Shardana «Milli Annos» (2020)

Shardana «Milli Annos» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Wolverine »

 

Recensione Pubblicata il:
20.11.2020

 

Visualizzazioni:
75

 

Band:
Shardana
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Titolo:
Milli Annos

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
- Aaron Tolu :: Vocals;
- Daniele Manca :: Guitar, Backing vocals;
- Lorenzo Mariani :: Guitar;
- Luca Littera :: Bass;
- Michele Sanna :: Drums;

 

Genere:
Epic Black Metal

 

Durata:
46' 18"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
09.10.2020

 

Etichetta:
Rafchild Records
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Nati come Epic thrash metal band, i sardi Shardana presentano il secondo disco della propria carriera intitolato “Milli Annos”, tendenzialmente orientato rispetto al debutto su un contesto epic black death metal che vede definitivamente se non quasi, abbandonato lo stile passato più proteso al thrash. I contenuti del disco, dopo una serie di ascolti, si rilevano abbastanza epici nei contenuti pur se ovviamente la linea ritmica rimane sempre assai oscura e malinconica. Lo scream incentra tutto il proprio potenziale nell’espressività che rappresenta indubbiamente il punto forte dell’intero lavoro; per quanto attiene invece all’apparato ritmico, il tutto, pur essendo suonato egregiamente, non offre in diversi punti momenti troppo emozionanti restando spesso sullo stesso livello. L’impegno emerge sin dall’ascolto della prima traccia “Echos” per continuare anche con la successiva “Bastard Blood”, abbastanza simile alla precedente e ritmicamente entrambe con contenuti piuttosto coesi; maggiore intensità si ravvisa nella più compatta “A Word With No Gods”, un brano che spazia nuovamente su passaggi black death metal dal sapore apprezzabile forti soprattutto del potente lavoro dietro le pelli il cui effetto indubbiamente è di livello. Che dire poi di “Tanit”, brano di eccelsa portata se si considerano i numerosi melodici e l’aggressività che nuovamente caratterizza il tutto rivolgendo l’intero lavoro verso dimensioni folkloristiche all’interno delle quali di certo i richiami anche storici alla madre terra non vengono mai minimamente trascurati. Brano di pregio è anche “Raus Pater” dalla potenza e dalla compattezza decisa ed incredibile, all’interno del quali non mancano passaggi acustici oscuri che denotano un clima tragico e l’immancabile richiamo alle divinità di un tempo. “Inghitzu”, va a definire in modalità epica la portata di questo disco frutto di un sound e di un’altrettanta tecnica personalizzata. Paragonando il tutto con il debutto, possiamo tranquillamente dire che la band è notevolmente migliorata trovando uno stile anche abbastanza personalizzato. Un discreto e piacevole ascolto.

Track by Track
  1. Echoes 70
  2. Bastard Blood 70
  3. A World With No Gods 70
  4. S'Arruina De Is Deus 75
  5. Tanit 80
  6. Bellum Sardum 75
  7. Josto 75
  8. Reus Pater 80
  9. Inghitzu 75
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 75
  • Qualità Artwork: 75
  • Originalità: 80
  • Tecnica: 75
Giudizio Finale
75

 

Recensione di Wolverine » pubblicata il 20.11.2020. Articolo letto 75 volte.

 

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