Misty Route «Ethos» (2026)
Recensione
"Ethos" è il secondo album studio dei Misty Route ed offre un sound che ruota attorno a contesti dark ambient e a groove heavy emergenti che in alcuni casi dirottano in favore di esplosioni metal di tutto rispetto. I testi si concentrano su alcuni dei maggiori problemi della società moderna visti nell’ottica dell’essere umano. Il titolo dell'album, "Ethos", deriva da una parola greca che racchiude i valori, la morale, lo stato di vita e le caratteristiche comportamentali di una persona, non a caso l’artcover del disco rappresenta una fiamma che noi tutti portiamo nelle nostre anime e che mai si spegne nonostante le difficoltà di ogni giorno, simboleggiando la nostra ultima risorsa nei momenti più bui che si attraversano. Le otto tracce del disco scorrono decisamente bene, non si assiste mai a miracoli o tecnicismi, ma il trio greco sa ciò che fa e mette in pratica quanto di meglio può attraverso i propri cupi distorti e, a cominciare dall’opener “Hail”, confermano il proprio mood tra melodie rese con un caldo clean con annesse andature altalenanti; segue poi “Last Night’s Dream”, caratterizzata da un sound compatto e molto melodico che ben sa trascinare e coinvolgere la propria platea; molto scura e lenta, dopo un’apertura potente è invece “Born With A Price Tag”, traccia che alla fine diventa forse un po’ troppo monotona; ha qualcosa di tribale invece “Blind God”, i cui assetti rivelano un brano molto particolare ricco di groove ma anche di creatività; alternata da compattezza e passaggi acustici è invece “No Destination”, un brano che lascia pochi spazi alla noia incentrandosi su orizzonti riflessivi e melodici; l’ascolto prosegue poi con “The Corridor” altro brano che tende ad intrecciare passaggi acustici quasi di matrice stoner con potenti distorti a riprova che questa band non si lascia condizionare e che ha un credo tutto suo che, in molti punti, risulta dinamico e vincente; splendide “Freedom” e la conclusiva “Dictator”, due realtà che viaggiano in simbiosi tra loro entrambe disposte su basi potenti ma, ancora una volta, assai melodiche e vive. Un disco che riesce nell’obiettivo prefissatosi ossia quello di fare colpo e di vitalizzare gli animi.
Track by Track
- Hail 75
- Last Night's Dream 80
- Born With A Price Tag 60
- Blind God 75
- No Destination 80
- The Corridor 80
- Freedom 75
- Dictator 80
Giudizio Confezione
- Qualità Audio: 75
- Qualità Artwork: 80
- Originalità: 75
- Tecnica: 75
Giudizio Finale
76Recensione di Wolverine » pubblicata il 26.03.2026. Articolo letto 138 volte.
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