Noctivagum «De Arcanis et Ritibus Sulphuris» (2026)

Noctivagum «De Arcanis Et Ritibus Sulphuris» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Snarl »

 

Recensione Pubblicata il:
10.01.2026

 

Visualizzazioni:
223

 

Band:
Noctivagum
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Titolo:
De Arcanis et Ritibus Sulphuris

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Wolf :: Vocals
D. :: Drums
Lightning :: Guitars, Bass

 

Genere:
Black Metal

 

Durata:
30' 31"

 

Formato:
EP

 

Data di Uscita:
14.01.2026

 

Etichetta:
Autoproduzione

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Il debutto discografico dei Noctivagum consiste in quello che potremmo definire un Ep, visto che di vera musica qui ci sono 25 minuti e il resto sono intro e outro, ed è un gruppo a distanza, costituito da D., batterista dei Korrigans ormai spostatosi in Germania, un chitarrista tedesco e alla voce Wolf dei Gort, Vita Odiosa e Mors Spei, da Napoli. E diciamolo sin da subito: il primo sforzo discografico dei Noctivagum è immaturo e non molto a fuoco, ma ha dalla sua il fatto di avere delle potenzialità che si sentono a sprazzi nei brani.
L’ascolto dell’opener vera “Ignis” infatti conferma questo: volendo non è un brano brutto, ma il riffing è incerto. Va bene quando segue uno stile melodico e che non cerca l’assalto furioso, riuscendo anzi a cavarsela con parti arpeggiate e atmosferiche, ma risulta fin troppo anonimo e insicuro quando si tratta di andare veloce, cosa che i Noctivagum fanno per troppo poco tempo, ridimensionando subito i bpm. E non solo: a volte lo stile compositivo va e viene, stoppando un mood non male tipo quello di cui sopra e andando a cambiare stile senza troppa cognizione di causa, col risultato che ci sono delle forzature di songwriting che non giovano ai brani. Di questo ne sono una testimonianza i tre brani conclusivi, con una “Ex inferis” dove le influenze non melodiche suonano forzate e, direi, a volte addirittura affrettate, cosa che si sente in maniera minore ma sempre presente in “Occulta suprema ars”. Forse proprio per questo motivo, l’episodio migliore dell’Ep è dato dalla quinta “Carpe Noctem”, che è il miglior esempio di cosa sanno fare i Noctivagum quando si limitano a fare ciò che sanno fare e controllare, e con le parti più brutali molto più ridimensionate.
In conclusione, “De arcanis et ritibus sulfuris” è un inizio, con tutti i suoi pregi e difetti, e devo essere sincero: l’avrei bocciato se non si sentisse qualche cosa di positivo in questi brani. Al momento lo stile compositivo c’è, ma è molto sporcato da inesperienza, influenze anomale non ben amalgamate e anche qualche luogo comune di cui i Noctivagum possono fare a meno. Al lavoro, dunque, che per ora il risultato mostra potenziale, ma il lavoro per arrivare a un livello più alto c’è eccome.

Track by Track
  1. Initium caerimoniae - Intro S.V.
  2. Ignis 60
  3. Arcana Noctis 65
  4. Ex inferis 60
  5. Carpe Noctem 65
  6. Occulta suprema ars 65
  7. Finis Cerimoniae - Outro S.V.
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 60
  • Qualità Artwork: 65
  • Originalità: 55
  • Tecnica: 65
Giudizio Finale
63

 

Recensione di Snarl » pubblicata il 10.01.2026. Articolo letto 223 volte.

 

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