Synapses «Devoutness» (2015)

Synapses «Devoutness» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Wolverine »

 

Recensione Pubblicata il:
20.09.2015

 

Visualizzazioni:
1608

 

Band:
Synapses
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Titolo:
Devoutness

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
- Giovanni "Kane" Canedoli :: Vocals;
- Alessio "Ciulaz" Fassoli :: Guitars;
- Riccardo "Cannibale" Fanara :: Drums;
- Giordano "Sez" Savoldi :: Bass;

 

Genere:
Death metal

 

Durata:
48' 55"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
04.08.2015

 

Etichetta:
Cimmerian Shade Recordings
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
ClawHammer PR
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Recensione

Ascoltare un disco come questo secondo lavoro dei bresciani Synapses dal titolo “Devountness” mette senza ombra di alcun dubbio di buon umore ed il motivo lo si percepisce sin dall’ascolto dell’intro che, oltre a proporre quel clima abbastanza inquietante tra l’altro stimolato anche dall’eccelso artwork, offre l’inserimento di un iniziale andamento dai toni bassi ben consolidato che vuole essere il biglietto da visita della band. Il genere realizzato è un death metal tecnico e brutale, dai lineamenti muscolari grazie soprattutto alle consistenti variazioni ritmiche che si riflettono incondizionatamente nell’andamento di ogni singolo brano. Il cantato è un growl mastodontico rauco, cavernoso; è ottimale per un genere incandescente come questo sparato a cannone dai Synapses. Nell’esecuzione di questo potente e carismatico death metal, pregno tra l’altro di armonici e di melodie a non finire, ciò che arricchisce sorprendentemente i brani è l’inserimento, di tanto in tanto, di spunti musicali e riff che ricordano i Meshuggah. Andature stoppate dove è impossibile non fare headbangind, insomma ci sono tutti gli ingredienti giusti per rendere questo disco un buon lavoro. Dopo il quasi terrificante “intro” che ci introduce in una sorta di clima incredibilmente trascendentale, dove poi si sussegue un riff accompagnato dalla potenza della drum in doppia cassa, si parte con il primo effettivo brano del platter intitolato “Spiral of Devoutness” dove il riff, che ci ricorda un po’ Breathing New Life dei Damageplan in accordatura drop D, viene unificato dalla folle ritmica in puro stile death metal con l’altrettanta azzeccatissima performance canora; situazione poi che tende quasi a placarsi con l’inserimento di un’andatura ottimamente eseguita in puro stile Meshuggah; “Legates of Tyranny”, altro grimaldello che sfodera colpi in alternanza tra accelerazioni quasi brutali ed ritmiche più moderate dove è possibile anche assistere ad un ottimo mutamento di ruoli che la chitarra offre con una semplicità magistrale. Il successivo “Force Fed with Gore” parte nuovamente con un riff tagliente e preciso capace di spezzare con il proprio sound ogni cosa; prendono anche il sopravvento in questo brano le variabili armoniche precedentemente citate che ne fanno uno dei migliori del platter. Si prosegue l’ascolto con “A place will be Forgotten” con un intro di batteria al limite della follia; la parte cantata prende il sopravvento sugli strumenti e gestisce le andature che, tra una ritmica e l’altra, genera un sound dall’effetto esplosivo grazie anche all’egregio apporto del lead solo che ben si collima nell’andatura. Continua la smisurata creatività di questa band con “Hybrid Soul”, un brano che genera nuovamente delle sonorità quasi spettrali ma questa volta in una veste più moderata, lasciata all’esecuzione a base di lead della chitarra. “Phoenix Condamned”, parte invece con un folle martellamento della drum accompagnato da un riff che si alterna con l’andatura generata dalle pelli ma che in definitiva, nonostante il cambio di andatura, il brano resta un po’ a sé. Il successivo “Day f the Pest” si rileva invece maggiormente armonico rispetto al precedente, varie le andature, ottime le ritmiche, superbo il growl. Prosegue l’ascolto con “ Expiation” brano strumentale con andatura molto vicina nuovamente agli amici Meshuggah; il brano nel complesso risulta apprezzabile; “Sacrilegious” offre la oramai incredibile performance e sintonia che c’è in alternanza ritmica tra chitarra e drum; “Sickening Runes” ritmica precisa ma non troppo aggressiva al punto da rendere inizialmente comprensibile ogni passaggio degli strumenti; presente anche un lead solo che si insinua nell’andatura in maniera corretta. Conclude il disco “The End” brano strumentale incredibilmente potente che richiama il motivo ritmico e distorto presente nell’intro ma in questo caso maggiormente elaborato nelle parti armoniche. I ragazzi sanno bene il fatto loro e si sente; è un disco da avere.

Track by Track
  1. Intro 80
  2. Spiral of Devoutness 80
  3. Legates of Tyranny 85
  4. Force Fed with Gore 90
  5. A place will be Forgotten 75
  6. Hybrid Soul 80
  7. Phoenix Condamned 70
  8. Day f the Pest 85
  9. Expiation 85
  10. Sacrilegious 85
  11. Sickening Runes 85
  12. The End 85
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 85
  • Qualità Artwork: 90
  • Originalità: 85
  • Tecnica: 90
Giudizio Finale
84

 

Recensione di Wolverine » pubblicata il 20.09.2015. Articolo letto 1608 volte.

 

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