Owls Over Oaks «O.O.O.» (2026)

Owls Over Oaks «O.o.o.» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Wolverine »

 

Recensione Pubblicata il:
01.11.2026

 

Visualizzazioni:
118

 

Band:
Owls Over Oaks
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Titolo:
O.O.O.

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
- Valerio Possetto :: bass;
- Elisa Iacopini :: vocals;
- Roberto Ripollino :: drum;

 

Genere:
Extreme Drone Doom

 

Durata:
40' 3"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
27.02.2026

 

Etichetta:
Argonauta Records
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
Grand Sounds PR
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Recensione

Il progetto piemontese dei Owls Over Oaks i cui albori risalgono al 2022, nasce per iniziativa di Valerio ‘Leynir’ Possetto, ex bassista degli Enisum, con la collaborazione della cantante Elisa ‘Aeretica’ Iacopini, in passato con gli Amethista, e del batterista di Nihil Locus e Nerocapra, Roberto ‘Bob Rip’ Ripollino. A ciò si aggiunge la collaborazione con l’etichetta Argonauta Records, nota per la distribuzione di dischi dalle sonorità diciamo non alla portata di molti e più particolareggiate. Il debutto di questa band, il cui titolo prende spunto dal nome “O.O.O.” e composta proprio di tre tracce, pari al numero dei membri della band, ha la caratteristica di durare circa quaranta minuti miscelando lo stillicidio dei suoni a quello delle singole parole, il tutto senza l’utilizzo di chitarre. Il genere di cui si occupa questa band è in sostanza un drone doom metal melmoso e lavico unificato ad altrettante atmosfere rituali. Ordunque, un disco formato da suoni, batteria, da una doppia linea di basso, entrambe eseguite da Leynir, che creano una base sonora massiccia e soffocante, e ad una voce che porta a realizzare un viaggio oscuro attraverso gli angoli più bui della mente con una modalità ossessiva e ristagnante che lascia pochi spazi ad immaginazioni floree o a spazi di luce. Il disco, peraltro distribuito solamente su piattaforme digitali apre con “Owls” e “Over”, due tracce per circa dieci minuti di ascolto melmoso e lento ai limiti della tolleranza data la ripetuta similitudine di sonorità e la voce delirante che fa tutto il resto; la terza tracce, “Oaks”, diciassette minuti di ascolto, dà l’impressione di mutare contesto volgendo a lidi più noise industrial sempre avvolta da una intensità magnetica anche per la sepolcrale quanto delirante voce che condiziona il tutto e che riesce ad affascinare non poco l’ascoltatore. L’effetto è dunque particolare dato anche dalla registrazione disposta in maniera analogica al punto da rendere viscerale e quasi indecente il tutto sia per il delirio incessante, per le basse frequenze e per l’immancabile ipnotismo; il tutto naturalmente privo di qualunque melodia o approccio ad un qualcosa che possa portare, seppur per qualche istante, ad una minimale ventata d’aria. In conclusione, è proprio questa l’originalità che ricade in questo lavoro: l’inesistenza di espressività e il condizionamento incessante a repentini suoni e deliranti voci. Il platter è per la sua particolarità destinato a pochi, soprattutto a coloro che amano sonorità opprimenti e oscure ma che resteranno in ogni caso soddisfatti pienamente dai suoi contenuti.

Track by Track
  1. Owls 75
  2. Over 75
  3. Oaks 80
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 75
  • Qualità Artwork: 80
  • Originalità: 85
  • Tecnica: 85
Giudizio Finale
80

 

Recensione di Wolverine » pubblicata il 01.11.2026. Articolo letto 118 volte.

 

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