Intervista: La Menade

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Ciao ragazze, allora come la mettiamo con questo nuovo ep “Conflitti e Sogni”?

Ciao a te, innanzitutto...
”Conflitti e Sogni” è la nostra creatura tanto amata e desiderata. E’ un ep che contiene un cd con sei tracce originali e un dvd con il video di “Strane Idee”, realizzato da Luca Lucini. E’il risultato di un impegno e di un progetto che ha investito la nostra vita da sei anni a questa parte, con tutti i problemi e le difficoltà che ciò ha comportato. Proprio perché è arrivato in un momento di rinascita, per noi, ha tutto il valore e l’importanza di una vera catarsi “artistica”. E’ il completamento di una fase e speriamo segni soltanto l’inizio di un percorso e di un’evoluzione sempre maggiore.

Ho notato (vi seguo dall’inizio) una decisa crescita artistica, soprattutto a livello di personalità, è ora del grande salto, vi sentite pronte?

Grande salto?!...Dipende da dove!!!
No, seriamente, posso dirti che ci sentiamo soddisfatte del lavoro fatto sin qui e che faremo il possibile per continuare a crescere e a migliorare. Crediamo che “Conflitti e Sogni” esprima una perfetta sintesi della nostra musica e sia una specie di fotografia della Menade così come appare in questo momento. Per noi, è allo stesso tempo, un traguardo e un primo passo verso quello che più ci piace fare e che ci da’ modo di esprimerci.
Non so se si possa mai dire di essere pronti veramente...forse, quello che conta davvero è non fingersi diversi da quello che si è e proporre qualcosa in cui si crede davvero, senza troppe manipolazioni o compromessi lontani dalla propria personalità.

“Conflitti e Sogni” che reazioni ha suscitato a livello di pubblico e critica?

Il pubblico lo sta scoprendo poco a poco, considerato che ci sono stati dei problemi con la distribuzione, come spesso accade ai gruppi giovani e meno conosciuti (e che non muovono grandi fette di mercato!). Ciò ha determinato uno slittamento dell’arrivo del Cd in molti negozi e una certa difficoltà di reperimento.
Posso dirti, comunque, che i commenti giunti da chi ha potuto acquistarlo ed ascoltarlo sono stati entusiastici: abbiamo ricevuto davvero un ottimo riscontro (anche dal distributore, che ha fatto una nuova ordinazione per soddisfare le numerose richieste).
Anche la critica, con nostro sommo stupore, è stata buona con noi! Abbiamo ricevuto recensioni di tutto rispetto sia dalla stampa (tra tutti, Rock Hard e Metal Maniac), ma anche da siti web come il vostro, o come Kathodic, Kronic, Rockit, Noizeitalia, Silentscream...Possiamo ritenerci soddisfatte, direi!

Vi ho sempre visto come una band compatta che sa quello che vuole, quanto conta questo aspetto in una band come la vostra? Mi sembrate tipette dai caratterini molto decisi, c’è perfetta sintonia fra voi?

Crediamo molto nello spirito di gruppo che ci unisce, da brave Menadi!!Ma la compattezza di cui tu parli è stata, comunque, il frutto di un lungo lavoro che abbiamo fatto su noi stesse, come persone e come amiche, innanzitutto. Ognuna ha i suoi pregi e i suoi difetti, piccole fissazioni o convinzioni intoccabili. Nel complesso, abbiamo quattro caratteri forti, ciascuna a suo modo. Il fatto di stare insieme molto tempo e di condividere parecchie esperienze, positive o negative, ci ha sicuramente aiutate a conoscerci meglio e a rispettarci. Questa è la prima cosa quando lavori in gruppo. D’altro canto, è impossibile evitare incomprensioni o discussioni, perché anche queste fanno parte della normale dialettica tra esseri umani...l’unico segreto è quello di mettere un po’ da parte l’orgoglio o la permalosità e cercare un dialogo con gli altri. Se poi vuoi proprio saperlo, posso dirti che non mancano, ogni tanto, momenti di follia collettiva e di isterismo, ma, ormai, sono cose che ci fanno sorridere e riusciamo a superarli discretamente senza farci troppo del male!

Nella scena rock romana come vi trovate? E’ risaputo che non è tutta rose e fiori, soprattutto per quanto riguarda le collaborazione fra i gruppi…

Non sò dirti se sia proprio così. Certo, a Roma, e nei dintorni, gravitano moltissimi gruppi e realtà più o meno affermate e conosciute che si districano tra i pochi locali presenti e un pubblico difficile e, forse, anche un po’ pigro. Tutto questo porta ad una concreta difficoltà d’emergere, di farsi notare, che esaspera concorrenza e rapporti, anche quando, magari, quello che gioverebbe è una maggiore collaborazione.
Come gruppo, La Menade si è, sin dall’inizio, scontrata con le battutine (direi, desuete e scontate) di chi ci vedeva come un prodotto che puntava più sull’immagine che sulla musica, con le voci che ci volevano dividere o con quelle che ci vedevano “finite”. Abbiamo sopportato sorrisetti e pregiudizi per il solo fatto di essere quattro donne amanti della musica e non disposte ad accettare grandi compromessi o a far buon viso a cattivo gioco. Conseguentemente alla nostra esperienza, posso dirti che la scena musicale (e rock, in particolare) nasconde parecchie insidie e non ti accoglie certo a braccia aperte, ma, non è sempre così. In questi sei anni di vita, abbiamo conosciuto molta gente per bene, disponibile, educata e tanti musicisti che meriterebbero tanto di più di quel che hanno. Ma questo è un problema di visibilità, e non c’è solo a Roma. E’ un fatto tutto italiano legato all’assurdità di un mercato discografico che fa ridere, per come distorce e amplifica fenomeni “inutili” e costringe in un angolo i veri talenti.

I brani presenti nel minicd sono molto fluidi e dinamici, di solito come nasce un brano de La Menade?

Non c’è una regola o dei canoni determinati. Solitamente, si parte da un’idea precedentemente maturata da una di noi e si inizia a lavorarci insieme. Il fatto che non ci siamo ruoli predefiniti, per la stesura delle parti o la scrittura dei testi, ci aiuta a fondere insieme le nostre energie e i nostri punti di vista e a creare, ogni volta, qualcosa che neanche noi ci aspettiamo. Per questo motivo, i nostri brani appaiono diversi tra loro, per atmosfere ed influenze. Non ci piace incanalarci in qualcosa di standard. Fa parte del nostro modo “naturale” di comporre e di esprimere quello che abbiamo dentro.
Il fatto che tutte abbiano lo stesso ruolo, determinante, nella composizione di una canzone, e che vi sia una piena libertà di interpretare l’idea di base secondo la propria emotività, ci consente di raggiungere risultati inaspettati ed è il motivo per cui, molte volte, si arriva ad un totale stravolgimento di quello che la canzone era all’inizio!

Anche la produzione non è affatto male, chi se ne è presa la responsabilità?

La produzione è del Red House Recordings, uno studio di registrazione di Senigallia (AN), nelle persone di David Lenci ed Antonio Piazza. Si tratta di veri professionisti, che hanno già in precedenza lavorato con artisti importanti come, tra gli altri, Linea 77 e Subsonica, e con i quali abbiamo potuto lavorare in un ambiente stimolante, cogliendo aspetti importanti del lavoro in studio. Diciamo che è stato un momento formativo per noi, che ha consentito alla band di maturare, oltre che professionalmente, anche e soprattutto musicalmente.

Cambiamo per un momento discorso, il video promozionale è stato girato da un regista conosciuto… come vi siete trovate a collaborare a questi livelli?

Luca Lucini è un ragazzo gentilissimo oltre che un grande professionista. Abbiamo avuto la fortuna di incontrarlo e di girare con lui su un vero set cinematografico ed è stata un’esperienza entusiasmante. La troupe che ci ha seguite è stata di una gentilezza e di una disponibilità inconsuete: tutti, dal primo all’ultimo collaboratore, ci hanno fatte sentire a nostro agio e questo ci ha permesso di superare quella iniziale fase di legittimo imbarazzo che si attraversa quando ti accingi a fare qualcosa che non hai mai fatto prima! Sono convinta che la vera professionalità e il valore di un artista vadano di pari passo con l’umiltà e la modestia, e ritengo che Luca (e tutti gli altri), con i suoi modi gentili, ci abbia insegnato e dato tanto.

Essendo una band composta esclusivamente da donne sarei molto di curioso di avere un parere su delle vostre colleghe che come voi si barcamenano nel musicbiz odierno: - Cristina Scabbia (Lacuna Coil) - Angela Gossow (Arch Enemy) - Sharon Den Adel (Within Temptation) - Otep (Otep)

- Cristina Scabbia (Lacuna Coil): se mi permetti, metterei un attimo da parte Cristina, per dire che i Lacuna Coil sono il tipico esempio di un gruppo italiano, valido, che è stato snobbato in Italia, mentre all’estero sta riscuotendo un grande successo. Mi chiedo perché debba essere necessariamente così. Mi chiedo perché s’insista con questa ottusità (che non è prerogativa esclusiva del mondo musicale!) a causa della quale chi vale qualcosa o ha qualcosa da dire è costretto a fuggire altrove per sopravvivere...mah! Tornando a Cristina Scabbia, posso dirti che trovo che abbia una bella vocalità, molto melodica e sensuale.

- Angela Gossow (Arch Enemy): conosco qualcosa, ma non al punto di permettermi di fornirti un mio giudizio.

- Sharon Den Adel (Within Temptation): un’altra bella voce, aperta, morbida e melodiosa. Trovo che possa essere accomunata a Cristina Scabbia, per il modo in cui si cimenta in linee melodiche molto ariose ed evocative di atmosfere tipicamente gotiche.

- Otep (Otep): mi piace molto. Quel poco che ho sentito mi ha rivelato un uso interessante della voce, molto strisciante e sexy, come piace a me...che fa da contrappunto ad una voce quasi assassina! Vorrei conoscerla meglio per dirti di più...

Il vostro stile svela una spiccata apertura artistica, quali sono i vostri ascolti preferiti?

Ascoltiamo davvero un po’ di tutto, e anche quello che singolarmente non ascoltiamo, lo incameriamo attraverso i gusti musicali delle altre. Il fatto di essere un gruppo formato da quattro menti distinte e forti, comporta influenze tra le più disparate che tutte intervengono, magari inconsciamente, nella stesura dei pezzi. Le nostre preferenze variano, a seconda dei momenti e delle esigenze...Andiamo dai classiconi, Led Zeppelin, Deep Purple, Jethro Tull, Gentle Giant, alle sonorità più moderne di System of a Down, Tool, Mars Volta, passando attraverso Metallica, Pantera, Sepoltura, Aerosmith, Guns n’ Roses, Velvet Revolver, o Radiohead, Nine Inch Nails, senza disdegnare la musica classica (soprattutto Bach, Listz, Chopin...)...e i cantautori italiani, tra tutti De Andrè...continuo???

L’ultimo disco comprato o scaricato?

Personalmente, un bootleg di Frank Zappa. So’ che Tanya si sta dando all’elettronica più assurda, Cristina sta rastrellando la discografia di Pastorius e Lucia si è fissata con il prog. Anni ’70.

Bene, siamo alla conclusione… quali sono i progetti futuri? A voi la conclusione e grazie per la disponibilità!

Il primo obiettivo è la promozione del Cd, attraverso quanti più concerti sarà possibile, interviste radiofoniche e quanto altro. Poi, speriamo di rinchiuderci, a breve, in studio per progettare un full lenght nel quale inserire le nostre ultime creature che non aspettano altro...
Poi, chissà, staremo a vedere!
Un bacio menadeo a tutti voi e grazie per l’ospitalità. Ciao!

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Intervista di BurdeN Articolo letto 1524 volte.

 


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