Malombra «T.R.E.S.» (2023)

Malombra T.r.e.s. | MetalWave.it Recensioni Autore:
Wolverine »

 

Recensione Pubblicata il:
07.02.2024

 

Visualizzazioni:
116

 

Band:
Malombra
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Titolo:
T.R.E.S.

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
- Mercy :: Voce, Testi e Fairlight
- Matteo Ricci :: Chitarre, Basso, Mellotron,Vocoder
- Fabio Cuomo :: Batteria, Tastiere;

 

Genere:
Heavy Doom

 

Durata:
1h 0' 0"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
10.03.2023

 

Etichetta:
Black Widow Records
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Diamonds Prod
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
Mazzarella Press Office
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Recensione

Il terzo capitolo per i genovesi Malombra è “T.R.E.S.”, un album che vede la luce a distanza di vent’anni dall’ultima uscita nuovamente riproponendo lo stile wave, dark, e doom metal che ha caratterizzato da sempre la band dai suoi primi albori risalenti agli anni ‘90. Il titolo di questo nuovo disco, rimasto in sostanza in fase di stallo per tantissimo tempo vede finalmente oggi la luce; composto da sette tracce, i cui brani raggiungono l’ora di ascolto, il platter trae ispirazione da un romanzo di Fogazzaro ispiratosi al mondo dell’occulto e a tutto ciò che ne deriva ambientato in una sorta di mondo parallelo; non a caso ogni brano assume un contesto musicale straordinario fatto di atmosfere uniche, dai tratti toccanti e cupi tutt’altro che scontate ma assolutamente confacenti con i contenuti della storia a cui si ispirano. Anche i distorti cupi, potenti diretti e le classiche andature del doom, riescono a coinvolgere appieno l’ascoltatore che, musicalmente parlando, viene totalmente assorbito da un contesto maturo di puro dark rock. Quanto all’esposizione del clean, purtroppo, alle orecchie di chi scrive queste righe, pur trattandosi di espressione di vivi sentimenti immedesimati nel clima e nell’ambientazione realizzata, a lungo andare si rivela un po’ noiosa proprio a cagione della lentezza espositiva, spesso sin troppo ristagnante e monotona. In sostanza, c’è forse un po’ troppa stasi e teatralità nell’esposizione del clean tutt’altra cosa rispetto all’ottima struttura compositiva delle tracce. Merita cenni, tra le tracce pressate “Malombra” che per l’appunto, come sopra accennato, rievoca il romanzo di Antonio Fogazzaro e che si propone alternando con una semplicità sorprendente l’aggressività prog con le modulari interpretazioni del dark. Un disco che avrebbe dovuto vedere la luce molto tempo fa ma che in ogni caso, ancora una volta, ci conferma che questa band musicalmente c’è e sa ancora offrire emozioni che si credevano perdute.

Track by Track
  1. Astarte Syriaca 70
  2. Baccanalia 65
  3. Malombra 70
  4. Allucinazione Ipnagogica 65
  5. Cerchio Gaia 666 70
  6. Fantasmagoria 1914 65
  7. La Sola Immanenza 65
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 65
  • Qualità Artwork: 65
  • Originalità: 70
  • Tecnica: 75
Giudizio Finale
68

 

Recensione di Wolverine » pubblicata il 07.02.2024. Articolo letto 116 volte.

 

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