Intervista: Wait Hell in Pain

Cover Con la pubblicazione di Wrong Desire, i Wait Hell in Pain hanno affrontato un tema molto importante. Noi di Metalwave abbiamo voluto fare due chiacchiere con Kate e company per parlare di questo, soprattutto in vista della giornata mondiale contro la violenza sulle donne (25 novembre), ma anche della band e della loro musica.

 

Come è nata la band? Raccontate un pò di voi ai nostri lettori.

Salve a tutti i lettori di Metalwave! I Wait Hell in Pain sono nati nel 2011 quando il nostro chitarrista Stefano Prejanò e la nostra cantante Kate hanno deciso di formare una band che proponesse un repertorio hard rock / metal. Già nell’ottobre 2012, con la primissima formazione si esibivano sui principali palchi di Roma e provincia.
Negli anni seguenti la line up ha subito diversi cambiamenti fino al raggiungimento della formazione definitiva, ovvero quella attuale, nel 2016 con Stefano Rossi alla batteria (ex Fifth Season e Ushas), Alfonso Pascarella al basso (ex Aurion e Astarte Syriaca) e Marco Novello alle tastiere (ex Fifth Season e Ozzman Cometh). Contemporaneamente il suono della nostra band si è evoluto in un metal più moderno e sperimentale, ricco di numerose contaminazioni e la meravigliosa alchimia che si è creata tra di noi ci ha permesso, in pochi mesi di completare la scrittura del nostro primo album “Wrong Desire”e di registrarlo in pochissimo tempo.

Quali musicisti del passato hanno influenzato la vostra musica? Quali quelli attuali?

Ognuno di noi ha gusti differenti,ad esempio il nostro batterista ama il metal più estremo, Alfonso, il bassista ama molto il prog e così via. La cosa che ci caratterizza è che ognuno di noi porta un po’ del suo bagaglio musicale in fase di composizione, così che i nostri pezzi non si ispirano a delle band in particolare ma hanno molteplici influenze, quindi ascoltando i nostri brani si può trovare un pizzico di gothic, progressive e a volte un pò di industrial. Quindi non ci ispiriamo a delle band in particolare, ma dovendo citarne alcune, ti diremmo sicuramente che amiamo i Delain, Alterbridge, Death, Fear Factory, Nightwish...

Chi scrive i brani? Collaborate insieme oppure è un processo che viene suddiviso?

Siamo una squadra affiatatissima! Generalmente Stefano, il nostro chitarrista arriva in sala con l’idea di qualche riff, poi tutti i musicisti insieme lo arricchiscono con le proprie idee..e molto spesso accade che l’idea iniziale cambi completamente. Quando la parte strumentale è ben strutturata e ci soddisfa, arriva Kate che propone le linee di voce e aggiunge, infine, i testi.
Una cosa che cerchiamo di fare sempre è di non dichiarare subito un brano come ‘pronto’, ma di affinarlo nel tempo finchè alle orecchie di tutti noi risulta ‘vincente’. La maggior parte dei brani del disco sono il risultato di mesi di duro lavoro...questo perchè il nostro obiettivo è di cercare di uscire dai canoni del ‘metal’ pur facendo il possibile per restarci dentro. Ci piace sperimentare sonorità aggressive ma mantenendo i pezzi il più possibile lineari, assimilabili e ascoltabili anche da chi non è affine al genere; Ciò non significa che vogliamo essere commerciali, nè che vogliamo ‘tradire’ i nostri gusti musicali, ma che cerchiamo di fare musica che sia ascoltabile senza pregiudizi da tutti. Dedichiamo inoltre particolare attenzione ai testi, al messaggio dei nostri pezzi. Vogliamo trasmettere emozioni, parlare di argomenti che ci toccano.

Riguardo al nuovo album, il concept tratta un argomento molto complicato e delicato. vogliamo parlarne e spiegare il motivo di questa scelta?

In realtà non è un vero e proprio concept in termini musicali perchè non esistono temi ricorrenti nei brani; tuttavia nei testi il disco racconta una storia, quella di May una donna vittima di violenza, che però riesce a ritrovare se stessa, a reagire . I brani, quindi sono da considerarsi come delle “istantanee” che ritraggono i momenti più importanti del suo viaggio metaforico che la condurrà alla rinascita. La scelta della tematica è stata spontanea: vogliamo che la nostra musica trasmetta messaggi, oltre che sensazioni. Crediamo che attraverso la nostra musica, possiamo dare anche noi il nostro contributo per sensibilizzare le persone su questo argomento che, sempre troppo spesso viene preso spesso sottogamba o considerato quando ormai è troppo tardi..La storia, seppure inventata, poggia le sue basi su fatti che accadono, purtroppo, tutti i giorni, episodi di violenza che spesso non è soltanto fisica ma molte volte anche psicologica. Mobbing, stalking, pregiudizi e discriminazioni. La nostra May, con tutte le sue forze riesce a reagire ed a riprendersi la propria vita e noi ci auguriamo che le donne vittime di violenza, abbiano il coraggio di fare lo stesso.

Come sono, fino ad ora, i riscontri per il vostro nuovo lavoro?

Siamo molto soddisfatti, stiamo ricevendo ogni giorno feedback positivi da parte di moltissima gente, e anche diverse recensioni a dir poco positive.

Wrong Desire affronta anche differenti stati emotivi: rabbia, tristezza, solitudine, desiderio di vendetta. Come avete fatto a descrivere i sentimenti della protagonista (May) con simile empatia?

Come accennavamo prima, i testi sono stati scritti da Kate, quindi chi meglio di una donna può descrivere tali sentimenti e situazioni? :)

In Lost in Silence si raggiunge l'apice della vendetta di May ("Look May there's blood in your hands...") che, successivamente viene metabolizzato nelle songs Rain of May e The Confession. Nessun pentimento, solo voglia di essere libera dal tormento ed essere compresa per il suo gesto. Vi va di analizzare questo percorso con noi?

May ha sopportato per lungo tempo vessazioni fisiche e psicologiche, è in preda all’angoscia ed allo sconforto. Teme di impazzire ed arriva a pensare che uccidere il suo aguzzino sia l’unico modo per salvarsi, ma potrà mai il suo sangue cancellare o riparare il passato? L’unica soluzione è trovare dentro di sè il coraggio di reagire, di far sentire la sua voce ed allontanarsi da colui che l’ha costretta a nascondersi dietro una maschera di umiliazione e rassegnazione. Questo processo di rinascita porta ovviamente disorientamento e dolore.. rabbia e desiderio di vendetta si mescolano a sofferenza, smarrimento e rimpianto. Ma May riesce infine a spiccare il volo, come un’aquila sopra le nubi del suo dolore. D’ora in poi le ferite degli abusi subiti che porta nel suo corpo e nella sua anima saranno solo dei segni che le ricorderanno la sua rinascita.

Uno dei brani che ho apprezzato maggiormente è Castaway proprio per la sua ricchezza compositiva, oltre che per la preziosa collaborazione di Giorgio Lorito. A questo proposito, ci sono altri musicisti che vi hanno supportato in questo progetto.

Da un po’ di tempo va di moda l’avere “ospiti” di rilievo nella registrazione del disco, più per catalizzare l’attenzione degli ascoltatori che per una reale amicizia o un effettivo incremento qualitativo del disco.
Noi abbiamo scelto di usare solo farina del nostro sacco, avvalendoci della collaborazione di amici per dare un reale valore aggiunto al prodotto.
Giorgio e’ un caro amico oltre che uno dei migliori vocalist nell’underground italiano. Ci ha supportato nella scrittura delle armonizzazioni delle voci in background.
L’altra importante collaborazione è stata quella con Cecilia Iacomini che ha suonato gli archi in “Rain of May”..

Il video di Lost in Silence, song di cui parlavamo sopra, riassume il concept in maniera disarmante: l'angoscia, il non essere ascoltati, il non riuscire più a esprimere la propria paura e, infine, la ribellione a tutto questo. Un singolo potente e diretto, anche grazie alla voce grintosa di Kate, che viene valorizzato da immagini altrettanto suggestive.

Il video è stato frutto di mesi di lavoro, proprio perchè il nostro obiettivo era quello di riassumere nel modo più efficace possibile la tematica trattata nell’album. Ci siamo affidati a Mastema Agency e Simone Serafini, ottimo regista e videomaker, che ha saputo consigliarci nel modo migliore possibile. Cogliamo l’occasione anche per ringraziare tutti gli attori ma soprattutto le comparse che hanno aderito con entusiasmo al nostro progetto ed hanno recitato in modo impeccabile pur non essendo delle professioniste proprio perchè riconoscevano l’importanza di trattare questa tematica .

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Intervista di Reira Articolo letto 258 volte.

 


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