backing vocals
Lorenzo ‘Stupa’ Stupazzoni – Drums (Session man)

 

Genere:
Heavy Metal

 

Durata:
46' 46"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
28.04.2023

 

Etichetta:
Undeground Symphony Records
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
Nee-Cee Agency
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Recensione

Restiamo in Italia, Bologna, per il nuovo album dei Tarchon Fist; piccola gemma di di classix metal guidati da l’ex Rain Lucio Tattini. Completano la band Mirco Ramondo alla voce, Marco Pazzini al basso, Sergio Rizzo all’altra chitarra e Giacomo Lauretani alla batteria.
Arrivati al quinto album (sono attivi dal 2005), qua si esalta ancora di più il canto di Mirco Ramondo e un suono che ricorda i Maiden e testi invece che riportano ai Manowar; quindi testi su vendetta, vittorie, guerre…ma visti in modo personale; difatti "So, Thank You All" è più che altro un ringraziamento ai loro fans; "9/11, beh, si capisce già daò titolo di cosa parla; però vista con gli occhi di chi ha lottato quel giorno (i pompieri); "Soldiers In White", che è anche il loro primo singolo estratto dall’album, ci riporta ai giorni del pandemia appena passata; dal disagio emotivo patito e dagli infermieri e medici morti nel combatterlo negli ospedali, "Wolfpack" è invece un testo storico; parla della battaglia di Teutoburgo, un pezzo patriotico. Un pezzo con spruzzate folk con l’utilizzo di una voce da soprano, quella di Francesca Maria Boscaro. Particolare anche la titletrack con un suono che sembra prendere dai Cloven Hoof e dai Riot con Mirco si avvicina motlo George Call.
Passando alla musica e partendo, come scritto sopra dagli Iron Maiden, hanno un suono che pesca a piene mani dalla NWOBHM sporcandola a volte con suoni più grezzi alla Grave Digger o da infiltrazioni folk (vedi "Wolfpack", un pezzo dove appare la da soprano di Francesca Maria Boscaro); roccioso ma bello pulito (Scorpions anni 90?) invece “9/11"; e non manca una bella spruzzatina dei migliori Bon Jovi in “Escape”. Si ritorna in pieno HM alla Saxon con "The Man". 
Si, un disco non innovativo con rimandi al meglio di quegli anni dove tutti e cinque fanno il loro dovere alla grande; puro HM che ad un vecchiaccio come me piace eccome.

Track by Track
  1. The Flame Still Burns 80
  2. Lens of Life 70
  3. Wolfpack 75
  4. Soldiers in White 80
  5. 9/11 80
  6. Ireland Rebels 75
  7. Always Alone 70
  8. Escape 70
  9. The Man 65
  10. So, Thank You All 70
  11. The Legend of Rainbow Warriors 80
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 90
  • Qualità Artwork: 80
  • Originalità: 75
  • Tecnica: 85
Giudizio Finale
76

 

Recensione di Bata » pubblicata il 16.05.2024. Articolo letto 149 volte.

 

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