Zagara «DUAT» (2022)

Zagara źDuat╗ | MetalWave.it Recensioni Autore:
Wolverine »

 

Recensione Pubblicata il:
10.12.2022

 

Visualizzazioni:
540

 

Band:
Zagara
[MetalWave] Invia una email a Zagara [Link Esterno a MetalWave] Visualizza il sito ufficiale di Zagara [Link Esterno a MetalWave] Visualizza la pagina Facebook di Zagara [Link Esterno a MetalWave] Visualizza la pagine GooglePlus di Zagara [Link Esterno a MetalWave] Visualizza il canale YouTube di Zagara [Link Esterno a MetalWave] Visualizza la pagina BandCamp di Zagara

 

Titolo:
DUAT

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
- Daniele Cimino :: voce, chitarre, tastiere;
- Federico Mao :: basso, moog, chitarre acustiche;
- Federico Bevacqua :: batteria, drum samples;

 

Genere:
Psych Rock

 

Durata:
52' 36"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
25.11.2022

 

Etichetta:
Overdub Recordings
[MetalWave] Invia una email a Overdub Recordings [Link Esterno a MetalWave] Visualizza il sito ufficiale di Overdub Recordings [Link Esterno a MetalWave] Visualizza la pagina Facebook di Overdub Recordings [Link Esterno a MetalWave] Visualizza la pagine GooglePlus di Overdub Recordings [Link Esterno a MetalWave] Visualizza il canale YouTube di Overdub Recordings

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Il trio torinese degli Zagara, dopo aver rilasciato un primo Ep nel 2019, debutta oggi con “Duat”, un disco di rock psichedelico forte di sonorità acide percussive ed avvolgenti generate dalla commistione di synth, batterie, campionatori elettronici e chitarre distorte capaci di sviluppare un sound saturo e a tratti coinvolgente. Il titolo “Duat” deriva da una parola egizia che sta a significare l’esistenza di un mondo parallelo, tipico dell’oltretomba, all’interno del quale l’anima del defunto trovava pace definitiva solamente con la pesa finale del proprio cuore. Forte di un clean angelico che con uno scroccare di dita si trasforma inavvertitamente in toni spigolosi e rabbiosi, le dieci tracce del disco riescono a incidere bene il proprio credo attraverso sonorità e paesaggi più surrealistici e psichedelici all’interno dei quali alcuni brani restano ben impressi rispetto ad altri , forse dalle sembianze sin troppo sdolcinate, ai limiti del pop, che risultano poco graditi a chi scrivi queste righe. In ogni caso la band dà prova della propria capacità che, pur non essendo nulla di miracoloso, riesce a farsi apprezzare un po’ per le sue ritmiche e un po’ per quell’energia bizzarra che c’è ma che forse rimane spesso poco evidenziata in favore di un contesto maggiormente proteso al rock pop. Brani quindi più piacevoli rispetto ad altri forse troppo sdolcinati ed intimi che a lungo andare potrebbero un po’ annoiare. In conclusione, il disco è una prova interessante che non delude ma che potrebbe anche divertire di più con un maggiore brio tra spinte ed accelerazioni.

Track by Track
  1. Maat 70
  2. Quello Che Ha Un Peso 65
  3. Se Ha Fame 70
  4. Haposis S.V.
  5. Pezzi Di Ossa 60
  6. Illuminami 60
  7. Il Giardino Dei Tarocchi 65
  8. Amnesia 75
  9. Sole E Limo 60
  10. Lago 65
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 70
  • Qualità Artwork: 65
  • Originalità: 65
  • Tecnica: 70
Giudizio Finale
66

 

Recensione di Wolverine » pubblicata il 10.12.2022. Articolo letto 540 volte.

 

Articoli Correlati

News
Recensioni
  • Spiacenti! Non sono disponibili Recensioni correlate.
Interviste
  • Spiacenti! Non sono disponibili Interviste correlate.
Live Reports
  • Spiacenti! Non sono disponibili Live Reports correlati.
Concerti
  • Spiacenti! Non sono disponibili concerti correlati.