Vision Divine «A Clockwork Reverie» (2026)

Vision Divine ĞA Clockwork Reverieğ | MetalWave.it Recensioni Autore:
Owen »

 

Recensione Pubblicata il:
06.06.2026

 

Visualizzazioni:
175

 

Band:
Vision Divine
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Titolo:
A Clockwork Reverie

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Michele Luppi - voce
Olaf Thorsen- chitarre
Andrea Torricini - basso
Oleg Smirnoff - tastiere
Mattia Peruzzi - batteria

 

Genere:
Power / Progressive Metal

 

Durata:
34' 2"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
22.05.2026

 

Etichetta:
Scarlet Records
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Michele Luppi torna a casa! Dopo gli anni trascorsi tra le fila dei leggendari Whitesnake, Luppi — ormai artista navigato e di spessore internazionale — è rientrato in Italia per riprendere il ruolo di frontman nei Vision Divine del mastermind Olaf Thorsen. A distanza di anni dall’ormai lontano The 25th Hour del 2007, oggi la formazione vede anche il gradito ritorno del virtuoso deus ex machina Oleg Smirnoff alle tastiere. Si tratta di un’occasione di rilancio per un progetto musicale di assoluto valore, che si concretizza con questo generoso EP di ben sette tracce, intitolato Clockwork Reverie. Non è un caso che anche la copertina del disco sembri voler richiamare intenzionalmente il glorioso passato dell’era Luppi, con vari omaggi a quel periodo della band. L’intro, caratterizzata dai cupi versi di Baudelaire in Sator Rotas, lascia subito spazio alla magniloquente title-track. È doveroso sottolineare l’ottima produzione, curata dall’ormai rinomato Simone Mularoni dei DGM, che dona al sound una nitidezza cristallina. 18 (It Feels Like Heaven) è il primo singolo estratto: un brano ruffiano e melodico, dove la voce di Luppi e le chitarre di Thorsen dominano la scena, ricostruendo i fasti dei primi anni 2000, da sempre nel cuore dei fan. L’alchimia dei tempi migliori funziona ancora a meraviglia. Andromeda si apre invece con le parole di Nietzsche sul Superuomo; qui il tappeto di tastiere di Smirnoff e la doppia cassa power metal trascinano il pezzo in un vortice di riff, nel quale si inserisce il cantato melodico, autentico marchio di fabbrica dell’artista emiliano. La struggente ballad Identities proviene direttamente dal mitico Stream of Consciousness del 2004: nonostante siano passati oltre vent’anni, la voce di Luppi rimane incredibilmente immutata. Le nuove versioni di God is Dead e The 25th Hour confermano l’interesse per questo inaspettato ritorno di una band storica. Un EP pronto a rilanciare i Vision Divine sui palchi più prestigiosi di questo 2026, consolidando ulteriormente la loro grande eredità artistica.

Track by Track
  1. Sator Rotas 60
  2. A Clockwork Reverie 75
  3. 18 (It Feels Like Heaven) 80
  4. Andromeda 75
  5. Identities (2026 Version) 90
  6. God Is Dead (2026 Version) 90
  7. The 25th Hour (2026 Version) 90
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 85
  • Qualità Artwork: 65
  • Originalità: 85
  • Tecnica: 90
Giudizio Finale
79

 

Recensione di Owen » pubblicata il 06.06.2026. Articolo letto 175 volte.

 

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