Gladium Regis «Quest» (2026)

Gladium Regis «Quest» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Snarl »

 

Recensione Pubblicata il:
11.02.2026

 

Visualizzazioni:
117

 

Band:
Gladium Regis
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Titolo:
Quest

 

Nazione:
U.k.

 

Formazione:
Svafnir :: All instruments

 

Genere:
Pagan Epic Black Metal

 

Durata:
41' 9"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
27.02.2026

 

Etichetta:
Dusktone
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Disclaimer doveroso iniziale: La recensione di questo progetto Gladium Regis avverrà in maniera il più possibile imparziale, nonostante il sottoscritto conosce bene tutti i componenti e guests di quest’album.
A volte ritornano, e quando lo fanno, lo fanno in maniera più che convincente. Gladium Regis è il disco nuovo di Svafnir, il primo cantante nonché co-fondatore dei Draugr, che riesuma un progetto che aveva ancor prima che i Draugr avviassero il loro cammino, e che in questa sede ci propone un album completamente nuovo, questo “Quest”, che condensa 6 brani più intro, intermezzo e outro in poco più di 41 minuti di una musica che parte da un substrato Black Metal, ma a volte va a sconfinare verso il dungeon synth, altre volte verso sonorità epiche, folk o sinfoniche, non lontane da ciò che i Draugr ci facevano sentire negli anni che furono. E tutto avviene con un senso della melodia e delle atmosfere notevole, che sembrava promettere bene nel brano anteprima “Crux inversa intra lunam”, ma si sente di meglio nel resto del disco, con una bella “Durindana” che comincia subito con un’intensità paragonabile a quella di “Empiricism” dei Borknagar o una title track che si barcamena tra black metal e partiture di flauto, arrivando a lambire le sponde compositive di “Lunar Poetry” dei Nokturnal Mortum, mentre brani come “The last true knight in a broken land” sono più meditanti e atmosferici, con la presenza di Davide degli Shores of Null a donare una marcia in più al brano. Il tutto per un disco che fa delle orchestrazioni il suo punto di forza, pompose ma mai sovrabbondanti, e che riescono a rendere magici i brani e a volte sognanti, come in “Acriter Pugno!”.
Ho citato nomi importanti e decantato dunque “Quest”, ma è incredibile come dopo anni di attività l’ispirazione compositiva di Svafnir non vuole saperne di calare, e poco importa se forse le chitarre sono un po’ nascoste nel mix o se forse ci manca un po’ più di chitarre in guisa di assoli, riffs più cattivi o che altro, il che potrebbe allontanare i fans delle sonorità più tipicamente metal estremo, rendendo il disco un pochino di nicchia: viste le capacità comunicative qui mostrate, possiamo passarci sopra. La verità è che se le sonorità sinfoniche o epiche fanno per voi, “Quest” dei Gladium Regis è un disco da acquisto sicuro. La prova che la classe non è acqua. D’altronde, visti i bagagli musicali passati e presenti dei musicisti qui coinvolti...

Track by Track
  1. Malheureux en amour - Intro S.V.
  2. L'audaci imprese io canto 80
  3. Durindana 85
  4. Crux inversa intra lunam 75
  5. Intermezzo S.V.
  6. The last true knight in a broken land 80
  7. Acriter Pugno! 80
  8. Quest 80
  9. Flight of the hippogriff 75
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 80
  • Qualità Artwork: 75
  • Originalità: 85
  • Tecnica: 80
Giudizio Finale
79

 

Recensione di Snarl » pubblicata il 11.02.2026. Articolo letto 117 volte.

 

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