Tessilgar «Growth» (2024)

Tessilgar «Growth» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Snarl »

 

Recensione Pubblicata il:
16.05.2026

 

Visualizzazioni:
117

 

Band:
Tessilgar
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Titolo:
Growth

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Stefano Panizzari :: Vox
Alberto Rozza :: Guitar
Gabriele D’Alessandro :: Guitar
Luca Lodigiani :: Bass
Matteo Lo Sicco :: Drums

 

Genere:
Alternative Heavy Metal

 

Durata:
38' 7"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
22.11.2024

 

Etichetta:
Autoproduzione

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
Infinity Heavy
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Recensione

I Tessilgar da Lodi arrivano al loro primo album dopo vari anni passati come tribute band, e “Growth” è il loro disco di debutto che condensa 10 brani in circa 38 minuti di una musica sommariamente definibile come hard n heavy. Forse più hard rock che heavy. E diciamo sin da subito che il risultato è discreto, ascrivibile alla casistica di “disco non male, ma acerbo”.
Infatti, “Growth” è un disco dove tutto va benino, ma non rende come dovrebbe. Il songwriting dei Tessilgar è infatti piacevole e scorre liscio, e a tratti anche bene, come nella buona “Wax circles” e anche in “Bad game”, ma pur non essendoci infamia, c’è anche pochino in quanto a lode, con una “Agony” e una “By your side” che suonano non male, ma dove l’andamento è canonico e senza troppe personalizzazioni interessanti a livello di riffs, per un risultato gradevole, ma che in qualche modo chiede più idee, e non aiuta il fatto che durante l’ascolto del disco le influenze dei membri dei Tessilgar sono tangibili, ma anche non molto amalgamate, con delle parti che cercano di essere incisive tipo glam rock anni 80, alternate però a parti che invece denotano un’anima forse più 90s e che tende a fare il verso più all’alternative rock, mentre altre volte i Nostri osano troppo poco, e risultano in una “Your fight” francamente un po’ insipida e una “Narcissus” che comincia bene, ma che poi si rivela troppo schematica e abbottonata. E non mancano anche influenze metal più che rock, come in “The mind on the wave”, il tutto per un crocevia di influenze che, come detto sopra, non suona male, ma necessita di una maggiore amalgama.
Insomma: come detto, “Growth” dei Tessilgar non è male, ma è l’inizio. È canonico, un po’ acerbo e osa un po’ poco, ma perlomeno scivoloni e cretinate compositive non ne fa. Forza ragazzi, si può osare di più.

Track by Track
  1. Agony 65
  2. Bad game 70
  3. By your side 60
  4. Call on me 60
  5. You know 65
  6. Your fight 55
  7. Wax circles 70
  8. Narcissus 55
  9. The mind on the wave 65
  10. Why you ever wondered 65
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 70
  • Qualità Artwork: 65
  • Originalità: 60
  • Tecnica: 70
Giudizio Finale
64

 

Recensione di Snarl » pubblicata il 16.05.2026. Articolo letto 117 volte.

 

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