Vultur «Cultores de Perdas e Linna» (2025)

Vultur «Cultores De Perdas E Linna» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Snarl »

 

Recensione Pubblicata il:
08.06.2026

 

Visualizzazioni:
131

 

Band:
Vultur
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Titolo:
Cultores de Perdas e Linna

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Attalzu :: Vocals, Guitars
Lorenzo Balia :: Drums
Nicola Spaziani :: Guitars
Maristella Spanu :: Bass

 

Genere:
Black Metal

 

Durata:
35' 11"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
28.02.2025

 

Etichetta:
Masked Dead Records
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Sulphur Music

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
Falce Press & Management
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Recensione

Ritornano i Vultur da Portoscuso, Sulcis Iglesiente, con il loro terzo album, questo “Cultores de perdas e linna”, che condensa 7 brani più intermezzo in poco più che 35 minuti di un black metal decisamente di stampo svedese, dalla batteria ad alto tasso di bpm disseminati per il disco e pochi rallentamenti, e con un tiro molto d’impatto, sullo stile di quanto fatto dai Marduk del periodo con Legion, con particolare menzione per gli album “Heaven shall burn...” e “World Funeral”. Fin qua, tutto molto bene, essendo io un fan di questo tipo di sonorità.
L’ascolto dell’album, tuttavia, rivela abbastanza presto i suoi pregi, ma anche dei difetti: “Su frastimu” parte arrogante, veloce e travolgente, ma in qualche modo sembra non lasciare granché dopo che lo si è sentito. Un po’ è il fatto che la qualità sonora è non male, ma le chitarre dovrebbero essere ancora più in primo piano, e un po’ è anche il fatto che quando si tratta di andare veloce, i Vultur sanno fare il loro lavoro, ma quando si tratta di cambiare marcia, anche per poco, là la tensione e l’aggressione del brano scendono. Senonché, con “Eternu tormentu” i difetti finora trovati vengono limati, e i Vultur convincono con un brano ben veloce e compatto. Da qui in poi è più che altro un’alternanza di queste due casistiche, con un impatto generalmente buono ma che ha qualche mancanza, come la perdita di mordente nelle parti meno veloci in “Su spegu” o la poca originalità di “Femina mala”, mentre altre volte, come nella quasi title track “Cultores lapides et lignea”, la compattezza del brano è buona e per questo ci convince, oltre a un buon tasso tecnico chitarristico in questo brano. Il brano migliore, però, secondo me è dato dalla conclusiva “Nemini Parco”, un brano sempre ad alti tassi di bpm, ma dove i Vultur finalmente si sciolgono un po’ le articolazioni e suonano un brano che effettivamente suona più proprio e meno influenzato dai propri numi tutelari di cui sopra.
In conclusione, “Cultores de perdas e linna” è un buon disco, favorito dal fatto di avere una buona botta in faccia e una apprezzabile compattezza, ma a volte zavorrato dal fatto che i Vultur mostrano un po’ d’incertezza quando si tratta di cambiare marcia e non andare a tutta, dal fatto che l’originalità non è il punto forte, e dal fatto che il sound poteva essere ancora più definito e tagliente a livello di chitarre, per un risultato per l’appunto, che non fa saltare il banco e lascia al disco un certo senso di nicchia, ma che comunque è buono e ben sopra ai wannabes di questo stile di black metal particolare. Consigliabile ai fans del black metal svedese e a chi adora le gesta di bands come Noctifer, Handful of Hate e Nefarium.

Track by Track
  1. Su frastimu 70
  2. Eternu trumentu 75
  3. Su spegu 65
  4. Femina mala 70
  5. Arestis - Intermezzo S.V.
  6. Cultores Lapides et Lignea 75
  7. Umbras 70
  8. Nemini Parco 75
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 70
  • Qualità Artwork: 70
  • Originalità: 65
  • Tecnica: 75
Giudizio Finale
71

 

Recensione di Snarl » pubblicata il 08.06.2026. Articolo letto 131 volte.

 

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