Mr.Bison «The Garden of Forgotten Dreams» (2026)

Mr.bison «The Garden Of Forgotten Dreams» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Owen »

 

Recensione Pubblicata il:
30.09.2026

 

Visualizzazioni:
168

 

Band:
Mr.Bison
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Titolo:
The Garden of Forgotten Dreams

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Matteo Barsacchi - voce/synth
Matteo Sciocchetto - voce/basso
Davide Salvadori - chitarre/synth
Lorenzo Salvadori - batteria

 

Genere:
Heavy Psych / Prog Rock

 

Durata:
39' 31"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
25.09.2026

 

Etichetta:
Heavy Psych Sounds
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
Purple Sage PR
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Recensione

In Italia c’è una scena Stoner/Doom incredibilmente fiorente e prolifica. Nel Paese operano alcune piccole label indipendenti, come la romana Heavy Psych Sound, che sono diventate una fucina internazionale di grandi talenti. Questa scena, lontana dai riflettori e votata alla qualità, potrebbe essere considerata quasi un’eccellenza musicale made in Italy. Il catalogo di questa etichetta si è arricchito via via di artisti di spessore, ma anche di realtà che, uscite dall’underground, hanno saputo esportare in Europa e nel mondo l’idea di un sound fuzzoso all’italiana. Insieme a nomi altisonanti come i Black Rainbows, guidati dal mentore dell’etichetta Gabriele Fiori, troviamo gli Acid Mammoth e i toscani Mr. Bison. Questi ultimi, attivi sin dal lontano 2009, hanno suonato in giro per il mondo ed entrati a pieno titolo tra le band italiane più apprezzate in Europa e negli Stati Uniti, grazie a intensi tour ed esibizioni live. La band torna quest’anno con una nuova fatica discografica — la sesta della loro carriera — dal titolo The Garden Of Forgotten Dreams, un disco di otto tracce che consolida lo status e la bravura del gruppo. Il lavoro si presenta superbamente prodotto, ricco di ottimi brani e sapientemente composto: è stato missato da Richard Behrens a Berlino e masterizzato a New York da Carl Saff. La scelta di affidarsi a un team internazionale ripaga ampiamente la riuscita dell’album. Malgrado la band decida di evolvere verso soluzioni più dirette e scarne, la riduzione del minutaggio dei brani favorisce l’immediatezza e alleggerisce la struttura delle canzoni, rendendola non solo più snella, ma anche più solida. La componente più marcatamente Stoner viene parzialmente messa da parte in favore di atmosfere psichedeliche e orchestrali, che impreziosiscono un lavoro incentrato su un concept ben definito. L’iniziale Cosmic Tide è maestosa, impreziosita da una vena vintage che mette subito le cose in chiaro: la band è in stato di grazia e si sente! La titletrack si apre con suoni di chitarre e riff prog settantiani, mentre voci eteree si rincorrono ammalianti fino a sfociare nel riffing portante, capace di essere al tempo stesso straniante ed epico, impreziosito da un intermezzo strumentale puramente prog-psichedelico di grande spessore. Bright Shadow è il primo singolo tratto dal disco, accompagnato da un video suggestivo: nonostante la lunghezza del brano, l'ascoltatore non si stanca né si affatica, lasciandosi ammaliare da arpeggi arabeggianti e psichedelici sui quali la voce di Matteo Sciocchetto si amalgama splendidamente, disegnando melodie efficaci e sognanti. Astray è dark, stoner e cattiva, e colpisce più duro; con Turn To Stone, invece, si torna a una psichedelia dark dal sapore space rock, caratterizzata da aperture di riff dure in stile stoner. È un altro brano davvero notevole, dotato di un refrain che si stampa subito in mente. The Sunrise è pura malinconia e poesia, con un notevole assolo fuzzoso di Davide Salvadori. River Moan sembra invece uscita da un disco dei The Sword, tanta è la carica dei suoi riff Stoner/Doom, sostenuti da un guitar work sempre notevole: un ottimo brano con cui celebrare il lato più aggressivo e acido della band. Chiude il disco in bellezza Hold Hue, forse uno dei migliori brani di questa nuova fatica in studio targata Mr. Bison. È la canzone che racchiude in sé entrambe le anime di questa band: quella più psichedelica, progressiva ma anche melodica e sensibile, e quella prettamente stoner, che richiama il sole del deserto e i viaggi cosmici. Un’ottima summa di un sound meraviglioso che ha saputo conquistare fan in ogni angolo del mondo. Cosa dire in definitiva di questo disco? Un lavoro eccellente per composizioni, tecnica strumentale e produzione. Una perla di rara bellezza che brilla di luce propria e risplende in una scena musicale più viva che mai, mentre fuori il sistema elogia il vuoto pneumatico dei tempi moderni.

Track by Track
  1. Cosmic Tide 85
  2. The Garden Of Forgotten Dreams 90
  3. Bright Shadow 90
  4. Astray 90
  5. Turn To Stone 90
  6. The Sunrise 90
  7. River Moan 95
  8. Old Hue 95
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 90
  • Qualità Artwork: 80
  • Originalità: 90
  • Tecnica: 90
Giudizio Finale
89

 

Recensione di Owen » pubblicata il 30.09.2026. Articolo letto 168 volte.

 

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