Tenebro «Una Lama D’Argento» (2025)

Tenebro «Una Lama D’argento» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Wolverine »

 

Recensione Pubblicata il:
31.10.2026

 

Visualizzazioni:
39

 

Band:
Tenebro
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Titolo:
Una Lama D’Argento

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
- IL BECCHINO :: Vocals, Guitars;
- IL BECCAMORTO :: Bass, Guitars, Drum programming

 

Genere:
Death Metal

 

Durata:
37' 10"

 

Formato:
Vinile 12"

 

Data di Uscita:
12.12.2025

 

Etichetta:
Time To Kill Records
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
Anubi Press
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Recensione

Il duo dei Tenebro, continua il proprio percorso discografico rilasciando questa volta “Una Lama D’Argento”, disco ispirato a Dario Argento maestro nostrano dell’horror anni ’70-’80, attraverso il proprio più che collaudato death metal. Le Undici tracce proposte, rappresentano episodi di un incubo, in cui scene tipiche dei suoi dei suoi film divengono riff taglienti, vocals gutturali, batteria implacabile con atmosfere di violenza pura e tensione soffocante. L’intero album rappresenta in sostanza un omaggio fedele al maestro dell’incubo reale interpretato oggi in chiave metal. La band, a differenza del passato, sembra oggi dare maggiore spazio alle linee melodiche capaci di rendere piuttosto originali i contenuti dei brani rispetto agli esordi. Da ciò ne consegue che un death metal assai grezzo e acerbo si alterna ad un riffing meno teso forse propri per dare maggiore spazio alla vena misteriosa a cui si ispirano i contenuti del disco elogiando l’amato regista. “Inferno” e “L’Angelo Caduto Tra Le Luci Del Teatro”, entrambi tracce dirette e sempre grezze, offrono i primi spunti dell’attitudine melodica che offre la band; l’ascolto procede con “Impiccata” e “Sangue Sui Muri”, dove ad avere maggiore spazio sono i riff che però forse paiono essere un po’ troppo simili che peccano di fantasia; anche le tracce successive, purtroppo risultano similari al punto da rendere sin troppo, ripetitivi i momenti più atmosferici del disco. A conclusione, il disco, pur avendo avuto una buona ispirazione, purtroppo risulta ristagnare un po’ in quella che è la vena creativa proprio per quell’attitudine a fossilizzarsi su canoni death metal sin troppo legati agli esordi; l’idea dell’omaggiare il grande regista italiano, come accennato, è assai accattivante, ma purtroppo, se cerchiamo vene di mistero o ambientazioni che in qualche modo possano far rievocare appieno lo spirito dei film dell’epoca, oltretutto rivisti in una chiave-scenario death horror, siamo fuori strada.

Track by Track
  1. Inferno 60
  2. L’angelo Caduto Tra Le Luci Del Teatro 60
  3. Impiccata 65
  4. Sangue Sui Muri 65
  5. Lo Specchio… Omicida 60
  6. Il Corpo Come Spartito 60
  7. Piume Rosse 65
  8. Appare la Bambola, Poi La Lama 60
  9. Larve Affamate 60
  10. Nel Sonno Della Veggente 65
  11. Jennifer 60
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 65
  • Qualità Artwork: 70
  • Originalità: 65
  • Tecnica: 65
Giudizio Finale
63

 

Recensione di Wolverine » pubblicata il 31.10.2026. Articolo letto 39 volte.

 

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