Spleen Flipper «Through the Ashes of Mankind» (2025)

Spleen Flipper «Through The Ashes Of Mankind» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Wolverine »

 

Recensione Pubblicata il:
27.10.2026

 

Visualizzazioni:
19

 

Band:
Spleen Flipper
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Titolo:
Through the Ashes of Mankind

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
- Nicolò Legramandi :: Basso;
- Marco Carli :: Batteria;
- Matteo Cattaneo :: Chitarra;
- Luca Cattaneo :: Chitarra;
- Topper :: Voce;

 

Genere:
Death / Black / Grindcore

 

Durata:
34' 7"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
19.11.2025

 

Etichetta:
Autoproduzione

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Giunti al quarto disco della propria carriera con il nuovo “Betrayal And Martyrdom”, gli Spleen Flipper, band death metal nostrana con influenze che vanno dal thrash, al grindcore sino al black metal, rilascia, per appena mezz’ora di ascolto, undici nuove tracce personalizzate, dinamiche e compatte come più non si può. La band, non priva anche di richiami al death old school, si cimenta in riff spaccaossa e accelerazioni veloci ricche di stop’n’go di notevole impatto all’interno del quale non manda in ogni caso una certa e singolare maturazione compositiva di questa band emersa sempre più tra un album e l’altro. Rispetto al passato si assiste anche a soluzioni dal sapore più personale come nel caso di “The Cold” traccia improntata su un thrash/death dove plausi vanno all’intenso quanto eccelso lavoro dietro le pelli; è poi la volta di “Endless Pain” dove pare udire un contesto più melodic core anche se il thrash è lo stile che prevale; che dire poi di “Time has Come” brano che contiene tra riff e l’ottimo growl un’impronta Death Melodic Core addirittura che passaggi più melodici. Non male inoltre “Can You Call This Life?” e “Burden”, tracce abbastanza simili nei contenuti dopo vi è poca attitudine al personale. Anche “Throat Cut” in definitiva, si rivela come brano aggressivo dall’inizio alla fine colmo di odio e astio. A chiudere il platter ci pensa “Let It Flow”, traccia che parte da un arpeggio per poi crescere tra riff, grow con andature veloci e precise tali da denotare una chiusura di enorme livello. Il disco si rileva un egregio prodotto dai contenuti forti e potenti che identificano gli Spleen Flipper come una band che se vuole può essere travolgente, brutale e adorabile in un solo colpo.

Track by Track
  1. Restless S.V.
  2. Betrayal and Martyrdom 70
  3. The cold 75
  4. Endless pain 75
  5. Time has come 70
  6. Can you call this life? 70
  7. Echoes of a dying world 75
  8. Burden 70
  9. Black drape 65
  10. Throat cut 65
  11. Let it flow 80
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 75
  • Qualità Artwork: 75
  • Originalità: 70
  • Tecnica: 75
Giudizio Finale
72

 

Recensione di Wolverine » pubblicata il 27.10.2026. Articolo letto 19 volte.

 

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