Egocide «Mortichnia» (2025)

Egocide «Mortichnia» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Bata »

 

Recensione Pubblicata il:
25.09.2026

 

Visualizzazioni:
11

 

Band:
Egocide
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Titolo:
Mortichnia

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Erik – voce
Gab – chitarra
Mazza – chitarra
Andry – basso
Rob – batteria

 

Genere:
Death Metal

 

Durata:
30' 24"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
19.09.2025

 

Etichetta:
Dusktone
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Eccoci arrivati al secondo lavoro degli Egocide, band bresciana attiva dal 2017 con il loro mix (direi ben riuscito) di hardcore/punk bello violento e spruzzate death/thrash trasformando il tutto in un bel pugno nello stomaco.
Interessante il tentativo su alcuni pezzi di cantare in italiano spostando decisamente le lancette verso il tanto caro italico hardocre/punk, quello più legato al grindcore (Cripple Bastards per interderci) e come esempio vi propongo Nero riflesso e Tensione superficiale. Invece più vicino al crossover col thrash più violento Not thanks to you; un pezzo travolgente, potente; dove appunto mi immagino scatenarsi il mosh pit durante i loro concerti.
Però come dicevo su poi arrivano queste chitarre in pieno thrash bay area (sarà perché forse son cresciuto con quei suoni ma a me piacciono un sacco); dicevo all’inizio anche death metal; ecco anche qua per tentare di spiegarmi, mi son venuti in mente i Solstice. Un death metal tirato ed assassino! Provate ad ascoltare Behead the man of god. Non certo da meno il pezzo d’apertura Afterborn Inhuman Abortion dove emerge la tecnica della band; un pezzo di puro odio!
Si torna su canoni thrash/death con The leading path, altro pezzo spacca ossa e non solo visto che si spinge quasi su territori tanto cari al technical/progressive death metal.
Bella tosta anche Intrusive thoughts mentre a chiudere il tutto arriva una ghost track che non è altro che una serie di apprezzamenti (adir coloriti è poco) su Cristina D’Avena.
A me il lavoro non dispiace, anzi; ma forse una scelta sul binario sonoro da intraprendere dovrebbero farlo; di certo salta all’occhio l’accoppiata basso/batteria che svolgono un lavoro egregio. Non da me la voce malata e velenosa di Erik che si destreggia alla grande fra inglese e lingua madre.
Ma c’è tempo e spero di risentirli preso.

Track by Track
  1. Afterborn Inhuman Abortion 70
  2. Not Thanks To You 70
  3. Behead The Man Of God 65
  4. Nero Riflesso 75
  5. Tensione Superficiale 75
  6. The Leading Path 70
  7. Intrusive Thoughts 70
  8. Ghost Track 60
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 85
  • Qualità Artwork: 85
  • Originalità: 70
  • Tecnica: 85
Giudizio Finale
73

 

Recensione di Bata » pubblicata il 25.09.2026. Articolo letto 11 volte.

 

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