(EchO) «Below the Cover of Clouds» (2019)

(echo) «Below The Cover Of Clouds» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Wolverine »

 

Recensione Pubblicata il:
16.10.2019

 

Visualizzazioni:
248

 

Band:
(EchO)
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Titolo:
Below the Cover of Clouds

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
- Fabio Urietti :: Vocals;
- Mauro Ragnoli :: Guitars;
- Simone Saccheri :: Guitars;
- Agostino Bellini :: Bass;
- Paolo Copeta :: Drums;

 

Genere:
Atmospheric Doom Metal

 

Durata:
55' 35"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
13.09.2019

 

Etichetta:
BadMoodMan Records

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
Metaversus - Press & Promo
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Recensione

Dall’effetto post rock e psichedelico è questo “Below the Cover of Clouds”, terzo disco degli EchO, stile che in parte già avevamo avuto modo di tastare nel precedente Head First Into Shadow; il lavoro in ogni caso si allontana in parte anche dal doom che ha da sempre caratterizzato la modalità compositiva del combo bresciano. L’effetto che si respira dall’ascolto del disco è prevalentemente surreale, lunghi passaggi post rock atmosferici spesso sferzati dal clean diversificato per l’occasione anche il growl. Molto lente, particolarmente moderate, quasi sdolcinate, sono le strutture delle sette tracce proposte capaci di offrire un qualcosa di straordinariamente ipnotico e magico se si apprezzano dette tipologie stilistiche. Il lavoro lascia ben emergere sempre un qualcosa di malinconico che si protrae, assumendo aspetti differenziati, brano per brano. Già con la lunga apertura di “(Y)our Warmth”, la band non lascia dubbi o misteri di come si evolverà l’intero lavoro in cui il clean che si alterna al potente growl su passaggi post rock melodici offre un quadro significativo e coinvolgente; ottima “Blind Snow” per la propria compattezza sonora offerta da una ritmica travolgente che si alterna con il soave suono soave della chitarra senza distorti; molto malinconica, forse troppo “My Burden” in cui il combo sembra soffermarsi sin troppo su partiture oscure e tristi; “The Ferryman” si rivela altra buona prova del disco nuovamente per l’ottima congiunzione tra moderazione e ipnotismo ritmico. Un album da rispettare, ascolto dopo ascolto, per scoprire sempre più il profondo senso di profondità che caratterizza lo stile di questa band.

Track by Track
  1. (Y)our Warmth 75
  2. Glimpses and Fear 75
  3. Culmine 2.18 S.V.
  4. Blind Snow 80
  5. My Burden 70
  6. The Ferryman 75
  7. Awakening 75
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 75
  • Qualità Artwork: 75
  • Originalità: 80
  • Tecnica: 80
Giudizio Finale
76

 

Recensione di Wolverine » pubblicata il 16.10.2019. Articolo letto 248 volte.

 

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