Pov Rise «1999: Post Apocalypse Grunge» (2025)

Pov Rise «1999: Post Apocalypse Grunge» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Bata »

 

Recensione Pubblicata il:
04.09.2026

 

Visualizzazioni:
116

 

Band:
Pov Rise
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Titolo:
1999: Post Apocalypse Grunge

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Mirko Ciccone – Vocals
Pasquale Damiano – Drums
Pierpaolo Damiano – Guitar
Luca Fazzolari – Guitar
Nicola Irace – Bass

 

Genere:
Alternative / Grunge

 

Durata:
39' 38"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
23.05.2025

 

Etichetta:
Autoproduzione

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Oggi mi butto su un disco che mi riporta agli anni 90, anni della mia giovinezza, quando (morto il punk o così si pensava) e in agonia il metal dopo gli anni d’oro arriva il grunge a tentare di destabilizzare il sistema musicale. E qua siamo al primo disco sulla lunga distanza dopo un ep del 2023, se non ricordo male. Nascendo la band in piena pandemia (a Roma) forse i testi risentono del malessere di quei giorni, di quel senso di claustrofobia che ci costringeva chiusi in casa.
Qua però siamo a fine anni 90 (1999: Post Apocalypse Grunge, il titolo del lavoro, appunto) in un contesto quasi orwelliano, di finto ottimismo e precarietà.
E la musica, figli della Seattle di quegli anni, gli fa da perfetta colonna sonora; un suono che appunto pesca a piene mani da que periodo e da quella città arricchendola di psichedelia e ruvidezza per tentare di portarci ad una liberazione da tutte le catene.
Ed ora proviamo ad analizzarlo più in profondità., partendo da Change Your Mind: quale migliore apertura? Una bordata in piena faccia, fuzz a tonnellate per scatenare tutta la rabbia che si ha in corpo.
Sotto con This Wave Is Mine; pezzo quasi distopico se mi passate il termine; avete presenta una ballad? Eccola una ballad completamente distorta. Spettacolare e malata.
Ora è il turno di Burn-out dove si mescolano ritmi funk con melodie pop. Un potenziale hit ma rabbioso, amaro.
Invece con 1999: Sons of Crash Lonely Hearts sembra quasi un sogno con le sue atmosfere quasi liquidi, i suoni psichedelici e dilatati… da sogno, appunto.
Si torna a sparare rabbia con You Did Me Wrong Today, pieno inno grunge.
Ancora psichedelia ancora malinconia con Sunday Apocalypse.
E la psichedelia continua in pieno trip da acido con #3DaysOfRain.
E per chiudere in bellezza un pezzo malato, distruttivo, tossico: Sabotage. Forse un vero e proprio rito sacrificale per chiudere alla grande il lavoro?
Grandi! Complimenti davvero

Track by Track
  1. Change Your Mind 75
  2. This Wave Is Mine 70
  3. Burn-out 70
  4. 1999: Sons Of Crash Lonely Hearts 80
  5. You Did Me Wrong Today 75
  6. Sunday Apocalypse 80
  7. #3daysofrain 80
  8. Sabotage 85
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 85
  • Qualità Artwork: 90
  • Originalità: 90
  • Tecnica: 85
Giudizio Finale
81

 

Recensione di Bata » pubblicata il 04.09.2026. Articolo letto 116 volte.

 

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