Amthrya «Onnen» (2026)

Amthrya «Onnen» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Snarl »

 

Recensione Pubblicata il:
06.10.2026

 

Visualizzazioni:
87

 

Band:
Amthrya
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Titolo:
Onnen

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Kasumi Onryo :: Vocals
Barry Yukimura :: Guitars, 2nd Vocals
Nik Shinigami :: Bass
Norman Arashi :: Drums

 

Genere:
Black Metal

 

Durata:
54' 22"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
11.10.2026

 

Etichetta:
Ad Noctem Records
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
Against PR
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Recensione

Finalmente gli Amthrya dal nord Italia riescono a convincerci maggiormente che in passato, con questo loro quarto album “Onnen”. Con anche un po’ di riserva, ma i risultati comunque migliorano. Il problema finora riscontrato nei due dischi da me recensiti su queste pagine era che gli Amthrya erano una band black/death metal abbastanza strana, caratterizzata da un “Incision of gem” in estrema sintesi non molto maturo né focalizzato, e da un “Passage” abbastanza bizzarro e sbilanciato nelle influenze, ma capace di un brano conclusivo che faceva ben sperare per il futuro.
“Onnen” invece è diverso, e comincia con una “Juso” che attacca in maniera frontale e continua a martellare, fino a un crescendo conclusivo non male. Tuttavia, il sound degli Amthrya non è diventato un attacco completo veloce, ma varia abbastanza da brano a brano con intensità variabile. Per esempio, “Shudan Borei” è molto più meditativa e tumultuosa, sullo stile di certe cose degli Absentia Lunae di metà carriera per le atmosfere livide, ma senza bissarne l’impatto e il mood, mentre “Urami” la formula è riproposta alternata ad altre parti veloci, ma sono quelle veloci che funzionano, mentre quelle più oscure suonano più opache. Bisogna aspettare “Horobi...” per ascoltare una buona coniugazione di queste due influenze, e non mancano altri stili ancora già visti in passato, come gli arpeggi dissonanti di “Shin en”, che ci convince maggiormente. E non mancano parti più atmosferiche distese verso la seconda metà dell’album, quasi a costituire dei momenti di pausa tra degli attacchi frontali e un mood minaccioso. Conclude un brano che potrei tutto sommato definire sludge, dove le influenze post degli Amthrya si rifanno sentire, ma riproposte in maniera elettrica.
Insomma: la continuità di intensità del mood è variabile, certi cambi di sonorità spiazzano un po’, e non aiuta una qualità sonora che (come in passato) sacrifica la chitarra per mettere la voce e la batteria in primo piano, per un risultato invero ok e che conferisce a “Onnen” un sound massivo, ma anche che non fa risaltare le partiture di chitarra come dovrebbero, e dove sinceramente si fa un po’ fatica a sentirla bene, a volte. Però almeno stavolta con gli Amthrya si riesce a capire come suonano questi ragazzi e cosa avevano in mente.
Il giudizio finale rispecchia una band che sembra sulla via della quadratura del cerchio per quanto riguarda sound e composizioni, ma anche se meglio che in passato, dei margini di miglioramento ci sono ancora. Aspettiamo fiduciosi, che dire.

Track by Track
  1. Chinmoku no Jinja - Intro S.V.
  2. Juso 70
  3. Shudan borei 65
  4. Urami no ne – Crawling grudge 65
  5. Shin En – The Abyss 70
  6. Koku no teiryu – Void's undertow 65
  7. Horobi no uta – Lay of ruin 70
  8. Onnen 70
  9. Onnen no okotoba (Bonus track) 70
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 60
  • Qualità Artwork: 65
  • Originalità: 65
  • Tecnica: 70
Giudizio Finale
68

 

Recensione di Snarl » pubblicata il 06.10.2026. Articolo letto 87 volte.

 

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