Withered Land «Hall Of The Dead» (2025)

Withered Land «Hall Of The Dead» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Wolverine »

 

Recensione Pubblicata il:
24.09.2026

 

Visualizzazioni:
61

 

Band:
Withered Land
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Titolo:
Hall Of The Dead

 

Nazione:
Bielorussia

 

Formazione:
- Olga Kann :: all music, lyrics, vocals, bass, kantele, bass tagelharpa, arts;

Guest musicians:
- Koliopanos Filippos :: (Ocean of Grief, ex-On Thorns I Lay): mixing, mastering, guitars;

 

Genere:
Symphonic Black Metal

 

Durata:
0' 0"

 

Formato:
Vinile 12"

 

Data di Uscita:
19.09.2025

 

Etichetta:
Broken Bones Records & Promotion
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
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Recensione

Per gli appassionati di black metal sinfonico, merita la seconda uscita del progetto solista chiamato Whitered Land ad opera della cantautrice e strumentista bielorussa Olga Kann, oggi coadiuvata per la stesura delle sette tracce di questo nuovo “Hall Of The Dead” nella partitura delle chitarre da Koliopanos Filippos. L’oggetto del progetto, dal sapore macabro e demoniaco, narra le vicende di viaggiatori morti assiderati nelle foreste, divorati da predatori, uccisi da vampiri, caduti dopo incontri con negromanti o atronach, oppure smarritisi in labirinti pullulanti di draugr e scheletri, insomma tutti gli ingredienti giusti per rendere ancor più cupo e nefasto il suo contenuto. Parlando quindi delle sette tracce, due delle quali strumentali, l’autrice rievoca tutto il male attraverso voci estreme e rabbiose, affiancate in una delle composizioni da parti vocali pulite e melodiche. La musica, stilisticamente vicina al black metal atmosferico e sinfonico, presenta anche influenze di dungeon synth di stampo cinematografico, viking pagan metal ed elementi folk etnici. Alcuni brani vedono anche l'impiego della tagelharpa (un basso ad arco scandinavo) e del kantele (strumento folk careliano-finlandese); ciò che ne viene in sostanza fuori è un contesto che difficilmente resta inosservato proprio per la profondità e il male che emerge nota dopo nota grazie al particolare sound dove riff melodie e l’impiego degli strumenti sopra detti rendono infernale il clima dove viene proiettato l’ascoltatore. Particolari risultano i due brani strumentali “In the Restless Depths of Ustengrav”, “Draugrs of the Dead Men’s Respite”, che alimentano ancora di più quel particolare clima che un vero appassionato del genere riesce a percepire dall’inizio alla fine dell’ascolto anche grazie a ritornelli e quant’ altro le restanti tracce offrono. L’autrice in maniera molto diretta non abbandona mai il clima nefasto e sepolcrale del black metal per mutare direzioni o volgere addirittura in contesti che in qualche modo possano avvicinarsi al dark gothic. In conclusione, il disco in disamina è un lavoro che, seppur composto nel suo insieme da cinque tracce effettive e cantate cariche di pathos e messaggi subliminali, oltre che di altre due strumentali capaci di ingenerare un clima molto esoterico e pur sempre tetro, il tutto è un’opera avvolgente che piace e trascina negli inferi.

Track by Track
  1. Through the Winterhold's Blizzard 80
  2. Dark Pale Winter 80
  3. In the Restless Depths of Ustengrav 85
  4. Revenge of the Fallen 80
  5. All Dead, All Rotten 80
  6. Draugrs of the Dead Men's Respite 85
  7. Hall Of The Dead 80
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 75
  • Qualità Artwork: 80
  • Originalità: 80
  • Tecnica: 80
Giudizio Finale
81

 

Recensione di Wolverine » pubblicata il 24.09.2026. Articolo letto 61 volte.

 

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