Stygian «Dreadlands» (2025)

Stygian «Dreadlands» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Snarl »

 

Recensione Pubblicata il:
26.09.2026

 

Visualizzazioni:
108

 

Band:
Stygian
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Titolo:
Dreadlands

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Emiliano Melandri :: Vocals
Mirko Aba :: Guitar
Lucio Minghetti :: Guitar
Paolo Parmeggiani Lopez :: Bass
Rolando Giulio Ferro :: Drums

 

Genere:
Blackened Hardcore

 

Durata:
32' 3"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
04.07.2025

 

Etichetta:
Time To Kill Records
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
Anubi Press
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Recensione

Incoraggiante disco di debutto per i Ravennati Stygian, che si propongono come un mix tra black metal e crust, e che io invece vedo più come una creatura che in questo “Dreadlands” è capace di muoversi tra diversi generi musicali come black metal, death, un po’ di crust, groove, rock e un pizzico di HC, tutto in salsa rigorosamente old school.
Sin dall’inizio del disco, infatti, gli Stygian si rivelano molto più che una band wannabe, e ti vanno a sparare una “Death rite” che consiste in una sberla in pieno stile Impaled Nazarene dello stile split coi Beherit, e si prosegue con una “Endless hunger” che usa momenti più sospesi che creano tensione, della serie come usare il Post/HC in modo appropriato, e come se non bastasse, si prosegue con un andamento rockeggiante e convinto di “You will not survive this night”, “Falling god” e “Unholy ways”, che ci convince bene e che vanno a sconfinare in qualcosa tipo Nattefrost solista, ma rifatto meglio. E se “Shadow of a massacre” ci va a ricordare certi groove grezzi tipo Shining, “Burning Mires” dimostra che gli Stygian sanno colpire anche quando si tratta di andare più piano. Il tutto in 32 minuti di musica. Non male, per un disco tutto sommato corto!
Questo è dunque “Dreadlands”, un disco che ha dalla sua il fatto di saper spaziare tra vari generi in maniera tanto schietta e concisa quanto funzionante e che rifiuta di confinarsi a un solo genere, senza suonare forzata, per un risultato invero non distante da quanto fatto dai LaCasta da Monopoli, solo un po’ più tipicamente metal. Se proprio dovessi trovare un difetto in “Dreadlands”, direi che in mezzo a queste sonorità contaminate, forse manca un episodio che riassume il sound degli Stygian al completo, una specie di summa compositiva in un brano solo che mette in chiaro chi sono gli Stygian e cosa sanno fare.
Non pensate che una unione tra metal old school, crust e un po’ di HC sia possibile e convincente? “Dreadlands” degli Stygian vi farà cambiare idea.

Track by Track
  1. Death rite 80
  2. Endless hunger 80
  3. You will not survive this night 80
  4. Runic ritual 80
  5. Burning mires 75
  6. Shadow of a massacre 75
  7. Falling god 75
  8. Unholy ways 80
  9. Spirit in the mist 75
  10. Where dead men stand 75
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 75
  • Qualità Artwork: 70
  • Originalità: 80
  • Tecnica: 80
Giudizio Finale
77

 

Recensione di Snarl » pubblicata il 26.09.2026. Articolo letto 108 volte.

 

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