Abeyance «Introspective Crusades» (2025)

Abeyance «Introspective Crusades» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Bata »

 

Recensione Pubblicata il:
27.10.2026

 

Visualizzazioni:
56

 

Band:
Abeyance
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Titolo:
Introspective Crusades

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Gianluca Fraschini, guitar (lead)
Jacopo Marinello, vocals
Giacomo Boffi, Drums
Gioele Onida, Bass (fretless), upright bass
Claudio Evangelista, guitars (rhythm)

 

Genere:
Melodic Death Metal

 

Durata:
40' 0"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
20.10.2025

 

Etichetta:
Autoproduzione

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Esordio sulla lunga distanza per i lombardi ABEYANCE che arriva dopo un ep (e due singoli) e li porta a virare su sonorità di death melodico vecchia scuola; intendo quella svedese (At The Gates, ok?), quando esplose il fenomeno melodic death.
Ben riuscito il lavoro delle due asce e del vocalist Jacopo mentre qualche dubbio, ma parere personale mio, me l’ha lasciato il suono della batteria. Particolare e azzeccato l’uso del contrabbasso in certi passaggi.
Parlando dei singoli brani, direi che in brani come Burning in flames of self (pezzo forse da prendere come manifesto sonoro del gruppo, dove ritornano a galla anche le influenze black ben presenti nel loro ep di esordio), Orchards of slumber (dove il mix sonoro crea un’atmosfera davvero gelida, se mi passate il termine; rimandando ai Dark Tranquillity) oppure Comforting illusions dove la melodia cresce su passaggi molti stratificati, arrivando a toccare punti quasi crepuscolari. Particolari davvero, soprattutto quando rabbia, ferocia e malinconia sembrano trovare un equilibrio. In altri pezzi invece la linea sonora è più … lineare.. se mi passate il termine…i pezzi sono più diretti, colpiscono in pieno senza troppi orpelli. Sentite al riguardo Abeyance, dove le urla di Jacopo rendono il tutto ancora più feroce.
Doveroso scrivere del pezzo di apertura, Atonement, manifesto sonoro del death metal melodico (si, quello dei primordi, quello svedese). Altro pezzo di chiara marca old school (e non è un difetto per me, anzi) è Unending crusade. Molto particolare l’uso o meglio lo scambio fra chitarre e basso con spruzzate di acustico in brani come Comforting Illusions e Fractal Glades of Grief, facendo emergere spunti quasi viking metal.
Arrivato alla fine che dire, a me il lavoro è piaciuto tenendo anche conto che era l’esordio sulla lunga distanza; un bel death melodico e sporco che fa sempre bene! Un tuffo nelle origini mixato sapientemente coi tempi correnti.
Complimenti ancora.

Track by Track
  1. Atonement 70
  2. Orchards of Slumber 85
  3. This Strife of Mine 75
  4. Abeyance 80
  5. Comforting Illusions 70
  6. The Unending Crusade 70
  7. Knots of Sand, Winters of Fire 75
  8. Fractal Glades of Grief 75
  9. Innerdread 70
  10. Burning in the Flames of Self 80
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 85
  • Qualità Artwork: 80
  • Originalità: 75
  • Tecnica: 85
Giudizio Finale
76

 

Recensione di Bata » pubblicata il 27.10.2026. Articolo letto 56 volte.

 

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