Pentesilea Road «Sonnets From the Drowsiness» (2025)

Pentesilea Road «Sonnets From The Drowsiness» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Bata »

 

Recensione Pubblicata il:
05.07.2026

 

Visualizzazioni:
81

 

Band:
Pentesilea Road
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Titolo:
Sonnets From the Drowsiness

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Vito F. Mainolfi: guitar

Ezio Di Ieso: keyboards, piano

Alfonso Mocerino: drums

Michele Guaitoli: vocals

Giovanni Montesano: bass

 

Genere:
Heavy Prog

 

Durata:
1h 52' 0"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
23.05.2025

 

Etichetta:
Autoproduzione

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
Angels PR
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Recensione

Stavolta cambio di genere dall’ultima recensione e ci provo con del progressive metal di gran classe.
E già potrei fermarmi qui. Ma andiamo avanti.
Siamo al secondo lavoro dopo gli ottimi riscontri ottenuti col primo omonimo album di debutto.
E stavolta ci danno dentro con un’opera che raggiunge i 112 minuti di durata (difatti è un doppio album): 112 minuti di musica che prende, musica ambiziosa, di classe e ben fatta e mai ripetitiva ne noiosa.
Il tutto accompagnato da liriche che hanno come linea base il sogno lucido, visto da varie angolature.
Così il tutto viaggia sui binari multicolori, un mix di emozioni che si muovono fra sogno e realtà, forse anche intime ma che trascinano.
Un nome che mi è venuto in mente? Direi i migliori Fates Warning. Dite di no? Provate ad ascoltare per esempio Pulse, Aria, Remember Now, tante per citarne tre; oppure fanno prevalere la loro anima metal in pezzi come Underground o Echo Of Silence; tanta cosa anche pezzi come Worlds Apart, Grave New World (grande pezzo progressive); altre influenze? Dico un eresia se cito i Vanden Plas in The River Bend?. Certo, parte il disco con Ode to the reflective mind dove i re Dream Theater escono preponderanti ma poi arrivano le strumentali Mare Nostrum e The Other Corner; due pezzi da brividi. E chiudono alla grande con una suite: The Physiopatology Of Every Dream.
Riescono a prendere pezzetti dei mostri sacri del genere (si, anche Porcupine Tree) e trasformarlo in un suono originale; mica poco direi.
La band si esprime alla grande partendo dalla chitarra di Vito che sa essere sia dolce, delicata che graffiante; Enzo alle tastiere; la sezione ritmica con Giovanni e Alfonso che indirizzano su binari variegata e potenti e la voce di Giovanni, autore di una prova superlativa.
Certo, non pensate che un ascolto basti per capirlo o amarlo; questo è un album che va sentito e assimilato in più ascolti; fatto questo non ne farete più a meno.

Track by Track
  1. ODE TO THE REFLECTIVE MIND 70
  2. INSIDE OUT 70
  3. PULSE 80
  4. SOLITARY WALK 70
  5. ARIA 70
  6. UNDERGROUND 75
  7. THE GEOMETRY OF NOTHING 80
  8. MARE NOSTRUM 80
  9. WORLDS APART 80
  10. THE OTHER CORNER 75
  11. SHRINE 70
  12. GRAVE NEW WORLD 75
  13. SEPTEMBERS’ GHOST 75
  14. ECHO OF SILENCE 80
  15. REMEMBER, NOW 70
  16. A RELENTLESS ELEGY OF LAZINESS 75
  17. THE RIVER BEND 70
  18. THE PHYSIOPATHOLOGY OF EVERY DAY DREAM 75
  19. THE GEOMETRY OF NOTHING (FT. ZAK STEVENS) 80
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 90
  • Qualità Artwork: 90
  • Originalità: 85
  • Tecnica: 95
Giudizio Finale
77

 

Recensione di Bata » pubblicata il 05.07.2026. Articolo letto 81 volte.

 

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