Brvmak «In Nomine Patris» (2019)

Brvmak «In Nomine Patris» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Snarl »

 

Recensione Pubblicata il:
27.03.2020

 

Visualizzazioni:
288

 

Band:
Brvmak
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Titolo:
In Nomine Patris

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Sergio :: Vocals, Guitar, Viola
Gabriele :: Guitar
Emanuele :: Bass
Davide :: Drums

 

Genere:
Progressive Death Metal

 

Durata:
57' 3"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
27.10.2019

 

Etichetta:
Sleaszy Rider Records
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Avevo sentito parlare dei Brvmak da Frosinone, sia per una certa attività live che per una certa persistenza sui social network, e dopo l’ascolto del loro secondo album “In nomine patris” capisco anche il perché: “In nomine patris” riesce a proporre una miscela riuscita di death (predominante), black, melodia e contaminazioni varie per un risultato molto buono, là dove 9 wannabes su 10 di questo mix di generi fallirebbe.
L’ascolto di “In nomine patris” infatti sulle prime sembra strano, con una “Genesis” i cui riff a volte non suonano molto originali, addirittura a volte ci sono influenze anomale come una parte quasi post con chitarra solista e voci pulite che spiazzano l’ascoltatore, e poi in “Tetragrammaton” si sente qualcosa che è praticamente più black metal epico che stacca col brano precedente. Sembra di ascoltare francamente qualcosa di non molto a fuoco, ma è da “Oblivion” in poi che i conti tornano, ed è da qui in poi che il sound dei Brvmak si regolarizza, con un mix tra death e black più contaminazioni atmosferiche e che staccano decisamente dal canovaccio di quei due generi, che si concretizza nella fiera “Vindicate” e nella rocciosa “Golgota” nel migliore dei modi, risultando appunto i brani migliori dell’album e mostrando una ispirazione compositiva notevole, che si fa notare anche nella esagerata suite conclusiva di ben 16 minuti di “Revelations”, un brano sopra le righe quanto si vuole, ma dall’effetto potente e comunque riuscito.
Questo è “In nomine patris”: è un disco che non è certo perfetto poiché i Brvmak si prendono un po’ troppa confidenza con l’ascoltatore, esagerano e forse mettono anche influenze ridondanti nella musica, ma quando funzionano, funzionano benissimo e lasciano il segno, facendoti scordare tutti quei difetti là sopra detti, nonché una solista che francamente può migliorare in quanto a gusto negli assoli.
Insomma: forse “In nomine patris” resta un disco di nicchia per alcun difetti formali, ma è quel disco di nicchia che ti fa ben sperare a causa di ottime intuizioni per il futuro e anche per una personalità forse ancora da affinare, ma che comunque tocca un ottimo sweet spot. Da tenere d’occhio per la prossima release.

Track by Track
  1. Preludio alla genesi - Intro S.V.
  2. Genesis 65
  3. Tetragrammaton 65
  4. Preludio all'oblio - Intermezzo S.V.
  5. Oblivion 75
  6. Vindicate 80
  7. Omnipotence 75
  8. Golgota 80
  9. Toccata in si minore 75
  10. Revelations 75
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 75
  • Qualità Artwork: 75
  • Originalità: 65
  • Tecnica: 75
Giudizio Finale
73

 

Recensione di Snarl » pubblicata il 27.03.2020. Articolo letto 288 volte.

 

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