Ego Divided «The Abyss» (2026)

Ego Divided «The Abyss» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Avenoise »

 

Recensione Pubblicata il:
28.10.2026

 

Visualizzazioni:
117

 

Band:
Ego Divided
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Titolo:
The Abyss

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Manfredi Mansueto-Batteria
Mauro Tagliavia-Voce
Ermanno Siino-Chitarra
Alessio Lopes-Basso
Massimo Masi-Chitarra

 

Genere:
Melodic Death Metal

 

Durata:
41' 38"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
16.10.2026

 

Etichetta:
Sorry Mom!
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
Misty Gravestone
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Recensione

The Abyss, secondo album dei palermitani “Ego Divided”, dà vita a un grezzo melodic death metal con un retrogusto di death più classico anni '90. Registrato e mixato presso il Rock Zone Studio di Palermo, l'album ci offre un lavoro complesso, non per tutte le orecchie, con nove pezzi ben strutturati e un obiettivo ben chiaro: entrare nella psiche umana e disturbarla. Nel bene o nel male, sarà il singolo ascoltatore a giudicare il risultato.
I brani sono decisamente impegnativi e con un certo spessore; si passa dalle ossessioni interiori alla paranoia, alla critica sulla cecità mediatica, fino alle guerre attuali, con un parallelismo sulla tragedia storica di Geronimo.
L'abisso ci viene sbattuto in faccia con un lavoro deciso e violento, creando instabilità emotiva, ma direi soprattutto per alcune scelte artistiche discutibili, più che per i testi.
Per la complessità dei testi e per gli argomenti trattati, tanto di cappello: dall'infinita illusione cosmica al vuoto lasciato dall'ossessione per la ricerca del senso della vita in “R.U.S.T.”, per poi introdurci, con “Empty Ego”, in un inno introspettivo che ci esorta a risvegliare la nostra coscienza e a combattere contro le illusioni che il mondo esterno quotidianamente ci propina. “Reflection”, invece, ci invita a godere della vera bellezza della semplicità e di tutto quello che il tempo lascia indelebile.
La malinconia e le insicurezze sono una conseguenza di paranoie intrinseche in ognuno di noi, causate dal vittimismo e dalla finta superiorità, che creano illusioni difensive contro la paura dei pregiudizi in “Coward's Mask”.
Con “Infernal Blood Sucker” si mette in luce una presenza mostruosa e parassita che si nutre di sangue e conoscenza attraverso i secoli, giustificando ogni tipo di conflitto, oscurando la realtà attraverso le bugie.
Una lezione di vita, invece, la troviamo in “Totally Blind”, un brano che non è altro che un invito a ragionare con la propria testa e a non farsi abbindolare dalla miriade di false realtà che ci rendono ciechi dinanzi a tutto ciò che ci viene presentato in modo ingannevole.
Un brano violento e cupo in cui ci si inoltra nella psiche umana e si trovano odio viscerale e misantropia nella morbosa ricerca dell'estasi, un brano emotivamente instabile in cui la rabbia la fa da padrona, con il bisogno di solitudine e un desiderio di controllo totale e di distruzione. Tutto questo lo troviamo in “Fury of Hatred”.
Storia e guerra in “Lake of Blood” con Geronimo: il brano ci porta al massacro di Kaskieyen del 1858, tracciando una cruda realtà che trova un parallelismo con i conflitti dei giorni nostri. Tradimenti e oscenità di ogni tipo riportano nel presente il più meschino dei pretesti per giustificare una guerra, come accusare un popolo nemico solo per giustificare l'uccisione di innocenti e l'espropriazione dei loro territori.
Ho voluto incentrare questa mia recensione sui testi, trovandoli interessanti e originali, con una varietà incredibile di argomenti, tutti ben strutturati. Purtroppo l'album non mi ha entusiasmato musicalmente, avendo riscontrato una scarsa qualità nella produzione; d'altro canto, ho colto la qualità nella composizione e nella ricerca di originalità. Sonorità ricercate, sì, ma non sempre azzeccate per la complessità dei testi proposti.
Mi inchino alla bravura di ogni singolo musicista e alle capacità vocali, espresse attraverso uno stile prettamente growl, con una nota separata al bassista (Alessio Lopes): mi ha entusiasmato in ogni singolo brano.
Al netto di tutto, l'album “The Abyss” mi ha colpito positivamente, anche per alcune sonorità che richiamano il buon vecchio death di inizio anni '90.

Track by Track
  1. R.U.S.T 70
  2. Empty Ego 70
  3. Reflections 65
  4. Coward's Mask 65
  5. Infernal Blood Sucker 65
  6. Totally Blind 70
  7. Fury of Hatred 75
  8. Lake of Blood 70
  9. From the Abyss 75
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 60
  • Qualità Artwork: 60
  • Originalità: 95
  • Tecnica: 85
Giudizio Finale
71

 

Recensione di Avenoise » pubblicata il 28.10.2026. Articolo letto 117 volte.

 

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