Di'Aul «EvAAvE» (2025)

Di'aul ĞEvaaveğ | MetalWave.it Recensioni Autore:
Bata »

 

Recensione Pubblicata il:
15.01.2026

 

Visualizzazioni:
144

 

Band:
Di'Aul
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Titolo:
EvAAvE

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Cosimo ‘MoMo’ Cinieri – voce
Daniele ‘Lele’ Mella – chitarra
Carlo ‘Jeremy’ Toma – basso
Andrea ‘Rex’ Ornigotti – batteria

 

Genere:
Doom / Sludge

 

Durata:
45' 23"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
07.02.2025

 

Etichetta:
Minotauro Records
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
Nee-Cee Agency
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Recensione

Rieccomi alle prese con una nuova scoperta (eh si, ennesima nuova scoperta) con il terzo lavoro (dopo un album ed un ep) dei pavesi Di’Aul, per la storica Minotauro Records (vi dicono niente i nomi di Death SS, Paul Chain e Strana Officina?), con un lavoro registrato in presa diretta che vi farà sobbalzare dal divano (o dalla sedia, vedete voi).
In che modo? Con un sound debitore dei primi Black Sabbath per portarvi in territori doom/sludge da brividi quasi a rappresentare le lande nebbiose da dove provengono.
Un esempio il singolo estratto dal lavoro, “Tar Wing” (e seconda traccia dell’album) , fra Black Sabbath (appunto) ed i Down più cattivi.o il pezzo successivo “Mad Dalena” (un mix fra i Sabbath e lo sludge); episodi perfetti per cogliere al meglio il sound dei pavesi.
Un suono arricchito da testi che si incontrano e scontrano fra di loro; dove la solitudine va a braccetto con la speranza. Colpa e redenzione viaggiano insieme; la religione si scontra col mito.
E da quanto ho capito e letto (per esempio in “EvAAve”) il testo prende spunto da poesie di Amelia Rosselli e Sylvia Plath (che non conoscevo; ho dovuto cercare in giro per farmi un’idea).
Certo nel loro suono non manca certo il metal più duro, tosto, roccioso; dove la base ritmica (Andrea Ornigotti alla batteria e Jeremy Toma al basso) si interseca alla perfeziona con la chitarra di Daniele Mella e la voce di Cosimo Cinieri.
Pezzi che ti prendono e ti chiedono di essere risentiti più e più volte; affascinato da pezzi come “Petricore” in pieno hard rock (sulfureo e maligno); dal doom più buio di “F.O.M.O.”, dalla cattiveria di “Succubi Et Incubi” e dalla potenza di “Geosmina” (ne parlo sotto).
Dicevo di “Succubi et Incubi”, quasi un mix fra Sabbath e Saint Vitus.
Particolare invece “Geosmina”, un mix heavy dark quasi alla Paul Chain.
Io mi fermo qua! Devo tornare ad ascoltarlo di nuovo.
Un lavoro che mi ha spiazzato ma in senso positivo! Grande album e grande band

Track by Track
  1. Duende 80
  2. Tar Wings 90
  3. Mad Dalena 90
  4. Petricore 85
  5. Succubi Et Incubi 80
  6. F.O.M.O. 80
  7. Geosmina 75
  8. EvAAvE 85
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 90
  • Qualità Artwork: 75
  • Originalità: 90
  • Tecnica: 90
Giudizio Finale
83

 

Recensione di Bata » pubblicata il 15.01.2026. Articolo letto 144 volte.

 

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