The Black

Data dell'Evento:
18.03.2011

 

Band:
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Luogo dell'Evento:
Blackest Pub

 

Città:
Montesilvano (PE)

 

Autore:
Snarl»

 

Visualizzazioni:
1580

 

Live Report

[MetalWave.it] Immagini Live Report: Nessuna Descrizione Il Blackest pub di Montesilvano ci regala un bell’evento a metà marzo di quest’anno, chiamando a suonare gli storici e locali The Black, gruppo doom/rock/metal attivo sin dal 1988 e fautore di ben 7 album, sotto il marchio della storica Black Widow Records. Probabilmente il nome di questa band potrà non dire molto ad alcuni, e questo nonostante recensioni positive a manetta, fama tra i metallari anni '90, collaborazioni e un nugolo di concerti importanti, come ad esempio uno avvenuto insieme ai Vanexa, altra storica heavy metal band italiana, conosciuta tra l’altro per aver pubblicato per prima in Italia un disco heavy metal. Eppure il nome di questa band non è molto noto tra noi abruzzesi, e questo per chissà qual motivo, nonostante all’estero lo sia eccome. Si potrebbe parlare di musica “fuori moda” per molto tempo (termine orrendo), oppure si potrebbe parlare di “altri tempi”, che sarebbe peggio ancora e non sarebbe comunque una giustificazione, oppure ci si può perdere in uno di quei discorsi tipo ripercorrere la carriera dei The Black per cercare di capire, andando a impantanarcisi in un discorso infinito dal risultato molto dubbioso e nebuloso. L’importante in questi casi è bollare questo mancato successo locale con un gigantesco “boh!” e godercisi la musica, per chi come me apprezza questo tipo di doom metallico, che spazza via molti degli odierni derivativi epigoni dei Black Sabbath e Candlemass. Se si conta anche che moltissimi dei brani riproposti quella sera appartenevano al nuovo disco, “Gorgoni” del 2010, ecco come si può capire che questo evento era così importante da proporre questo live report. Insomma: c’era da leccarsi i baffi!
Appena saliti sul palchetto del Blackest Pub, l’atmosfera si fa sacrale e solenne, ma i The Black sono lungi dall’apparire con mosce trovate sceniche: a questo power trio basta imbracciare gli strumenti, neanche ribassati in Do (e finalmente!), e si parte con lo snocciolare riffs su riffs. Ecco, il concerto dei The Black è tutto qui. Nel bene e nel male. Dall’inizio fino alla fine. Nel senso che effettivamente la band ripropone i suoi brani (circa nove) con una precisione e con un’efficacia allucinanti, che faranno pure uscire un paio di ragazzetti che non conoscono questa musica, ma che ammaliano chiunque lì dentro quel locale aveva un debole per l’old school, come me. Il sound poi, è perfetto: la batteria e soprattutto il basso non sono una cosa che rimbomba come quasi tutti i gruppi doom fanno, i suoni non sono ipersaturi e la chitarra ha un suono cristallino, indispensabile per sostenere i brani mentre il buon Mario di Donato esegue continuamente i suoi assoli.
I The Black, però, ammaliano solo musicalmente, va detto. Hanno svolto il loro compito egregiamente, e non in maniera scazzata, ma neanche hanno fatto altro. Hanno vinto, ma non convinto, come si suol dire: tutto il loro concerto è stato solo loro che suonano i brani e nient’altro. Niente ringraziamenti, niente annunci delle canzoni che si stavano per suonare, niente descrizioni delle canzoni (ci stava bene per intrattenere un pò!) niente di aggiunto a ciò che si fa in sala prove. Addirittura è spiccata una certa attitudine direi quasi defilata, mi riferisco a quando i The Black hanno dovuto fermarsi pochi secondi dopo l’inizio del loro penultimo brano portato per via di un inconveniente tecnico che provocava un rombo impressionante. Il risultato è stato un tentativo di rifare il brano abbozzato per poi, sic et simpliciter, tirare dritto all’ultimo brano, senza annunciarlo. E basta. È chiaro che questa musica è atmosferica e non da pogata, ed è anche chiaro che i The Black non sono giovanotti per cui neanche si pretendeva qualcuno che si buttasse dal palco sul pubblico, ma un po’ di discorsi sulla musica che si sta per fare non guastavano. Ciò ha reso il concerto assolutamente “for fans only”, ha attecchito solo su chi conosce e apprezza quella musica, seguendo il mood delle canzoni, ma non ha assolutamente colpito anche chi quella musica non la segue, cosa che un gruppo storico dovrebbe saper fare. Classe assoluta, carisma, potenza, esperienza, ma poca energia e coinvolgimento. Il concerto doveva essere per me di quelli locali da ricordare,e invece si è rivelato solo un concerto normale, anche addirittura un po’ narcolettico, va detto.
Insomma: sei politico. Massimo tributo alla band, alla storia del doom/rock/metal italiano, ma questo concerto in sordina è stato per me un piccolo disappunto. È mancato quel mare di scintille che un gruppo storico deve saper lanciare, come i Bud Tribe, che all’heavy metal night 2009 di Martinsicuro hanno fatto innamorare il mio batterista dell’intero genere nonostante non lo seguiva, o quella onesta voglia che permea i concerti di gruppi veterani come The Raff, Vanexa o Sabotage.
Torno a casa con un senso di vuoto dovuto al grande evento che ci doveva essere e non c’è stato. Da risentire.

 

Immagini della Serata

 

Recensione di Snarl Articolo letto 1580 volte.

 

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