Jester Majesty «Infinite Measure, Finite Existence» (2025)

Jester Majesty «Infinite Measure, Finite Existence» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Wolverine »

 

Recensione Pubblicata il:
20.09.2026

 

Visualizzazioni:
114

 

Band:
Jester Majesty
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Titolo:
Infinite Measure, Finite Existence

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
- Alessandro Gargivolo - Sound Design, Pre-Production, Guitar, Bass, Vocal;
- Erymanthon Seth :: Lead Guitar (Tracks 2,3,4,8,9), Keyboard;

 

Genere:
Prog / Thrash / Death

 

Durata:
38' 5"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
04.12.2025

 

Etichetta:
Xtreem Music
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
Imperative PR
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Recensione

Il debutto discografico dei Jester Majesty, one man band torinese, prende corpo a seguito dell’uscita di un Ep datato 2024 che aveva, a proprio modo, dato l’idea di cosa fosse questa band sotto il profilo compositivo. Ed ecco quindi la conferma con “Infinite Measure, Finite Existence”, disco in cui dieci tracce di media lunghezza prendendo spunto da Death, Asphyx, Control Denied e molti altri, consacrano la portata di questo progetto. Un sound personale e una compattezza micidiale unificate ad estro e a melodie, fanno di questo disco un buon prodotto su cui fare il giusto affidamento e magari prenderne spunto dati i contenuti. Le tracce hanno anche contenuti che molto abbracciano il prog grazie anche a riff complessi, stop’n’go e immancabili alternanze acustico elettriche. Il giovanissimo autore, peraltro affiancato da un unico chitarrista (Erymanthon Seth), offre un qualcosa di unico per il suo genere; per rendersi conto di cui stiamo parlando basta ascoltare alcune tracce tra cui ''Human vs. Machine'', praticamente traccia di apertura dopo un breve intro compatta super dinamica e pregna di riff e melodici inattesi; tra le migliori forse c’è ''Married To The Masterplan'', forte di una ritmica che facilmente ci riconduce ai Death ma in questo caso resa ancor più originale dalle tecniche strumentali dell’autore; forse quasi una similitudine camuffata con i Death si ravvisa nell’apertura di ''When Number Speak'', brano diretto ed immediato reso innovativo anche da un clean rabbioso che difficilmente annoia ma che ogni tanto pare essere poco incisivo; contesti al limite dell’etereo si hanno nel brano “A World In A Single Word”, traccia da tenere d’occhio per la portata di cui si fregia tra arpeggi, riff e ritmica; altro buon brano è ''Amphibian To Chamaleon'' la cui ritmica ancora una volta la fa da padrona tra melodie, passaggi acustici e muraglie sonore. Un debutto ben fatto dove a prevalere sono tecnica, buon gusto estro e tanta originalità.

Track by Track
  1. Zero-Point Collapse S.V.
  2. Human vs. Machine 80
  3. 3. Echoes of π 75
  4. Married to the Masterplan 85
  5. The Curse of Majesty 75
  6. When Numbers Speak 80
  7. A World in a Single Word 80
  8. Masquerade (The Algorithm) 75
  9. Amphibian to Chameleon 75
  10. Final Jest 75
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 75
  • Qualità Artwork: 75
  • Originalità: 80
  • Tecnica: 85
Giudizio Finale
78

 

Recensione di Wolverine » pubblicata il 20.09.2026. Articolo letto 114 volte.

 

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