Gabriels «Fist Of The Seven Stars Act 4 Five Forces» (2024)

Gabriels «Fist Of The Seven Stars Act 4 Five Forces» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Snarl »

 

Recensione Pubblicata il:
28.01.2026

 

Visualizzazioni:
90

 

Band:
Gabriels
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Titolo:
Fist Of The Seven Stars Act 4 Five Forces

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Cast of Characters:
Wild Steel as Kenshiro
Roberto Tiranti as Yuza
Gandolfo Ferro as Ryuga
Fabio Carmotti as Ryaku
Stefano Sbrignadello as Toky
Mayo Marian Petranin as Weinn
Antonio Pecere as Raoul
Dave Dell'Orto as Fudo
Andrea Marchisio asShuren
Val Shieldon: Vocals as guest on track 13
Drums:
Brantley Rogers
Guitars:
FRANK CARUSO
DAVIDE PERRUZZA
FABIEL PEREZ
LEO GATTI,
ADRIAN HANSEN
PATRICK FISICHELLA
GLAUBER OLIVEIRA
ANTONELLO GILIBERTO
TRISTAN HARDERS
BASS:
DINO FIORENZA
ADRIAN HANSEN
MALETOTH
BETO VAZQUEZ

 

Genere:
Metal / Rock

 

Durata:
1h 6' 0"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
16.07.2024

 

Etichetta:
Elevate Records
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
Broken Bones Promotion
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Recensione

Avanti piano, ma costante. Questo è come potremmo riassumere il nuovo disco di Gabriels, tastierista e compositore con una formazione nutrita e dal buon palmares musicale. “Fist of the seven stars 4” è il nuovo episodio compositivo di Gabriels, condensa ben 13 brani in esattamente 66 minuti di musica, a metà tra power, heavy, progressive e rock/AOR, più raro.
Ora, in passato avevo personalmente detto che il nostro Gabriels da Messina è senz’altro un musicista talentuoso capace di scrivere ottime cose, ma anche con difetti, visto che “Fist I” del 2016 centrava certe cose e altre meno, mentre “Fist 2” del 2018 si perdeva tra fronzoli e un po’ troppa pomposità. Oggi con “Fist of the seven stars 4” Gabriels continua un po’ a migliorare, ma c’è ancora qualche prolissità che sabota il risultato. Diciamo sin da subito infatti che “Fist 4” è un disco molto coinvolgente, che centra benissimo l’obiettivo nei primi due brani, con una “Deathstar in the sky” potente e agile, con synth glitterati e un mood volendo anche un po’ da cartone animato ma dosato e senza esagerare, mentre “Fight between brothers” è rocciosa, anche classica volendo, ma ben fatta e pregna d’atmosfera, e questi due brani segnano un po’ lo standard compositivo di “Fist 4”, ovvero un heavy/power che non disdegna un mood a volte metal, a volte più rock e altre perfino da cartone animato ma senza esagerare, tipo “The lone wolf” che parte da un tema semplice e va sofisticandosi sempre di più, oppure tipo “Toky must die”, molto coinvolgente tipo singolo, e intensa per tutta la sua durata, oppure ancora “Time is here”, semplice ma mossa e piacevole. Il tutto con degli arrangiamenti scorrevoli e che non si bruciano tutto subito come in passato, e con una qualità sonora ben curata e ragionevole, dove ogni strumento ha lo spazio giusto. L’unica magagna che non ancora riesce ad andare via del tutto è l’autocompiacenza che Gabriels mette nella sua musica, finendo per rendere “Fist 4” un po’ allungato e che si può sfrondare ancora. Mi riferisco in particolare alle ballads, qui ce ne sono addirittura 3, tutte belle ok, ma a parte che tre sono un po’ troppe, tutte potevano durare un minuto e mezzo o due di meno. Capisco il voler aggiungere altri dettagli, ma quando non serve, evitiamo. E inoltre, io parlerei anche un po’ di “Tears of fire” che di nuovo: di per sé non è un brutto brano, ma ci si deve aggiungere un plagio involontario a “Black diamond” degli Stratovarius, e anche il fatto che io l’avrei tagliata via dalla tracklist. Non perché è brutta, ma perché semplicemente gli altri brani compensano la sua presenza e pertanto non la trovo necessaria.
Quindi, come detto prima, Gabriels va avanti piano ma costante: ha tolto molti dei suoi difetti che mitigavano la riuscita degli album passati, ma comunque ciò non toglie che qualcosa si può ancora fare, tipo puntare al sodo e lasciar perdere cesellature su cesellature che rendono il disco certamente buono, ma anche un po’ difficile da digerire se preso nell’insieme.
Ad ogni modo, qui il miglioramento c’è e finalmente posso dare un voto più alto a Gabriels. Si può fare di più, ma finalmente errori marchiani non ce ne sono più. Avanti piano ma costante, e speriamo che col prossimo si arriva ancora più in alto. Ormai diciamocelo: l’esperienza c’è.

Track by Track
  1. Deathstar in the sky 80
  2. Fight between brothers 80
  3. You can cry 75
  4. The lone wolf 75
  5. Toky must die 80
  6. Why 70
  7. Five forces 75
  8. Tears of fire 65
  9. Free like clouds 70
  10. Mountain force 70
  11. Live for you 65
  12. Time is here 80
  13. Silent survivor (Kodomo band cover) S.V.
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 75
  • Qualità Artwork: 75
  • Originalità: 75
  • Tecnica: 80
Giudizio Finale
74

 

Recensione di Snarl » pubblicata il 28.01.2026. Articolo letto 90 volte.

 

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