Pentakolo «Exiled To Infinite Gloom» (2025)
Recensione
Se state cercando un disco thrash death metal con l’impronta anni ’90 e con qualche influenza hardcore ecco a voi il debutto dei Pentakolo dal titolo “Exiled to Infinite Gloom”, dieci tracce dal potenziale energico grezzo ed efficace dall’inizio alla fine. In sostanza si tratta della formazione di una band che, con ogni probabilità, avrebbe potuto figurare discretamente nella prima metà degli anni novanta, quando dalle radici dell’heavy metal scaturivano i primi vagiti del death e del thrash; formatasi in ogni caso nel 2021, ha pubblicato un Ep e il debutto oggi in disamina prendendo ispirazione da band quali Obituary, Kreator, Celtic Frost e Slayer offrendo un risultato che, pur non essendo eccelso, riesce a soddisfare e divertire. I nostri si mostrano comunque in grado di rielaborare la lezione appresa dai grandi in maniera efficace, senza troppi fronzoli e senza voli pindarici che, data l'estrazione di base, non porterebbero molto lontano. La musica dei Pentakolo è infatti poggiata su una solida base thrash, che arriva spesso a ridosso del death ed a tratti anche dall’hardcore, ma non valica mai questi confini nonostante la voce risulti piuttosto bassa nella proposta. Forte di una produzione di livello e riff non complessi, i Pentakolo offrono una sorta di ventaglio riconducibile alla scena underground anni ’90 con una batteria che difficilmente diventa aggressiva o veloce ma procede lentamente in maniera efficiente e, naturalmente, offre la possibilità di apprezzarne sino in fondo i contenuti realizzati. Le tracce, che in definitiva lasciano girare il disco per un mezz’ora circa di ascolto, sono di breve durata ma intense ne sono una prova l’opener “Opened Gates” e la successiva “Enter The Darkness”, quest’ultima forte di mid tempo e accelerate di batteria non troppo intense; da ricordare anche “Oblivius The Void”, brano caratterizzato da colpi grezzi quasi a ricordarci i primissimi Kreator ma con riff e ritmica sempre efficace; “ Demon’s Blade” risulta invece compatta e diretta come un destro così come le tracce successive sino alla conclusiva “Medievil Fantasies” che si rileva un po’ come le sue precedenti anche se con qualche elemento appena diversificato. Un lavoro che non inventa nulla ma che semplicemente funziona nella sua diretta semplicità, nel suo non voler strafare, nel non voler esagerare; anche se non c’è molta fantasia nelle tracce, in definitiva, quindi, può soddisfare almeno chi è in cerca di qualcosa di affidabile in questo settore.
Track by Track
- Opened Gates 60
- Enter The Darkness 65
- Black Knight 65
- Oblivious To The Void 65
- Eternal 65
- Demon's Blade 60
- Sorcerer Of Black Magik 65
- Waiting For The End... Burial At The Sea 60
- Apocalyptic Visions 65
- Medievil Fantasies 60
Giudizio Confezione
- Qualità Audio: 65
- Qualità Artwork: 65
- Originalità: 60
- Tecnica: 60
Giudizio Finale
63Recensione di Wolverine » pubblicata il 25.10.2026. Articolo letto 43 volte.
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