Chris Horses & The Slow Smoke «Nowhere Bound» (2026)
Recensione
Chris Horses è un fuoriclasse. Punto. La recensione potrebbe finire qui. Ma, per onor di cronaca, devo dare una giustificazione alla mia affermazione e trasformarla nella recensione del suo disco di debutto. Siamo davanti a un ragazzo talentuoso che ha assimilato il suono e l’estetica Southern in un modo incredibile. Persino la voce e la pronuncia sono talmente perfette da sembrare quelle di un ragazzone del Kentucky che ha assorbito e interiorizzato l’anima della tradizione americana, sapendo contaminare la sua proposta con le più diverse influenze: dal rock-blues all’alternative, fino al puro country-rock e southern-rock. La malinconica opener Slosmo è una power ballad lenta che mescola con sapienza venature alternative e country; vi si respira sia l’aria del dark country sia quella del grunge più doloroso e riflessivo di Seattle. L’assolo di chitarra con il delay, che si muove tra spazi dilatati, è una pura delizia per i timpani. White Flag è il primo singolo di grande impatto. Si tratta di un’altra power ballad espressiva e malinconica, ma allo stesso tempo ritmata e grintosa in 4/4, sulla scia dei Creedence più intensi e disillusi. Sul riffing finale che chiude il brano si respira un'aria di twin guitars alla Eagles. Si torna al puro country-rock con la piacevole Rocks On The Street che, con le sue melodie spensierate, profuma di pomeriggi a cavallo nel ranch di famiglia. Un brano intimista, dolce e leggero. If I Broke Your Heart è invece puro southern-rock di stampo classico nel solco della tradizione dei Lynyrd Skynyrd, con una sezione ritmica potente e ottimi assoli di chitarra. A seguire troviamo un altro brano up-tempo divertente, Cheeserolling, che ruota attorno al riff di banjo del bravo Gianluca Zanibellato. Anche la successiva The Party’s Gone sa divertire e incuriosire grazie al contributo di Daniela Boem alla voce, il cui duetto si replica anche in Shine Or Rain, un brano spensierato tipicamente country. Si torna ad atmosfere più rock e southern con Feel It Coming, che propone un’ottima prestazione del nostro in compagnia di Ellen River, una voce delicata che sa emozionare. Un altro duetto decisamente convincente. Si chiude in bellezza con la blueseggiante e amara ballad Goddamn Love Song, un brano di spessore in cui si respira un riff alla Gary Moore che accompagna un tempo lento e riflessivo. Nel bel mezzo spicca un sentito assolo di chitarra, come è giusto che sia per un pezzo così. Nel complesso, Nowhere Bound è un disco di caratura internazionale con una produzione estremamente curata, ottime composizioni e un gran sound. Un prodotto artistico di alto livello che può lanciare e consolidare una band e un artista di grande talento. Nati forse per sbaglio in Italia, Chris e i suoi si portano Nashville nel cuore. Brilla, Chris. Brilla.
Track by Track
- SLOSMO 90
- White Flag 90
- Rocks On The Street 80
- If I Broke Your Heart 80
- Cheeserolling 80
- The Party’s Gone 90
- Shine Or Rain 85
- Feel It Coming 80
- Goddamn Love Song 90
Giudizio Confezione
- Qualità Audio: 95
- Qualità Artwork: 90
- Originalità: 90
- Tecnica: 90
Giudizio Finale
87Recensione di Owen » pubblicata il 31.10.2026. Articolo letto 64 volte.
Articoli Correlati
News
- 10 Apr. 2026 CHRIS HORSES & THE SLOW SMOKE: il primo singolo ''White Flag''»
- 28 Set. 2024 JUMPSCARE: online il nuovo singolo ''Rise and Fall''»
- 21 Gen. 2022 THUNDER RISING: in uscita il nuovo album ''Back to the Time of Rock''»
- 10 Lug. 2021 JUMPSCARE: annunciato il Summer Contest»
- 22 Mag. 2021 JUMPSCARE: omaggio al poeta Dante Alighieri con il brano ''Seventh Circle''»
Recensioni
- Spiacenti! Non sono disponibili Recensioni correlate.
Interviste
- Spiacenti! Non sono disponibili Interviste correlate.
Live Reports
- Spiacenti! Non sono disponibili Live Reports correlati.
Concerti
- Spiacenti! Non sono disponibili concerti correlati.




