Coram Lethe «In Absence» (2018)

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Wolverine »

 

Recensione Pubblicata il:
16.06.2018

 

Visualizzazioni:
478

 

Band:
Coram Lethe
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Titolo:
In Absence

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
- Francesco Miatto :: Drums;
- Leonardo Fusi :: Guitars;
- Filippo Occhipinti :: Guitars;
- Giacomo Bortone :: Vox;
- Christian Luconi :: Bass;

 

Genere:
Death Metal

 

Durata:
45' 25"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
2018

 

Etichetta:
Buil2kill Records
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
Anubi Press
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Nadir Promotion
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Recensione

Dopo un lungo quanto tetro intro scattano come una molla i Coram Lethe con questa nuova creatura su base death metal intitolata “In Absence”, all’interno della quale otto brani scaturenti da un sound abbastanza ruvido coadiuvato da una produzione di livello rispetto all’ultimo disco uscito ben quattro lustri fa, decreta un ritorno di classe e di potenza per questa band. Con un growl nuovo di zecca dietro al microfono ed un eccelso lavoro delle chitarre sui passaggi ritmici, la band offre un incredibile spettacolo tra aggressività, potenza e complessa struttura dei propri brani generati da significativi cambiamenti ritmici che combinano richiami anche più thrash e in parte più tendenti al progressive. Il disco si presenta tra un brano e l’altro anche maggiormente delineato sotto quello che è il profilo dell’assimilazione fatto anche di passaggi più melodici che non tardano a saltarti in mente già al secondo ascolto. Dunque assente questa volta la sperimentazione che aveva destato qualche perplessità con “Heterodox”, ma presente tutto quello che può rendere un ritorno di livello per una band come questa. L’apertura effettiva del disco è affidata a “In Absence”, una vera e propria scarica di potenza dove la band mette subito in chiaro il fatto che non si scherza tra potenza e sincronismo ritmico. Coesa e compatta è “Food For Nothingness” all’interno della quale emergono anche i passaggi melodici di cui si faceva riferimento più sopra. I sette minuti di “Not Bee Born” offrono spunto a ricordarci qualche passaggio dei Morbid Angel di Gateways To Annihilation ma indubbiamente a fare la differenza è l’intensità melodica e l’ottima quanto fantasiosa struttura nuovamente divisa tra potenza e melodia. Appena quasi più prog ma di impronta prettamente death è “Cognitive Separation” altro particolare quanto interessante brano sempre sulla scia dei precedenti ma mai ripetitivo e statico; “Pain Represents Pained Representatives” è invece forse appena sotto le righe rispetto ai precedenti probabilmente per la poca inventiva; “Antimateria” è invece molto diretto come brano per le sue particolari andature, sempre di puro death metal ma suonato con classe; dal sapore più cupo, è la conclusiva “To Rise Again” i cui nove minuti di ascolto racchiudono in sostanza tutto quello che la band ha vuluto trasmetterci sin dall’inizio dell’ascolto ovvero un ritorno con i fiocchi fatto di classe e indiscussa capacità elaborativa. Un disco completo, dinamico e di indiscusso spessore compositivo.

Track by Track
  1. Esoteric S.V.
  2. In Absence 75
  3. Food For Nothingness 80
  4. Not Been Born 75
  5. Cognitive Separation 80
  6. Pain Represents Pained Representatives 80
  7. Antimateria 80
  8. To Rise Again 80
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 75
  • Qualità Artwork: 75
  • Originalità: 80
  • Tecnica: 80
Giudizio Finale
78

 

Recensione di Wolverine » pubblicata il 16.06.2018. Articolo letto 478 volte.

 

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